Pubblicato il 29/10/2021

#Curiosità #Montenegro

I monumenti del comunismo visitabili ancora oggi

Viaggiare nell'Est europeo, molto spesso, comporta l'imbattersi nei simboli mastodontici della Guerra Fredda, proprio come questi iconici monumenti. Li conoscete tutti?

Monumento alla Rivoluzione, Podgorica, Croazia

Eretto nel 1967 questo monumento è stato realizzato in omaggio alla regione della Moslavina. Qui si è verificata una rivolta contro l'Ustascia croato, la polizia fascista del paese che ha causato la morte di 900 soldati. Commissionati dal leader jugoslavo Josip Broz Tito, monumenti come questo sono conosciuti come "spomeniks" nei paesi che un tempo facevano parte della Jugoslavia. Facile trovare queste costruzioni in giro nei Balcani. - ©borongic/123rf

Veliko Tarnovo, Bulgaria: Monumento di Buzludzha

Nato come centro conferenze per commemorare diversi eventi storici che si sono verificati su questa vetta, la costruzione ufoide della Bulgaria, è dove Hadzhi Dimitar, un rivoluzionario bulgaro a cui è stata attribuita la liberazione della Bulgaria dagli ottomani, trovò la morte. Fu anche un luogo di battaglia della seconda guerra mondiale tra partigiani e forze fasciste. Inoltre, proprio qui nel 1891 fu fondato il Partito dei lavoratori socialdemocratici bulgari, noto anche come partito comunista bulgaro. Il sito giaceva abbandonato e, da anni era meta di turisti urbani; per questo motivo il governo ha deciso di capitalizzare il suo successo e trasformarlo in una vera e propria destinazione turistica. - ©Denis Martynov/123RF

Varna: Memoriale dell'amicizia tra Bulgaria e Unione Sovietica

La città costiera di Varna è oggi un luogo votato al divertimento estivo, ma non è sempre stato così. Questo monumento è stato creato in onore dell'esercito sovietico per il suo ruolo nell'assedio di Varna, e infatti, durante gli anni '70 e '80, la Bulgaria era l'alleato più stretto dell'URSS nei Balcani. Il Monumento dell'amicizia è stato costruito nel 1978; 305 scalini conducono alla sommità. Eretto sulla collina di Turna è una struttura dalle forme e dimensioni imponenti. Quattro soldati russi a destra, tre donne bulgare a sinistra che offrono regali. Sulla facciata le scritte ora parzialmente mancanti esaltavano l'amicizia tra i due popoli. - ©Andrei Shevchenko/123RF

Bosnia-Erzegovina: Memoriale di guerra di Tjentiste

Il Tjentiste War Memorial è costituito da due blocchi di pietra scoscesa che sono stati tagliati per sembrare spezzati in due, rivelando una massiccia montagna alle loro spalle. Costruito negli anni '70 per commemorare l'operazione Fall Schwarz, la battaglia di Sutjeska, ricorda che nella seconda guerra mondiale, le forze dell'Asse attaccarono un'unità jugoslava e tentarono di catturare il leader dell'unità. Non sono stati in grado di raggiungere il loro obiettivo, ma sono riusciti a uccidere oltre 7.000 persone, la maggior parte delle quali erano cittadini regolari intrappolati nel fuoco incrociato. La struttura è stata eretta in loro memoria. - ©Marcin Jucha/123RF

Sofia, Bulgaria: monumento all'esercito sovietico

Fu costruito inizialmente nel 1954 in onore delle forze russe che vennero in aiuto della Bulgaria nella seconda guerra mondiale. Il monumento si trova in un popolare parco cittadino ed è diventato il luogo prediletto dei manifestanti e dei vandali creativi. Il primo atto di vandalismo artistico si è verificato nel 2011, quando le figure del monumento sono state trasformate in personaggi americani di fantasia come Ronald McDonald, Wonder Woman e Babbo Natale.
La raffigurazione delle figure ha dato l'inizio ad una tendenza e da allora il monumento ha subito diversi rifacimenti. Nel 1968 le statue sono state dipinte di rosa per ricordare la Primavera di Praga, ricoperte di maschere per assomigliare alla banda russa Pussy Riot e nel 2014 sono state addirittura verniciate con i colori della bandiera ucraina. Il governo bulgaro pulisce costantemente "l'opera d'arte" ogni volta che viene creata, ma non prima che centinaia di persone ne abbiano scattato foto da postare sui social. - © Fritz Hiersche/123RF

