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Procida: alla scoperta dell'Isola di Arturo
Pubblicato il 11/07/2019 42 condivisioni

CulturaItalia

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La coloratissima isola del Golfo di Napoli, con le sue coste frastagliate, è un semplice e incontaminato borgo di pescatori. Al suo fascino non rimase indifferente la scrittrice Elsa Morante che nel 1955, nel giardino dell'Albergo Eldorado, ebbe l'ispirazione per il romanzo che due anni dopo le valse il Premio Strega: L'isola di Arturo...

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© Lin Chu Wen/123RF

Nel 1957 Elsa Morante fu la prima donna a vincere il Premio Strega con il romanzo "L'Isola di Arturo", un racconto di formazione originalissimo e onirico pervaso di realismo magico. Questo libro, amato da generazioni di lettori, ebbe anche il merito indiscusso di far assurgere un luogo, l'isola di Procida, agli allori della grande letteratura.

La Morante ha così trasformato un minuscolo toponimo del Golfo di Napoli in un universo letterario, donando ai posteri delle descrizioni destinate a diventare eterne, che resteranno legate a Procida come una seconda carta d'identità.
Sono state le parole della Morante a far sorgere Procida dal centro del mare, come la Zacinto di Ugo Foscolo; attraverso le pagine del libro il luogo prende vita e si imprime nella mente di ciascun lettore come una presenza viva e reale, frase dopo frase ci si ritrova immersi nei luoghi che la Morante ha dipinto con l'accuratezza visiva di un pittore fin dall'incipit della sua opera senza tempo: "Le isole del nostro arcipelago, laggiù, sul mare napoletano, sono tutte belle. Le loro terre sono per grande parte di origine vulcanica; e, specie in vicinanza degli antichi crateri, vi nascono migliaia di fiori spontanei, di cui non rividi mai più i simili sul continente."

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L'amore vero è cosí: non ha nessuno scopo e nessuna ragione, e non si sottomette a nessun potere fuorché alla grazia umana. E. Morante, L'isola di Arturo ? ? ? #culturificio #book #libri #citazioni #quotes

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Fu così che Procida divenne l'Isola di Arturo ma, ancora prima, fu l'Isola di Elsa: la presenza della scrittrice pervade questa località da cui trasse ispirazione, ora consacrata al turismo letterario, dove ogni anno vengono promulgati numerosi premi e festival dedicati a lettori e scrittori.
Elsa scrisse le prime pagine del romanzo all'ombra di un agrumeto nel giardino dell'Hotel Eldorado, che per lungo tempo, dopo la sua morte, fu trasformato nel "Parco Letterario Elsa Morante", poi chiuso in seguito a delle divergenze sulla proprietà della tenuta. Tuttavia sembra ancora di vederla, Elsa, china sulle pagine mentre inspira profondamente il profumo dei limoni mischiato alla salsedine e osserva il panorama scintillante di Procida facendolo suo attraverso un personaggio, Arturo, che incarna l'anima selvaggia dell'isola ed è, in fondo, anche l'alter ego della scrittrice stessa.

Il Belvedere Elsa Morante

Nel 2017 l'indissolubile legame tra Elsa Morante e l'Isola di Procida si è tradotto nel Belvedere di via Pizzaco intitolato all'autrice, rivolto verso il Porto di Marina della Corricella, simbolo dell'isola. Un omaggio dovuto a colei che: "con la magia della sua penna ha celebrato e diffuso al mondo intero la bellezza di Procida", ha spiegato il sindaco Dino Ambrosino.

L'Isola di Procida

Un gioiello incastonato tra le più celebri Istria e Capri, Procida è la più piccola tra le isole del Golfo di Napoli. È un paesaggio colorato e vivacissimo che scintilla al centro del mare turchese con le sue case variopinte dalle tinte pastello, le barche in secca lungo il porto, e l'imponente castello che domina la sua altura.
Possiede il fascino unico dei luoghi isolani - distaccati dal mondo e perfettamente compiuti in loro stessi - con i suoi vicoli assolati e silenziosi dove tuttavia accade di essere travolti dal folklore disinteressato degli abitanti locali: la vecchietta che cala il paniere dalla finestra o il fruttivendolo che trascina la sua carretta.
Procida si può percorrere interamente a piedi, la sua superficie occupa uno spazio di soli 4 chilometri quadrati, ed è perfetta per una passeggiata rigenerante dalle stradine in leggera pendenza fino alle bellissime spiagge di sabbia finissima.

