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Montagne fluorescenti nel mezzo del deserto: è l'arte di Ugo Rondinone
Pubblicato il 10/11/2018 2 condivisioni

CulturaStati Uniti

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Tra Las Vegas e Los Angeles, le Sette Montagne Magiche dell'artista svizzero Ugo Rondinone fanno da contraltare al monotono paesaggio del deserto del Nevada e invitano a riflettere sul senso dell'esistenza.

Dei totem colorati nel deserto

Dei totem colorati nel deserto
© actionsports/123RF

A mezz'ora di macchina da Las Vegas, poco lontano dalla Interstate 15, la strada che collega la città dei casinò con Los Angeles, c'è qualcosa che perturba la staticità e la desolazione del deserto del Nevada: sette totem composti da pietre calcaree di colori sgargianti, sovrapposti in un equilibrio che appare a prima vista del tutto precario, che si stagliano fino a un'altezza di 10 metri. Sono le Sette Montagne Magiche di Ugo Rondinone, artista svizzero di orgini italiane.

Tra natura e artificio

Tra natura e artificio
© Jörg Hackemann/123RF

Possono ricordare quelle che Italia sono note come "piramidi di terra" e sono diffuse in diverse regioni come Alto Adige e Lombardia. In inglese vengono chiamate "hoodoo" e sono presenti in molti parchi naturali dell'ovest degli Stati Uniti; sono rilievi rocciosi affusolati che si protendono verso l'alto formando una sorto di cono, composti di una materia friabile come tufo o limo. Queste peró, non sono formazioni naturali, ma blocchi di roccia calcarea proveniente da Jericho, sovrapposti e scolpiti, per comporre delle coloratissime strutture totemiche dal diverso colore fluorescente.

Progettata in diversi anni, l'installazione è stata realizzata da Land Art in collaborazione l'Art Production Fund e il Nevada Museum of Art ed è presente nel deserto da maggio 2016, dove ha già attirato circa 16 milioni di curiosi diventando l'opera d'arte più visitata nella storia del Land Art.

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TRUE DESERT ART. The Joshua tree against the backdrop of #7magicmountains #swissartist #ugorondinone. The art work is kind of representative of garish, wild, Las Vegas, I think. But it's this lone Joshua tree that represents true Las Vegas long before the first card was played, the arid desert of beautiful Nevada. #lasvegastourism #visitnevada #simulacrumphotography #joshuatrees #ariddesert #nevadadesert #drylakebed #switzerland???? #usa #wildwest

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Preparata nel Rockfeller Center di Manhattan, che come sottolinea Rondinone è "uno dei posti più artificali in assoluto", i blocchi di pietra sono stati poi trasportati in un ambiente naturale privo di tocco umano, a sottolineare il contrasto tra natura e arte. L'artista svizzero, nato da genitori italiani, descrive così la sua opera: "Seven Magic Mountains parla di confini e incroci, di isolamento e raccoglimento, di equilibrate meraviglie e colori eccessivi, della differenza tra il deserto e le luci della città. Seven Magic Mountains suscita continuità e solidarietà tra l'artificiale e il naturale, tra l'umanità e la natura".

La natura, grande protagonista del lavoro di Rondinone, è presente in quest'opera allo stesso tempo in contrapposizione e in giustapposizione con l'elemento umano, il tocco artificiale dell'installazione. E' il loro incontrarsi a generare la poesia che Rondinone ricerca nella propria arte.

L'istallazione infatti acquista molto del suo senso dall'essere temporanea: benché prolungata fino alla fine dell'anno sugli originari due anni previsti, sarà comunque presto smantellata, lasciando il deserto alla sua uniformità cromatica, alla sua immobilità e al suo silenzio. Come ha dichiarato l'artista "La cosa che colpisce del deserto sono le sue dimensione. E il silenzio. Il silenzio mi ha sorpreso".

Il lavoro di Rondinone del resto non è nemmeno estraneo a riflessioni di tipo esistenziale: profondamente influenzato dall'opera di Samuel Beckett, Rondinone cerca nei suoi lavori di far risaltare la condizione umana: "L'arte non deve avere alcuno scopo, esiste soltanto per nutrire l'anima e ritrovarsi. L'arte è l'estensione del mio essere. E. beninteso, la vita è assurda. Non ha alcun senso. Come dice il titolo di una delle mie esposizioni (a Shangai) Breath, Walk, Die ("respira, cammina, muori"), è una ripetizione eterna. Il confine tra il serio e l'assurdo è così sottile che si può facilmente attraversare. Noi dobbiamo inventare i nostri propri valori dato che quelli della società non hanno alcun senso".

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#ugorondinone #art #artexhibition #breathwalkdie #groupimages #netherland #holland #rotterdam #artmuseum #clown By chance experience twice #breath walk die exhibition, once in Shanghai & second in Rotterdam. Same theme, but really different experience. What can be felt like same is image of groups; live or die.

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