Repubblica della Macedonia del Nord: Ilinden (Makedonium)

Questo avveniristico edificio bianco è stato costruito in occasione di due importanti eventi: il trentesimo anniversario della seconda sessione dell'Assemblea antifascista per la liberazione nazionale della Macedonia e il 71° anniversario dell'insurrezione di Ilinden. L'Assemblea antifascista per la liberazione nazionale della Macedonia è stata istituita come organo di governo dal 1944 fino alla fine della seconda guerra mondiale. L'insurrezione di Ilinden del 1903 fu una rivolta contro l'Impero Ottomano. - ©Jove Pargovski/123RF

San Pietroburgo, Russia: Casa dei Soviets/Piazza Mosca

Questo edificio in stile stalinista era originariamente destinato ad ospitare il governo sovietico di Leningrado, ma non fu mai utilizzato per questo scopo. Quando le forze naziste invasero San Pietroburgo, allora conosciuta come Leningrado, l'edificio divenne un posto di comando dell'Armata Rossa, e, ancora oggi, si possono vedere piccoli bunker dall' epoca con cui la struttura fu rinforzata. - © Sergei Alelyukhin/123RF

Tbilisi, Georgia: Ministero delle autostrade

Una volta parte dell'Unione Sovietica con il nome di "Repubblica socialista sovietica georgiana", e divenuta indipendente nel 1991, la Georgia ha ancora edifici costruiti nei decenni del dopoguerra e sparsi in tutto il paese. Quello in foto è l'ex ministero delle autostrade della repubblica socialista sovietica georgiana, ora sede della Banca della Georgia. - © Anna Bogush/123RF

Il Monumento di Shumen, Bulgaria

Situato sulla cima di una collina poco lontano da Shumen, nel nord-est del Paese, è visibile a 30 km distanza. Il monumento fu inaugurato nel 1981 per commemorare i 1300 anni dello stato Bulgaro. 1300 gradini conducono il visitatore dal centro città ad un monumento di ciclopiche dimensioni. Otto blocchi a spirale stanno a simboleggiare la prosperità storica del Paese. Vi sono rappresentati eventi importanti come la storia del Primo Impero Bulgaro, ed i protagonisti culturali di quel periodo. Pur in mancanza di riferimenti al regime totalitario, ne fu considerato simbolo subito dopo il 1989. - ©Stoyan Haytov/123RF

Volgograd, Russia: La Chiamata della Madrepatria

La Motherland Calls è stata inaugurata nel 1967 e fa parte di una serie di monumenti che rendono omaggio alla battaglia di Stalingrado. I 200 gradini del monumento sono stati ideati per commemorare i 200 giorni della battaglia. La statua è parte di un trittico insieme al memoriale sovietico "Retrovie - Fronte" di Magnitogorsk e la statua "Guerriero liberatore" a Berlino. Lo stile scultoreo è tipico del realismo sovietico, ma il mantello al vento ricorda la Nike di Samotracia. - © elteq5/123RF

Kazakistan sudorientale: Cosmodromo di Bajkonur

Il cosmodromo di Bajkonur anche chiamato Tjuratam, è la più vecchia e utilizzata base di lancio del mondo. Fu costruito dall'Unione Sovietica, e ora è sotto l'amministrazione russa, nonostante geograficamente si trovi in Kazakistan. Sono molti i voli entrati nella storia partiti da qui: il primo lancio riuscito di un satellite artificiale il 4 ottobre 1957 (Sputnik 1), il primo lancio verso lo spazio con a bordo un uomo (Jurij Gagarin nel 1961), e con a bordo una donna (Valentina Tereskova nel 1963). - ©Igor Ovsyannikov/123RF

Lituania: Parco Grutas

Dopo aver ottenuto l'indipendenza dall'Unione Sovietica nel 1990, molti dei monumenti e delle statue sovietiche sono state rimosse. I mausolei sopravvissuti avevano ancora bisogno di un posto dove stazionare, ecco perchè Viliumas Malinauskas, un imprenditore locale che aveva fatto fortuna, ottenne il permesso di occuparsi personalmente dei monumenti e delle statue. Ha creato un parco a tema "reliquie sovietiche", che non solo presenta sculture di Stalin ma anche ricostruzioni di campi di prigionia. Inutile dire che non è il genere di Parco cittadino amato dalla popolazione... - ©Nikolay Korzhov/123RF

