Bellezza dolorosa: le tradizioni nel mondo
Pubblicato il 17/09/2018 2 condivisioni

CulturaCorea del Sud

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Nel mondo esistono pratiche tradizionali che si compiono nel nome della bellezza soggettiva dei diversi popoli. Dalle donne giraffa della Thailandia ai Gigli d'oro della Cina, ecco le spaventose, dolorose e strane tradizioni che gravitano nella vita delle donne.

Bellezza e tradizione

Bellezza e tradizione
© Kairi Aun/123rf

Ogni paese ha un proprio ideale di bellezza. Come si dice? Il mondo è bello perchè è vario. Nonostante ció, alcune pratiche tradizionali che mirano ad agire direttamente sul corpo, tirando di qua e stirando di la, fanno davvero rabbrividire.

Cosa farebbe una donna per essere considerata "bella"? O sarebbe meglio dire, cosa impone la società alla donna per essere considerata bella? Il sito britannico beautyflash si è posto questi interrogativi e ha realizzato un'infografica (ripresa dal Daily Mail) in cui svela le tradizionali pratiche di bellezza a cui si sottopongono le donne nel mondo.

Donna Mursi, Etiopia

Donna Mursi, Etiopia
© mhudovernik/123RF

In Africa ci sono diverse credenze e tradizioni che vengono rispettate dalle donne. Una abbastanza diffusa, è l'alimentazione forzata in Africa occidentale, dove le donne sono costrette ad ingrassare fin da piccole. Essere molto robuste infatti equivale ad essere desiderabili, tanto che molte ragazzine arrivano a ingurgitare forzatamente 16000 calorie al giorno. Altra tradizione africana è la depigmentazione della pelle, pericolosissima per l'utilizzo di prodotti molto nocivi tra cui mercurio, cortisone e idrochinone. È stata vietata in molti paesi, tra cui la Costa d'Avorio. Sempre in Africa, le cicatrici corrispondono alle tappe vitali e quindi sono un simbolo di bellezza in alcune tribù che praticano la scarificazione. Più segni si hanno, più si è desiderate. In Etiopia e in Kenya invece, sono considerati ornamentali i dischi labiali e i dilatatori dei lobi delle orecchie, per una donna Mursi o Suri è un'espressione di maturità femminile e un segno che ha raggiunto l'età per procreare.

In Corea del Sud ricercano la bellezza degli occhi europei attraverso la blefaroplastica, pratica adottata dalle star della musica e del cinema per avere occhi grandi e rotondi. Anche la Cina non scherza con le tradizioni; nel 2006 è stata vietata la pratica dell'allungamento delle gambe. Essere alti è un criterio di bellezza molto importante per le donne cinesi, tanto che migliora le prospettive professionali. Questa tecnica chirurgica pericolosa e dolorosa aiuta a guadagnare qualche centimetro in più.
Mai sentito parlare dei Gigli d'Oro? Erano le donne con i piedi deformati dalle fasciature; vietata dal 1911, questa pratica consiste nell'impedire al piede, simbolo di bellezza e femminilità, di crescere troppo. La pratica era molto dolorosa, perché il piede non smetteva di crescere ma cresceva deformato; solo le donne che non dovevano lavorare nei campi, quindi agiate, la praticavano.

Sapete dove nasce l'orecchino al naso?

Sapete dove nasce l'orecchino al naso?
© szefei/123RF

La tradizione dell'anello al naso in India è una questione culturale. Il legame con la sfera intima e matrimoniale di una donna è indissolubile. In alcune zone dell'India è prassi non togliere mai l'anello al naso, neanche una volta sposate.

A Bali invece una delle cerimonie più tradizionali riguarda la limatura dei denti; per alcune tribù dell'isola indonesiana, la limatura dei denti è accompagnata da una cerimonia che rappresenta il rito di passaggio dal bambino all'adulto, dall'animale all'essere umano. Infine, ci sono i tatuaggi maori in Nuova Zelanda, che per le donne, oltre al classico tatuaggio sul mento che rappresenta l'unione ad un uomo della tribù, hanno un valore soprattutto estetico dalla forte carica simbolica.

Infine, nella prima foto potete osservare una tipica "donna giraffa", appartenente alla minoranza tibeto-birmana dei Padung. Questa etnia vive nei villaggi di confine tra la Birmania e la Thailandia e, la loro fonte di sostentamento è il turismo dovuto alle donne giraffa. La scelta di portare la spirale è completamente volontaria, ma essendo un popolo che vive essenzialmente di turismo e di folklore non hanno molta scelta. Diversamente da quanto ritenuto, il collo non è allungato, sono invece le spalle che scendono: l'illusione è creata solo dalla deformazione della clavicola.