L'area intorno a Chernobyl torna a vivere!
Pubblicato il 06/10/2015

AmbienteUcraina

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In Ucraina la natura sta seguendo il suo normale decorso. Sembra essere una situazione del tutto abituale se non si trattasse del territorio naturale che circonda l'area di Chernobyl. Dopo l'immane catastrofe che si abbatté nel 1986 sull'allora suolo sovietico, adesso la flora e la fauna sembrano rinascere!

La natura torna a vivere in Ucraina e Bielorussia

La natura torna a vivere in Ucraina e Bielorussia
© flickr

Un grande numero di animali sembra non portare alcuna conseguenza delle terribili radiazioni ancora presenti nell'ambiente, provocate dall'esplosione nucleare del 26 aprile 1986. All'epoca venne investita dalle radiazioni un'area pari a 4200 chilometri quadrati, comprendente la città-dormitorio di Pryp'jat', la città di Chernobyl e parte del territorio bielorusso. Inoltre, vennero evacuate 116000 persone che non fecero più ritorno in questa zona!

Trent'anni dopo, uno studio pubblicato dal giornale scientifico Current Biology ha scoperto la presenza di un'abbondante popolazione di mammiferi, le creature più sensibili agli effetti delle radiazioni nell'area colpita dalla catastrofe nucleare. In Bielorussia, utilizzando l'elicottero, i ricercatori hanno scoperto che i vari tipi di alce, capriolo, cervo rosso, e cinghiale sono simili a quelli che si possono trovare in altre quattro riserve naturali incontaminate della regione, mentre il numero di lupi è sette volte maggiore rispetto alle altre aree.

Il cinghiale durante il periodo invernale

Il cinghiale durante il periodo invernale
© flickr

Durante il periodo invernale e soprattutto con la caduta della prima neve, è stato possibile rilevare la presenza di molti mammiferi, come la volpe, il cervo rosso, il cinghiale, la lince, l'alce europeo e la martora, segno che il numero degli animali non si è ridotto nell'area anche con la presenza delle radiazioni. Inoltre lo studio ha rilevato che, nonostante gli effetti delle radiazioni immediatamente successive all'esplosione abbiano colpito moltissimi animali nella zona, sul lungo periodo, attualmente quindi, la popolazione di mammiferi non sembra esserne più affetta.

In effetti, mentre i singoli animali possono essere colpiti dalle radiazioni, l'intera popolazione animale, beneficia del fatto che la presenza umana è scomparsa da quest'area. Di conseguenza, l'assenza della caccia, della deforestazione e dell'allevamento hanno fatto riprodurre gli animali molto velocemente, addirittura molto di più che in altre zone. Un'altra lieta notizia è il ritorno della lince su questo territorio, mentre il cinghiale sta utilizando le vecchie fattorie abbandonate come riparo, ed i vecchi frutteti incolti come nutrimento.

Il lupo delle foreste dell'Europa Orientale

Il lupo delle foreste dell'Europa Orientale
© flickr

Uno degli autori dello studio, il professore Jim Smith dell'Università di Portsmouth, afferma che l'incidente nucleare ha avuto delle conseguenze molto serie dal punto di vista psicologico, sociale ed economico per le popolazioni locali che hanno dovuto essere evacuate. Inoltre, ha anche aggiunto: "Oltre alla tragedia umanitaria che si è verificata, dal punto di vista prettamente ambientale, l'incidente non ha avuto conseguenze così catastrofiche. Infatti, il caso ha voluto che si creasse spontaneamente questa meravigliosa riserva naturale!".

Successivamente il professore ha continuato: "Non stiamo affermando che le radiazioni facciano bene agli animali, ma che il fattore umano è decisamente peggiore, in quanto deturpa e sfrutta il territorio!". Il dottor Jim Beasley, dell'Università della Georgia (USA), sostiene la tesi del colllega e aggiunge: "Il territorio di cui fa parte la zona colpita dalle radiazioni, precedentemente, era stata divisa e sfruttata dagli esseri umani che l'hanno, dapprima disboscato, per poi utilizzarlo per costruirvi fattorie e villaggi, per la coltivazione, ed infine, hanno cacciato gli animali autoctoni".

Il dottore, inoltre spiega: "Dalle analisi degli studi fatti si evince che, incredibilmente, dopo l'incidente e l'assenza del fattore umano, la maggior parte della popolazione mammifera ha inizaito a crescere in modo esponenziale e si mantiene tuttora in buona salute!". Un effetto analogo si sta verificando con l'incidente capitato all'impianto nucleare di Fukushima, colpito nel 2011 da un terremoto di magnitudo 9 sulla scala Richter e dal successivo tsunami che costrinse le autorità ad evacuare l'area, ed ora colonizzata dai cinghiali! Ma sfortunatamente per loro, i Giapponesi li considerano una specie endemica pericolosa e presto saranno abbattuti!