Tra sacro e profano - La surreale Scarzuola di Montegabbione
Pubblicato il 09/08/2018 6 condivisioni

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Un teatro allegorico dove si scontrano sacro e profano, un monumento architettonico che mescola stili e simbologia, è La Scarzuola, il sogno visionario dell'architetto Tomaso Buzzi.

La città-teatro allegorica della Scarzuola

La città-teatro allegorica della Scarzuola
© Valerio Mei/123RF

Nel comune di Montegabbione, in provincia di Terni, si trova La Scarzuola, una città-teatro allegorica, visione del celeberrimo architetto Tomaso Buzzi della "città ideale". Una delle ville più ambigue e affascinanti d'Italia, dove surrealismo ed esoterismo si intrecciano alla religiosità dell'orignale sito francescano, in una miscela unica di sacro e profano.

Secondo la leggenda il sito originale, nascosto nell'impervia natura umbra, venne trovato da San Francesco nel 1218. Qui il santo costruì una capanna di scarza, pianta locale, vi piantò un lauro, del quale sopravvive qualche arbusto, e vi fece scaturire una fonte, le cui acque oggi attraversano la valle naturale del sito della Scarzuola. Nel luogo sacro venne poi fondato un monastero, acquistato da Buzzi insieme alla proprietà circostante nel 1956.

L'ambizioso obiettivo dell'architetto milanese era quello di giustapporre la città sacra rappresentata dal monastero alla sua città ideale, sogno misterioso e simbolico del percorso di una vita perfetta. Lo stile di Buzzi mescola realtà e surrealismo, incorpora strutture e dettagli classici, medievali e persino rinascimentali. Filo conduttore lo stile dichiaratamente neomanierista, tra scale che che si diramano in multiple direzioni, sproporzioni, mancanza di equlibrio ed elementi dal design fantastico e grottesco.

Al contrario la chiesa annessa, divisa in tre navate e priva di sfarzi, è di chiara impronta francescana. A difesa della sua opera scrive difatti Buzzi nel 1970:

"Quando qualcuno mi osserva che la parte, creata da me, non è francescana, io rispondo: naturalmente, perché rappresenta il Mondo in generale e in particolare il mio Mondo quello in cui ho avuto la sorte di vivere e lavorare - dell'Arte, della Cultura, della Mondanità, dell'Eleganza, dei Piaceri (anche dei Vizi, della Ricchezza, e dei Poteri ecc.) in cui però ho fatto posto per le oasi di raccoglimento, di studio, di lavoro, di musica e di silenzio, di Grandezze e Miseria, di vita sociale e di vita eremitica, di contemplazione in solitudine, regno della Fantasia, delle Favole, dei Miti, Echi e Riflessi fuori dal tempo e dallo spazio perchè ognuno ci può trovare echi di molto passato e note dell'avvenire..."

Modelli importantissimi per la Scarzuola la villa Adriana a Tivoli e il Sacro Bosco di Bomarzo a Viterbo, il "parco dei mostri" voluto dal Principe Pier Francesco Osini.

Bocche mostruose come nel Parco dei Mostri di Osini

Bocche mostruose come nel Parco dei Mostri di Osini
© Valerio Mei/123RF

La "città ideale" della Scarzuola è formata da sette teatri, che rappresentano i diversi aspetti della vita idale secondo Buzzi. I teatri sono circondati da terreni che comprendono diverse grotte e piscine riflettenti, sormontati da un'Acropoli, un ammasso di edifici che riproduce monumenti celebri come l'Arco di Trionfo, il Tempio di Vesta e il Partenone.

Ogni opera è costruita con cura per rappresentare i pensieri interiori dell'artista, nonché una miscela dei principi filosofici che hanno guidato la sua vita. Sebbene gli stili e gli edifici cambino ad ogni passo, l'approccio surreale di Buzzi viene mantenuto soprattutto attraverso la dispersione casuale di citazioni e simboli massonici ed esoterici, disseminati per tutto il complesso architettonico.

Simbologia esoterica e massonica

Simbologia esoterica e massonica
© Valerio Mei/123RF

Considerata l'autobiografia in pietra dell'architetto, l'impresa della Scarzuola assorbì tutta l'ultima parte della vita di Buzzi. Dopo la sua morte, nel 1981, l'opera ancora incompleta venne ereditata dal nipote Marco Solari, che continuò a lavorare sul progetto decifrando i misteriosi bozzetti del grande architetto, e in tempi recenti pare abbia finalmente concluso i lavori.

Le visite alla Scarzuola avvengono esclusivamente su prenotazione, guidate da Solari stesso in un affascinante itinerario ricco di anneddoti e misteri.