Kosovo: Biblioteca Nazionale del Kosovo

L'edificio venne ultimato nel 1982, in forte ritardo rispetto a quanto previsto. Concepita in un momento in cui il governo federale jugoslavo puntava a rafforzare il Kosovo in funzione antiserba, la biblioteca aprì i battenti in una fase in cui la Repubblica Socialista Federale Jugoslava si avviava verso la crisi economica, sociale e politica che ne avrebbe sancito la fine. È stata fondata nel 1944 come Biblioteca Regionale della Provincia Autonoma del Kosovo. - © dbajurin/123RF

Repubblica Ceca: Torre della televisione ?i?kov

La Torre della Televisione Zizkov è una delle reliquie dell'era comunista più odiate al mondo. Ma è lecito chiedersi perché, visto che non è peggiore di qualsiasi altra costruzione di questa lista. In realtà, la torre Zizkov non è necessariamente brutta ma sconvolge il bellissimo skyline medievale di Praga e, soprattutto, la sua costruzione ha distrutto una parte di un cimitero storico ebraico. Alcuni ne hanno persino chiesto la rimozione della torre e la costruzione di un monumento commemorativo al suo posto. - ©Jaroslav Moravcik/123RF

Ucraina: Capo Tarkhankut

Come accennato prima, quando l'Unione Sovietica crollò, molte nazioni confiscarono le loro reliquie dell'era comunista distruggendole e facendole scomparire senza lasciare traccia. Sotto le acque del Mar Nero il subacqueo Vladimir Borumensky ha raccolto migliaia di busti abbandonati che ritraggono icone del passato tra cui Lenin, Stalin e Marx, e li ha trasformati in un subacqueo "Vicolo dei leader". Nel corso degli ultimi 20 anni sono state aggiunte oltre 50 sculture, tra cui anche la Torre Eiffel ed il Tower Bridge di Londra. - © sergdibrova/123RF

Albania: Piramide di Tirana

Misteriosa ed affascinante, la Piramide di Hoxha è uno dei ?monumenti? simbolo dell'intera città di Tirana. Inaugurato nel 1988, l'edificio è stato pensato come un vero e proprio mausoleo commemorativo del dittatore Enver Hoxha; in realtà, la sua funzione di monumento commemorativo durò appena un paio di anni. Già nel 1990, una volta caduto definitivamente il governo di Hoxha, l'edificio fu trasformato nel Centro Culturale Nazionale ed intitolato ? seppur non formalmente ? al costituzionalista Pjeter Arbnori (conosciuto anche come il Mandela dei Balcani). - ©Volha Katsiuba/123RF

Bielorussia: Monumento al coraggio

A Brest, nella famosa fortezza, per ricordare le gesta eroiche dei difensori, negli anni 1969-1971 sorse il monumento commemorativo. L'insieme architettonico - scultoreo del monumento include la struttura principale «Il coraggio», l'obelisco-baionetta, la composizione scultorea «La sete», la piazza delle Cerimonie, 3 file di lastre commemorative con le tumulazioni dei caduti, le rovine e le parti conservate della fortezza. Il memoriale ha inizio nell'entrata principale monumentale che raffigura un'enorme stella ritagliata all'interno di un blocco di cemento. Il centro strutturale dell'insieme è il monumento «Il coraggio», la scultura a mezzo busto di un guerriero alta 33,5 metri, sull'altro lato della quale vi sono dei bassorilievi che narrano alcuni episodi della difesa eroica della fortezza. - ©Anton Ivanov/123rf

Montenegro: Trebjesa Hill

Un altro spomenik che commemora i soldati caduti proteggendo la città di Niksic contro le potenze dell'Asse durante la seconda guerra mondiale. 32 tra partigiani e soldati antifascisti sono stati uccisi su questa collina giustiziati dalle forze italiane nel 1942. In occasione del decimo anniversario della loro morte, una piccola targa bianca di pietra levigata è stata posta alla base della montagna. - © jojobob/123rf

Albania: paesaggi e bunker

Dappertutto in Albania spuntano come funghi in cemento armato i bunker frutto della paranoia di Enver Hoxha. ?Ogni goccia di sudore versata per la fortificazione del Paese è una goccia di sangue risparmiata sul campo di battaglia?, commentava il dittatore comunista che nell'arco di un decennio fece del Paese delle aquile una vasta linea Maginot. Una sindrome da accerchiamento scattata nel 1968 all'indomani dell'invasione della Cecoslovacchia da parte dell'Unione sovietica e degli alleati del Patto di Varsavia. - © Tomasz Wozniak/123RF