Pubblicato il 12/09/2022

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Riapre il Castello di Lardirago: un nuovo polo culturale tra due parchi naturali, nel pavese

Dopo 30 anni di lavori di restauro, finalmente è stato inaugurato il Castello di Lardirago, un polo culturale dal cuore antico. L'occasione giusta per scoprire le bellezze naturali ed artistiche del pavese, a Sud di Milano, sulle tracce di Gian Galeazzo Visconti.

© shutterstock/Zocchi Roberto

Costruzioni come il Castello di Lardirago hanno il fascino tipico dei luoghi che raccontano le diverse storie che l'hanno trasformato: posizionato su di un'altura, sulla riva sinistra del fiume Olona, delimita il piccolo comune di Lardirago, poco più di mille abitanti, ma con una storia che risale già all'XI sec., se ne trova menzione, infatti, nell'elenco dei possedimenti del Monastero agostiniano di S. Pietro in Ciel d'Oro di Pavia: dai documenti viene descritto come un complesso formato dal castello, la chiesa, il mulino e l'osteria, quest'ultima ancora esistente; nel 1154, fu anche teatro di battaglia tra gli schieramenti rivali dei Milanesi e dei Pavesi, prima che fosse firmata la dieta di Roncaglia, voluta da Federico Barbarossa per definire gli equilibri nel territorio italiano.

Il Castello

Il Castello riapre dopo più di 30 anni di lavori: di proprietà della Fondazione Ghislieri dal 1569, è stato centro amministrativo e giudiziario del territorio circostante per poi cadere in disuso. Oggi rivive come polo culturale grazie ad una serie di iniziative dedicate ai temi dell'agricoltura e del paesaggio lombardo, della sua storia e della sua evoluzione ed alla costituzione di un centro studi, che promuoverà anche il lavoro di giovani ricercatori attraverso l'elargizione di borse di studio. Un rilancio dell'identità del territorio, attraverso il recupero del suo passato, le cui tracce è possibile ritrovare passeggiando attorno ai diversi edifici costruiti nei secoli: i diversi stili delle finestre ripercorrono tutte le epoche ed i cambiamenti subiti dal '200 al '500 e nel recinto-ricetto si possono ancora trovare il mulino, il torchio, la pila e la sega idraulica, segni tangibili della sua identità agricola. Camminando sotto i portici si puó ammirare la classica pianta quadrangolare delle cascine lombarde, e, alzando gli occhi, restare affascinati dagli affreschi "a tappezzeria" realizzati tra '300 e '400. Nel cuore della torre, che interrompe il profilo altrimenti lineare del Castello, è custodita la meravigliosa cappella romanica di San Gervasio, risalente all'XI secolo, in cui è possibile osservare parti della struttura originaria e studiare la posizione strategica del rosone, una soluzione artistica rara, attuata per rispondere alle esigenze dei vari lavori di rifacimento, di cui la chiesa di San Cristoforo sul Naviglio a Milano è l'unico altro esempio in tutta la Lombardia

L'Oasi di Sant'Alessio e la Garzaia di Porta Chiossa

Il sito del Castello di Lardirago fa parte di un territorio molto più ampio, che porta ancora i segni del governo di Gian Galeazzo Visconti, primo Duca di Milano, uomo la cui ambizione politica si evince anche nelle opere architettoniche che egli commissionó durante il suo governo. Fortemente legato al territorio di Pavia, fece costruire nel XIV sec. il Parco Nuovo, al confine con la città di Milano: i documenti descrivono questo luogo come un posto meraviglioso, arricchito da peschiere che ospitavano esemplari rari e giganteschi, i boschi rigogliosi vantavano piante esotiche e meravigliose, arrivate da tutto il mondo allora conosciuto. Lungo i sentieri, le voliere erano affollate da uccelli variopinti e i cervi e i caprioli scorrazzavano liberi nel paesaggio. Questo posto magico, andato perduto, rivive oggi a soli cinque minuti di macchina dal Castello di Landirago, nelle due riserve naturali dell'Oasi di Sant'Alessio e della Garzaia di Porta Chiossa. Nel primo, i visitatori, in alcuni periodi dell'anno, possono ammirare le tecniche falconieristiche e passeggiare scorgendo numerose varietà di piante ed animali, proprio come facevano i Visconti all'epoca, mentre nel secondo è particolarmente suggestivo visitare il bosco che ospita la colonia di aironi, tra gli ontani che raggiungono un'altezza tra i 20 ed i 22 metri. 

La Certosa di Pavia

Ad aggiungere ancora più fascino al territorio, a meno di venti minuti di macchina dal Castello, è anche possibile visitare la Certosa di Pavia, complesso monumentale intitolato alla Madonna delle Grazie, fortemente voluto da Caterina Visconti, cugina e seconda moglie di Gian Galeazzo. Il complesso, costituito da un monastero e da un santuario, racchiude stili che vanno dal tardo-gotico italiano al rinascimentale, e vanta il contributo di diversi maestri del '400, come Bernardo da Venezia, suo progettista iniziale, Giovanni Solari e suo figlio Guiniforte, Giovanni Antonio Amadeo, Cristoforo Lombardo e altri. Un capolavoro dell'arte italiana che lascia senza parole e porta il visitatore in un'altra dimensione.

© shutterstock/Luca Santilli