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Il dramma ambientale dell'Indonesia (di cui si parla poco)
Pubblicato il 07/08/2019

AmbienteIndonesia

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"Oltre 430 tonnellate di petrolio in mare, migliaia di pescatori nei guai, danni ambientali ancora da valutare come l'impatto sulla salute delle comunità colpite." Recita così l'articolo di GreenPeace che spiega cosa è accaduto dall'altra parte del mondo pochi giorni fa.

Ultimamente uno dei paradisi vacanzieri più in voga degli ultimi anni, sembra non avere pace. Di recente abbiamo trattato numerose storie sull'Indonesia, dalla segnalazione di fiumi inquinati a Giava fino ai rifiuti di plastica sulle spiagge di Bali. Ora l'Indonesia deve affrontare forse la più grande sfida ambientale dell'ultimo decennio; le autorità indonesiane hanno dichiarato lo stato di emergenza per una fuoriuscita di petrolio divenuto un disastro ambientale.

La catastrofe dell'Oro nero

La catastrofe dell'Oro nero
©Kampee Patisena/123rf

Il 12 Luglio 2019 "un'anomalia" ha determinato un disastro ambientale che non si è ancora arrestato. Stiamo parlando della fuga di petrolio della piattaforma YYA-1, nel campo oli Offshore North West Java (ONWJ), un paio di chilometri al largo delle coste del Distretto di Karawang, settore nord occidentale dell'Isola di Giava.

La grande fuoriuscita ha inquinato circa sette spiagge occidentali dell'Isola di Giava e almeno dieci villaggi vicini. Per ora i luoghi turistici non sono interessati, ma i villaggi di pescatori, che con la pesca si assicuravano un lavoro, si. Oltre alla vita marina, fonte di sostentamento delle popolazioni, si teme per la salute dei residenti di Karawang. Dal canto suo, Pertamina (l'industria di petrolio statale) ha accettato di risarcire i coltivatori di sale e i pescatori colpiti dalla fuoriuscita di petrolio, ma riferisce che ci vorrà del tempo per affrontare adeguatamente l'impatto ambientale.

Il pozzo rotto è uno dei tre pozzi sotto la piattaforma offshore di Pertamina nel blocco ONWJ, 2 chilometri a nord di Karawang. Il pozzo produce normalmente 3.000 barili di petrolio al giorno. L'industria petrolifera ha impiegato 29 navi e messo in opera oltre 6 km di bracci petroliferi, una barriera galleggiante temporanea per ridurre l'inquinamento delle coste, ma avverte che l'allarme rientrerà solo alla fine di settembre.

Parliamone, perchè l'omertà non ha mai generato cambiamenti importanti.