• Connettiti
Qatar, un museo sulla schiavitù di ieri e oggi
Pubblicato il 12/11/2015 10 condivisioni

CulturaQatar

Twitter Facebook 10 condivisioni

Il nuovo e colossale polo museale sulla storia della schiavitù che sarà prossimamente inaugurato a Doha non si fermerà al semplice passato. Nel progetto qatariota, infatti, l'intenzione è sottolineare i problemi relativi ai migranti del lavoro nella regione del Golfo e della loro tratta.

Il Qatar sta investendo ingenti risorse economiche per migliorare la propria offerta turistica e allontanarsi dall'immagine di Paese dipendente dalle risorse petrolifere. In tal senso, dunque, va il grande piano da 3,6 miliardi di sterline (più di 5 miliardi di euro) per la realizzazione di un colossale polo museale della schiavitù a Doha. Il progetto rientra all'interno di un disegno più ampio di sviluppo della capitale qatariota, con nuovi hotel, scuole, moschee, negozi e attività locali.

Il polo museale della schiavitù che sorgerà in mezzo a Doha

Il polo museale della schiavitù che sorgerà in mezzo a Doha
© Msheireb Properties

Il sito più antico della capitale qatariota, che comprende abitazioni anche di 400 anni, sarà così trasformato in un grande polo museale. In particolare, una grande sezione sarà dedicata alla schiavitù praticata in Africa e nel territorio medio-orientale. I musei, che avrebbero dovuto essere inaugurati nel dicembre 2013, dovrebbero essere accessibili a partire dal prossimo anno e la loro entrata sarà gratuita. Al momento il sito è visitabile solo su appuntamento.

Uno dei quattro musei del polo, il Bin Jelmood, sarà focalizzato sull'evoluzione della schiavitù dal passato fino ai giorni nostri. Saranno, pertanto, analizzati con pannelli informativi, sezioni audio visive e displays interattivi anche i traffici umani di oggi, con particolare riferimento alle aree dell'Africa, Asia ed oceano Indiano. Il museo ha anche affermato che terrà esibizioni relativamente ai migranti della regione qatariota, costretti in massa al lavoro forzato.