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© freeartist/123RF

Itinerario turistico

Il luogo più caratteristico dell'Isola è il Porto della Marina di Corricella con le sue case colorate che conserva il fascino senza tempo di un piccolo borgo di pescatori; qui furono girate alcune scene del film "Il Postino" con Massimo Troisi.
Risalendo per le vie si raggiunge la contrada di Terra Murata, il punto più alto dell'isola, che regala un incantevole panorama su tutto il Golfo di Napoli e le sue acque blu a perdita d'occhio.
Poco distante si trova l'imponente edificio di Palazzo d'Avalos, l'ex carcere di Procida, voluto nel 1830 da Ferdinando II di Borbone che intendeva favorire la riabilitazione dei prigionieri. Qui i detenuti curavano la terra e vendevano i loro prodotti al mercato della domenica. Questo sinistro palazzo fu d'ispirazione alla Morante per costruire uno dei personaggi più sfuggenti della storia, il carcerato Tonino Stella.

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© Lin Chu Wen/123RF

In seguito si può scendere verso il Porto di Marina Grande e magari trascorrere dei momenti di relax sulla dorata spiaggia di Chiaia, dai fondali bassi e la sabbia scura.
Proseguendo più avanti si può scorgere l'abbacinante sagoma gialla della Chiesa di Santa Maria della Pietà sormontata da un elegante campanile, dove è conservato un antichissimo crocifisso in legno. L'itinerario alla scoperta di Procida è breve e ricco di meraviglie, in grado di travolgere ogni visitatore con la lucentezza sfolgorante del suo paesaggio, il carezzevole profumo delle ginestre e il pungente aroma degli agrumi selvatici.
Camminando per i sentieri vi capiterà di immergervi nel mondo magico del giovane Arturo, per cui l'isola stessa rappresentava i confini del mondo conosciuto, il luogo dell'innocenza e delle illusioni: "I miei occhi e i miei pensieri lasciavano il cielo con dispetto, riandando a posarsi sul mare, il quale, appena io lo riguardavo, palpitava verso di me, come un innamorato."

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La narrazione della Morante ha rivestito Procida di rappresentazioni simboliche: è l'isola felice dell'infanzia, dei miti, dei sogni e dell'eterna attesa di un eroe.
Alla fine il suo protagonista è costretto ad abbandonare la terra natia per intraprendere il cammino maturo e consapevole della maturità; Procida, dunque, sopravvive in una sorta di immaginario epico, come la terra sospesa dei sogni e delle illusioni. Elsa, probabilmente, volle ammantare questo luogo del privilegio di un incanto non destinato a spezzarsi dove "Le colline si coprono di ginestre, riconosci il loro odore, appena ti avvicini ai nostri porti, viaggiando sul mare nel mese di giugno."

Procida letteraria

Sono trascorsi più di 60 anni dalla pubblicazione de "L'isola di Arturo", ma la sua storia ancora pervade Procida come una leggenda più vera del vero. A un anno dalla morte della scrittrice l'isola ha dato il nome a un premio letterario, pensato per omaggiare un classico contemporaneo e, allo stesso tempo, celebrare in una festa solenne la letteratura italiana.

Da cinque anni a questa parte si tiene l'evento "Procida racconta- sei autori in cerca di personaggio", un Festival letterario che ha luogo sull'isola la prima settimana di giugno e ogni anno raduna le penne di sei scrittori italiani con il compito di farsi ispirare dal territorio e dai suoi abitanti nella creazione di nuovi racconti.

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Alla fine non importa che siano gli autori a mettersi in cerca delle storie, o le storie a mettersi in cerca degli autori: a Procida gli uni e le altre trovano sempre il modo di ricongiungersi.
Una narrazione simile alla storia di Arturo, però, non è destinata a ripetersi: ormai si è sedimentata nelle fondamenta dell'isola stessa, si trova oltre il tempo, viene custodita dal territorio di Procida alla stregua di una perla preziosa, pronta ad essere tramandata come una favola.