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Lost in translation, Colonia e i media italiani
Pubblicato il 07/01/2016

SocietàGermania

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Le aggressioni avvenute alla stazione di Colonia hanno causato più preoccupazione verso i partiti populisti che verso le violenze stesse. Ecco quanto contano i media e la scelta delle parole nella crisi di civiltà che ci troviamo ad affrontare.

Subito dopo che la notizia sui gravissimi fatti della stazione di Colonia è stata rilanciata dai media mondiali, la preoccupazione principale, ancora prima che verso le vittime di un vero e proprio abuso di massa, si è concentrata sulle conseguenze emotive che un simile episodio potrebbe causare (e probabilmente causerà) sull'opinione pubblica. Insomma, il pericolo più grave dell'aggressione criminale consumatasi in Germania non è che le donne abbiano paura di camminare liberamente nel centro della propria città, non è l'enorme disagio psicologico e fisico che centinaia di cittadini sono costretti a sopportare, non è la dichiarata difficoltà nell'arrestare i responsabili di una barbarie inaudita. Niente di tutto ciò. Il pericolo più grave è il consenso verso i partiti populisti di destra. Convinti voi.

Le parole sono importanti!

Le parole sono importanti!
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Al di là delle opinioni degli analisti, un fatto è chiarissimo: i media e i messaggi dei politici hanno un'importanza enorme in questo genere di situazioni, e anche una parola di troppo basta a scatenare reazioni di piazza o di social network, che poi sono la stessa cosa; basti pensare all'infelice uscita del sindaco di Colonia, la quale ha consigliato alle sue concittadine di stare più attente e di mantenere la distanza di un braccio (#einearmlänge) tra sé e i "fremden" (parola interessante per i lettori italiani, poi vedremo il perché). Il risultato? Il web è insorto, molti si sono indignati per l'ennesima accusa nei confronti delle vittime anziché dei carnefici, e l'hashtag #einearmlänge ha scatenato l'amara ironia di Twitter.

E in Italia? Molti giornali, come ovvio, hanno riportato la scemenza del sindaco con un (im)preciso virgolettato: "tenere un braccio di distanza dagli stranieri"(il Corriere), o addirittura "tenere a distanza di sicurezza le persone dall'aspetto straniero"(Il Giornale), mentre La Stampa e Repubblica traducono le parole del sindaco scrivendo:"Donne, state a distanza dagli estranei" e "Tenere gli sconosciuti a un braccio di distanza".

Lo so benissimo: in qualsiasi modo la si voglia mettere questa frase è a dir poco ridicola. Non sorprende che la stampa tedesca e anglosassone si sia concentrata sulla "distanza di un braccio", il particolare più grottesco della dichiarazione. Sui giornali italiani, però, la scelta delle parole la dice lunga su come si cerchi di manipolare l'opinione pubblica.

Mi spiego.

In tedesco la parola "Fremd" ha lo stesso utilizzo che ha in inglese "stranger", può dunque significare sia "estraneo" che "straniero", e questo ha dato molta libertà di traduzione, ovviamente non casuale, ai giornalisti nostrani. Ma pensiamo a un semplice fatto: il Sindaco di Colonia, la signora Reker, è una progressista che ha fatto dell'accoglienza agli immigrati il suo cavallo di battaglia, tanto da prendersi una coltellata in campagna elettorale; come avrebbe potuto dire pubblicamente "tenere un braccio di distanza dagli stranieri" o addirittura "tenere a distanza le persone dall'aspetto straniero"?

Dove non arriva il buonsenso arrivano gli amici, e io ho chiesto a una collega tedesca una breve consulenza. Non ha avuto il minimo dubbio nel tradurre "estraneo, sconosciuto, altrimenti sarebbe stata una frase razzista e la Reker non l'avrebbe mai detta in pubblico". Chiaro. Ovvio.

E allora perché dei giornali nazionali avrebbero commesso un errore così evidente? La risposta è chiara: far pensare al lettore che se persino i più progressisti ammettono la fondatezza della xenofobia, allora non c'è più nessun dubbio: Salvini e la Le Pen hanno sempre avuto ragione da vendere e ora anche a sinistra lo stanno riconoscendo. Basta una parola, lost in translation.

Insomma, c'è chi si preoccupa per le reazioni dei media, c'è chi le cavalca con la semantica e c'è chi è stato palpeggiato, derubato, umiliato e ora ha paura di uscire di casa per colpa di un migliaio di Fremden. Decidete voi cosa pensare a riguardo.