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Sei ragioni per visitare Mostar, in Bosnia-Herzegovina
Pubblicato il 17/03/2020

CuriositàBosnia-Erzegovina

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Mostar è capoluogo e, storicamente, capitale dell'Erzegovina. È situata in una regione montuosa lungo il fiume Neretva e si trova sulla linea ferroviaria Sarajevo-Ploce. Dopo aver sofferto molto durante il conflitto balcanico, torna a splendere e ci invita a scoprire i segreti delle sue strade acciottolate...

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  • Dal Medioevo ad oggi
    Dal Medioevo ad oggi

    Menzionata per la prima volta nel 1452, Mostar divenne una città presidiata dai turchi nel XVI secolo. Nel 1566 i turchi sostituirono il ponte sospeso in legno con un ponte ad arco in pietra, da cui il nome di Mostar (dal serbo-croato "ponte"). Questo ponte di pietra disponeva di un'unica arcata larga 27 metri, ed era un capolavoro dell'ingegneria ottomana. Nel novembre 1993, durante la guerra civile bosniaca, il ponte fu distrutto dal fuoco dell'artiglieria delle forze croate bosniache. Un importante progetto di ricostruzione è stato intrapreso per restaurare il ponte e gli edifici vicini che erano stati anch'essi danneggiati.

  • Ciottoli e storia
    Ciottoli e storia

    La città fungeva da centro per l'artigianato e il commercio; il suo bazar di ramaio, oggi ricostruito, è un'attrazione turistica. Sotto il dominio austriaco (1878-1918), Mostar, divenne un centro per studiosi e poeti serbi e sede di un forte movimento nazionalista.

  • Visitare la cittadina e i dintorni
    Visitare la cittadina e i dintorni

    Il gioiello di Mostar, lo Stari Most è stato un simbolo della città per oltre 400 anni, quindi non sbagliamo a dire che è di certo l'attrazione principale. Il ponte è stato riaperto nel 2004 e, insieme a tutta l'area circostante, sono stati inseriti nella lista dei Patrimoni Mondiali dell'UNESCO nel 2005. Ma attenzione, gli spot non si esauriscono qui...

  • Koski Mehmed Pasha
    Koski Mehmed Pasha

    Considerata la più bella moschea di tutta l'Erzegovina, la moschea di Koski Mehmed Pasha, costruita nel 1618, merita una visita attenta. Come il Ponte, ha subito molti danni durante la guerra. Oggi ricostruita, la moschea si presenta piccola ma molto graziosa; è situata a soli 150 metri a nord del Ponte Vecchio, proprio sul bordo della riva del fiume, ed offre una vista mozzafiato sulla Città Vecchia, soprattutto dalla cima del minareto.

  • Blagaj Tekija
    Blagaj Tekija

    A soli 12 km da Mostar, nascosto sotto una scogliera della sorgente del fiume Buna, Blagaj Tekija è considerato uno dei luoghi più sacri della Bosnia ed Erzegovina. Sede di un'antica confraternita di Dervisci ( discepoli di alcune confraternite islamiche chiamati a distaccarsi nell'animo dalle passioni mondane e, per conseguenza, dai beni e dalle lusinghe del mondo) per oltre 600 anni, è sfuggita alle devastazioni della guerra bosniaca rimanendo un luogo di bellezza, pace e solitudine.

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Non parliamo mai abbastanza di questo paese situato nella penisola balcanica occidentale dell'Europa: la Bosnia-Erzegovina.
La capitale del Paese è Sarajevo; tra le città regionali più importanti vi sono Mostar e Banja Luka.

La guerra ha divorato rapidamente la regione, poiché i nazionalisti etnici all'interno della Bosnia-Erzegovina, con il sostegno della Serbia e della Croazia in alcuni casi, hanno cercato di impadronirsi dei territori che rivendicavano come propri. Orribili operazioni di pulizia etnica tra il 1992 e la fine del 1995 hanno causato la morte di migliaia di persone e lo sfollamento violento di oltre due milioni di persone in gran parte del Paese.. L'intervento internazionale nel conflitto bosniaco ha portato, alla fine del 1995, a un accordo di pace, i famosi accordi di Dayton.

Oggi in Bosnia-Erzegovina, la stragrande maggioranza dei cittadini continua a desiderare una pace sostenibile. Nonostante, negli ultimi anni, il Paese abbia dimostrato miglioramenti, "le condizioni generali di sicurezza sono in via di progressivo miglioramento, come testimoniato anche dalla significativa contrazione della presenza militare internazionale; persiste comunque il rischio di tensioni di carattere etnico, di dimostrazioni di protesta e occasionali episodi di tensione." (Fonte Viaggiare Sicuri)