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Direzione Sichuan-Tibet Highway: il tetto del mondo
Pubblicato il 12/09/2019

CuriositàCina

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Tra le maestose montagne del Tibet si snoda una delle strade più pericolose e spettacolari al mondo, è la Sichuan-Tibet Highway. 2 142 chilometri di curve ai piedi delle cime himalayane.

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© soloway/123RF

La Sichuan-Tibet Highway, originariamente chiamata Kangding-Tibet Highway (un tratto della 318 National Trunk Highway) attraversa vasti e aperti paesaggi con picchi che si ergono maestosi verso il cielo. Le aree dell'altopiano sono punteggiate da case tibetane arroccate e da un numero infinito di yak che gustano il loro pasto nelle ampie vallate, ai piedi delle montagne più famose del mondo.

I viaggiatori possono godere di uno scenario magnifico e mutevole, infatti, dalla calda primavera si passa al nevoso inverno , rimanendo conquistati e inebriati da questo dualismo. Il viaggio può durare circa quindici giorni, se non si ha fretta. Purtroppo, la Sichuan-Tibet Highway è nota anche per le superfici di guida scadenti e gli affilati e pericolosi tornanti di montagna. Guidare lungo i tratti di strada a senso unico, in caso di maltempo, può diventare un' impresa ardua per un automobilista inesperto. Inoltre, frane e valanghe di roccia sono comuni.

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©Valery Smirnov/123RF

La Sichuan-Tibet Highway, lunga 2.142 km, comincia a Chengdu, nella regione cinese dello Sichuan, proprio di fronte all'edificio più grande del mondo, per arrivare a Lhasa, antichissima capitale tibetana e sede storica del Dalai Lama prima del suo esilio.

Se la si percorre nella sua completezza, è necessario attraversare 14 passi himalayani tra i 4000 e i 5000 metri; attraversa decine di fiumi famosi (Dadu River, Jinsha River, Lantsang River, Nujiang) e foreste primordiali, oltre a molti tratti pericolosi. Anche l'ossigeno è scarso e, la strada, è caratterizzata da 99 tornanti che si snodano in 38 chilometri lungo i fianchi delle montagne.

Scene davvero impressionanti

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Diversi pericoli

Pioggia, ghiaccio e una serie di altre fredde avventure invernali durano per quasi dieci mesi, rendendo la guida su questa strada un viaggio insidioso anche per i conducenti più esperti.

La strada non è asfaltata, il che la rende una trappola di fango durante la stagione delle piogge. Spesso ci si imbatte in migliaia di ingorghi che si estendono per chilometri; il vero pericolo, peró, non è quello di rimanere bloccati nella confusione, ma nelle ostilità che insorgono tra gli automobilisti annoiati. Ci sono continue lotte, furti, molestie e persino sequestri di persona per denaro, quando i conducenti sono bloccati nel fango per settimane.

Insomma, se amate i paesaggi mozzafiato con tanto di adrenalina ne rimarrete sicuramente affascinati, ma preparatevi sia fisicamente che mentalmente, sarà un'esperienza da brivido.

Visitare Lhasa

Visitare Lhasa
©china199127fz/123rf

Visitare la città di Lhasa, oggi, è più che un viaggio. Si tratta forse dell'ultima opportunità di vedere con i propri occhi la bellezza della cultura tibetana. Che cosa vedere a Lhasa? Intanto, un consiglio: evitare di iniziare con la salita al Potala, il palazzo dei dalai-lama, in modo da abituarsi prima all'altitudine.

Prima di tutto, visitare a piedi il centro storico per scoprire Barkhor, una specie di strada rituale seguita dai pellegrini venuti da tutto il Tibet, ognuno con il suo costume intensamente colorato, tipico della regione di provenienza, e con il suo rotolo delle preghiere. Questa strada circolare, situata intorno al Jokhang, è da seguire obbligatoriamente in senso orario (essa è costellata di botteghe). I pellegrini raggiungono poi, con grandissimo fervore, il Jokhang, il santuario più venerato del Tibet, e offrono le loro sciarpe da cerimonia e il burro di yak per le lampade.

Emblema del Tibet, il palazzo del Potala (alto 118 metri) fu costruito a partire dal 1645 e richiese cinquant'anni di lavoro. Ogni dalai-lama vi apportò poi il proprio contributo e le proprie modifiche. Cappelle, vestiboli, grotte, saloni e scalinate si sussegono e occorre dedicare molte ore alla tranquilla visita del luogo sacro, aperto alla visita solo il lunedì e il giovedì mattina.

ll Norbulingkha (giardino della Pietra preziosa) è un grande parco situato ai piedi del Potala, sul suo lato occidentale. Possiede quattro palazzi estivi, edificati da vari dalai-lama, e un quinto, terminato nel 1956.