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In Alaska gli eschimesi sono costretti ad abbandonare le loro case
Pubblicato il 10/11/2019 , Modificato il 12/11/2019

EcoturismoStati Uniti

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Nel 2027 vaste sezioni della città di Newtok potrebbero essere già sotto il livello dell'acqua. È la prima comunità in Alaska ad essersi trasferita a causa del cambiamento climatico.

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© DANIEL HANCOCK/123rf

Sono trascorsi pochi mesi da quando, in Indonesia, si è detto addio a Giacarta (ormai quasi completamente sommersa) a favore di una nuova capitale nel Borneo.
Una replica dei tristi effetti del cambiamento climatico si sta verificando negli Stati Uniti. La sorte dell'inabissamento, ora, tocca a Newtok. I suoi residenti sono pronti ad imballare i propri effetti personali e a trasferirsi altrove, a causa del riscaldamento globale.

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The people of Newtok, Alaska are losing a race against time with the forces of Mother Nature. . . . They have seen the land dropping away on all sides and the river growing stronger year after year. They will lose their first building sometime in 2019. #LosingAlaska #Oct4th

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Nel piccolo villaggio risiedevano appena trecento persone. Gli Yup'ik - questo il nome degli abitanti - si erano stanziati qui nel 1949, in prossimità delle sponde del fiume Ningaluk, vicino al mare di Bering.
Negli ultimi decenni, lo scongelamento del permafrost (terreno nordico perennemente ghiacciato) e l'erosione delle coste avevano cominciato a rendere la vita impossibile a Newtok. L'acqua, di anno in anno, aveva raggiunto il livello di strade e abitazioni causandone l'allagamento e il conseguente collasso. L'aumento dei rischi di alluvione e di frane hanno subito fatto pensare ad un trasferimento in un altro villaggio.

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After 20 years of flooding, erosion and thawing permafrost, the residents of Newtok, Alaska are finally moving to a new village (happening as we speak!). I travelled to Newtok this past May and the @natgeo story written by @craigwelch is online today! (link in bio) This is not the first time Newtok has had to relocate. In 1949 the Bureau for Indian Affairs (BIA) built schools in all Alaska Native communities after decades of forcing children to leave home to attend boarding schools. The BIA chose the site that is now Newtok without input from the community. As early as 1994, the people of Newtok began planning to eventually relocate again due to erosion and flooding. The situation soon became urgent as a result of climate change and thawing permafrost. It has taken nearly 25 years for Newtok to finally receive the funding and support to complete the process. Still, moving is never easy. As a young writer from Newtok Martha Kasaiuli writes "Our story is unfolding to a better ending, even if we don't want to leave this place." Pictured here: Kenyon Kassaiuli, Jonah Andy, Larry Charles, and Reese John cross a flooded walkway on a summer bird hunt in Newtok, Alaska.

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Per vent'anni la popolazione di Newtok ha vissuto in condizioni di grande disagio. Le frequenti alluvioni hanno lasciato la zona isolata per lunghi periodi. Oltre agli edifici pericolanti, la comunità ha dovuto resistere anche alla mancanza di acqua potabile e di servizi igienici nelle proprie case (causa di molti problemi di salute, soprattutto tra i neonati).
Nel 2003 il Congresso ha finalmente assicurato la costruzione di un nuovo villaggio su un terreno vulcanico più alto. Il progetto ha però richiesto tempo, e soprattutto fondi, che sono lentamente arrivati da agenzie statali per la costruzione delle strade, della discarica e della centrale elettrica. Soltanto poche settimane fa è potuta iniziare la migrazione degli Yup'ik verso la nuova sede.

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(1/4) For decades, Newtok, a small village in Alaska has been disintegrating and falling into the surrounding river. And for more than two decades the people of Newtok have been trying to relocate the entire community. So far, the money they've gathered falls far short of the estimated $130 million they'll ultimately need to make that happen. (??: @jikaglez) #vicenewsphoto

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Le prime 18 famiglie, nonostante le forti piogge, hanno viaggiato da fine ottobre alla volta di Mertarvik, la "terra promessa" a circa 10 miglia a sud-est sull'isola di Nelson. L'arrivo di altri abitanti è previsto in queste settimane, ma si dovrà aspettare almeno il 2023 per poter dire completato il trasferimento. "Sarà una sfida, ma questa è una comunità molto forte - ha ribadito Gavin Dixon, responsabile dello spostamento dei residenti di Newtok - per ora, alcuni funzionari tribali vivranno a Mertarvik mentre altri rimarranno a Newtok per garantire la gestione di entrambi i villaggi".