• Connettiti
La Valle incantata dei narcisi in Ucraina
Pubblicato il 14/05/2019

NaturaUcraina

Twitter Facebook 12 condivisioni

A Rachiv, nella cittadina ucraina di Khurst, è custodita la più grande riserva naturale in Europa. Una tappa imperdibile per gli amanti della natura. Qui il fiore del narciso è specie protetta, e nel mese di maggio regala una fioritura spettacolare tingendo del suo inconfondibile colore bianco oltre duecentosettanta ettari di campo...

<strong></strong>
© Viktoria Adamchuck/ 123RF

La Valle dell'Eden

Sembra la valle dell'Eden terrestre, un campo sterminato dal profumo inebriante in cui le distanze tra cielo e terra si accorciano.
Al centro di questo paesaggio delle meraviglie sorge un albero solitario, forse l'unica presenza viva nel circostante. Siamo nella riserva naturale di Rachiv, in Ucraina, eletta patrimonio dell'Unesco nel 1970.
La regione dei Carpazi ogni anno, nel mese di maggio si tinge di bianco, accogliendo la nevicata di petali dei narcisi in fiore. Lontano dal caos e dall'inquinamento delle metropoli, la pianura di Khust ci regala un locus amoenus senza tempo, un paradiso naturale non intaccato dallo stile di vita frenetico della vita contemporanea. Nell'immensa riserva naturale, che si estende per oltre duecentosettanta ettari, cavalli selvaggi corrono sfrenati al galoppo, colorati arcobaleni formano archi perfetti nel cielo, e i narcisi crescono a non finire inebriando l'aria con il loro profumo intenso, dall'aroma struggente.

<strong></strong>
© Ihor Rudenko/ 123RF

Questa è la terra del mito Ovidiano, dove rivivono le atmosfere bucoliche, le creature eterne delle ninfee e dei pastori: è il luogo dove il giovane vanitoso perse la vita inseguendo il suo riflesso nelle acque. Al suo posto, narra la leggenda, nacque un fiore dai petali candidi e dalla fioritura rigogliosa, meglio conosciuto come il fiore di maggio.
Il risveglio della primavera agisce come un incanto nella Transcarpazia Ucraina, offrendo un tripudio di bellezza senza riserve.
Il mondo prima della Genesi non doveva avere un aspetto molto diverso dalle pianure infinite della valle di Rachiv.

<strong></strong>
© Mikhailuk/ 123RF

Ucraina da scoprire

La pianura di Khust è stata eletta Patrimonio dell'UNESCO negli anni 70, quando è stato riconosciuto il ruolo fondamentale svolto da questo parco nella tutela di una specie in via d'estinzione, come il fior di narciso.
La zona è facilmente raggiungibile grazie ai collegamenti offerti dalla vicina città di Khust, oppure tramite il treno diretto da Lviv. La riserva di Rachiv è diventata la meta ideale per un weekend alla scoperta della natura, o per un campeggio avventuroso tra le vallate abitate da una fauna selvaggia e da una vegetazione incontaminata. Negli ultimi tempi l'Ucraina si sta designando come una delle destinazioni più gettonate dall'Italia per la stagione primavera-estate grazie ai nuovi collegamenti di Ernest Airlines.
I voli economici e i prezzi accessibili promettono di rendere l'Ucraina meta ideale per un weekend fuori porta. E le sue bellezze non sono legate esclusivamente alla cultura e all'arte, come dimostra la città di Leopoli nominata «La Firenze dell'Est», ma nascondono anche meravigliosi paesaggi naturali ancora da scoprire. Esiste un'Ucraina selvaggia e incontaminata, nella regione a Nord dei Carpazi, in grado di regalare visioni mozzafiato, quasi al confine tra sogno e realtà. Come dimostra la splendida Valle dei Narcisi, una pianura sconfinata affacciata sul fiume Tysa, che sembra fuoriuscire dalle pennellate lente e metodiche di un pittore impressionista.

<strong></strong>
© Roman Mikhailuk/ 123RF

Il mito di Narciso rivive

È proprio l'Ucraina la terra del Narciso , celebre fiore che deve la sua fama al mito letterario.
La regale corolla dai grandi petali è stata caricata di significati simbolici, fino a divenire simbolo per eccellenza della vanità. Tuttavia è soprattutto il suo profumo a non lasciare indifferenti; pare infatti che il suo nome derivi dal greco, narkào, «stordisco», con chiaro riferimento all'odore penetrante e pervasivo dei suoi petali. Un fiore bello e maledetto, come insegna l'estrema pericolosità dei suoi bulbi velenosi che contengono un particolare enzima, l'alcaiode, in grado di provocare la morte. Bello e dannato, proprio in riferimento al protagonista della leggenda, il fior di Narciso inebria con il suo profumo irresistibile ed è amato proprio in virtù della sua bellezza velenosa.
Negli ultimi tempi la specie del narcissus è stata dichiarata a rischio d'estinzione e inserita nella lista protetta del Ium; il singolare caso ha reso la funzione della riserva botanica di Rachiv ancora più importante. Questa valle incantata conserva come un tesoro il suo gioiello botanico, che in primavera si risveglia popolando i campi di un maggio odoroso.
Qui, nelle lande selvagge all'estremo nord dei Carpazi, il mito di Narciso sembra destinato a vivere per sempre.

<strong></strong>
© Zysko/ 123RF