Meno plastica e più acqua gratuita: le nuove norme UE per combattere l'inquinamento
Pubblicato il 07/11/2018 2 condivisioni

AmbienteFrancia

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Le decisioni dell'Unione Europea per la diminuzione delle plastiche mono-uso colpisce anche il mondo del turismo: più fontane libere e acqua gratuita nei ristoranti. Ecco quali sono gli altri prodotti bannati dalle nuove regole.

L'acqua del rubinetto verrà resa più sicura

L'acqua del rubinetto verrà resa più sicura
© Michael Heim/123RF

«And to drink, tap water please!»
Quanti di voi hanno concluso la propria ordinazione in un ristorante inglese con queste parole? Perché l'acqua di rubinetto, servita gratuitamente per accompagnare i pasti, è spesso stata una prerogativa estera, non applicata in Italia. Almeno fino ad adesso, perché la Commissione dell'Unione Europea ha approvato delle nuove norme per ridurre il consumo di plastica e arginare il problema dell'inquinamento degli oceani. Tra queste anche l'aumento dell'accesso universale ad un'acqua che sia potabile.

Il piano prevede la costruzione di fontane gratuite là dove possibile. E mense, ristoranti e catering saranno incoraggiati ad utilizzare l'acqua potabile gratuitamente o con un costo di servizio irrisorio.
Il minor consumo di acqua in bottiglia aiuterà le famiglie europee a risparmiare oltre 600 milioni di euro l'anno, ma per ottenere tali risultati sarà necessario incentivare la fiducia nell'acqua di rubinetto. Scopo principale di questa normativa quella di ridurre il consumo di plastiche, che va ad inserirsi in un quadro più ampio che vede la riduzione, se non l'annullamento, di alcuni oggetti in plastica monouso.

Le plastiche a uso singolo, difatti, costituiscono ben il 70% dei rifiuti in mare. Le misure pensate dall'Unione Europea saranno proporzionate e personalizzate in base al singolo prodotto. Per alcuni di questi prodotti in plastica monouso, quando provvisti di un'alternativa disponibile e conveniente, è previsto persino il ritiro dal mercato. Per i prodotti senza alternative dirette, invece, l'attenzione sarà concentrata su una riduzione nazionale del consumo, con obblighi di gestione dei rifiuti e risanamento per i produttori. Scopo delle nuove regole quello di portare l'Europa all'avanguardia rispetto a una questione con implicazioni globali.

Tutto è iniziato con i sacchetti di plastica...

Tutto è iniziato con i sacchetti di plastica...
© Somchai Rakin/123RF

Dopo aver eliminato quasi del tutto i sacchetti di plastica dai supermercati nel 2015, il 72% degli europei ha confermato di aver ridotto il consumo di buste di plastica in generale. Ma la questione sacchetti era solo l'inizio, e adesso UE rivolge la propria attenzione a 10 prodotti in plastica monouso, così come alle attrezzature da pesca, che insieme rappresentano la fetta maggiore di rifiuti in acque europee.
Tra i prodotti banditi dal mercato i cotton fioc in plastica, le posate, i piatti, le cannucce, i bastoncini per i palloncini e i mescola drink, che dovranno adesso essere realizzati con materiali sostenibili. Per ora salvi dal divieto i contenitori monouso per bevande, ammessi solo se tappi e coperchi saranno integrati e non staccabili.

Gli Stati membri avranno inoltre l'obbligo di ridurre l'uso di contenitori in plastica per alimenti e bicchieri per bevande. Due i metodi suggeriti: attraverso la disposizione di prodotti alternativi o facendo in modo che i prodotti in plastica monouso non possano essere forniti gratuitamente.
Gli Stati membri saranno inoltre obbligati a raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica per bevande monouso entro il 2025, attraverso sistemi di rimborso dei depositi, ad esempio.

Obblighi anche per i produttori, che dovranno contribuire a coprire i costi di gestione e smaltimento rifiuti, nonché misure di sensibilizzazione per la produzione di contenitori per alimenti, pacchetti e confezioni, contenitori e tazze per bevande, prodotti per tabacco con filtri, salviettine umidificate, palloncini e sacchetti di plastica leggeri. L'industria riceverà anche incentivi per sviluppare alternative meno inquinanti per questi prodotti. I prodotti dovranno inoltre presentare un'etichettatura chiara e standardizzata che indichi le modalità di smaltimento, l'impatto ambientale negativo del prodotto sull'ambiente se non smaltito correttamente e quali materie plastiche presenta.

Per gli attrezzi da pesca, che rappresentano il 27% di tutti i rifiuti in mare, la Commissione mira a completare il quadro politico esistente con regimi di responsabilità dei produttori di attrezzi da pesca contenenti plastica. Questi saranno tenuti a coprire i costi di collezione dei rifiuti dagli impianti portuali di raccolta, il loro trasporto e trattamento. Copriranno anche i costi delle misure di sensibilizzazione.