Pubblicato il 18/12/2018

#Cultura #Cile

La storia a lieto fine dell'Isola di Pasqua, restituita agli indigeni dopo 129 anni

129 anni sotto il governo Cileno e poi nel 2016 la svolta: l'isola di Pasqua torna sotto il controllo della popolazione autoctona di Rapa Nui. Una storia a lieto fine per uno dei luoghi più misteriosi e affascinanti del mondo, che oggi come non mai verrà preservato dai locali.

La conosciamo tutti come Isola di Pasqua, una terra ricca di mistero che custodisce da millenni il segreto dietro le celeberrime statue Moai, che ne hanno fatto la fortuna turistica. Ma per la società polinesiana che qui si è stabilita fin dal 300 d.C., questa è Rapa Rui. Una società culturale unica, che stabilì una tradizione potente e creativa di scultura e architettura monumentale libera da qualsiasi influenza esterna, e che eresse quelle enormi figure in pietra che oggi sono simbolo di uno dei paesaggi più conosciuti e affascinanti al mondo. Questa popolazione è stata cacciata dalle proprie terre per ben 129 anni, prima che in tempi recenti non gli fosse permesso di tornare ad avere voce in capitolo sulla propria patria. Quella che vi raccontiamo oggi, è difatti, la storia e lieto fine dell'Isola di Pasqua.

Un inaspettato ritorno

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Gli abitanti di Rapa Nui vivenvano in tutta l'isola fino al XIX secolo, finché nel 1888 l'isola non venne annessa al Cile, che l'affittò ad un'azienda dedita alla tosatura delle pecore. Come conseguenza gli abitanti indigeni furono forzati ad abbandonare le proprie case e a trasferirsi in quella che divenne l'unica città dell'isola, Hanga Roa.

L'Isola di Pasqua conobbe un impennata nel turismo solo nel 1986, quando la NASA ne estese e migliorò l'aeroporto, consentendo l'arrivo ai primi aerei passeggeri. Per minimizzare l'impatto sul preziosissimo patrimonio archeologico, la corporazione cilena della foresta nazionale CONAF ha tenuto sotto il suo controllo i siti archeologici dell'isola per decadi. Finché nel 2016 la presidentessa cilena Michelle Bachelet ha ufficialmente restituito il controllo dei siti ai locali, trasmettendoli ad un'organizzazione autoctona chiamata Ma'u Henua, presieduta da Camilo Rapu. Oggi il parco è dunque co-gestito dalla comunità indigena di Ma'u Henua e dalla National Forestry Corporation CONAF, organo dello Stato del Cile.

Dal 2016 a questa parte tutti i cambiamenti e le decisioni prese sull'isola sono state decisioni degli indigeni rapa nui, allo scopo di un ritorno alle origini che possa vedere l'isola rigogliosa come era mille anni prima, attraverso un rimboschimento dell'area con piante endemiche. Una storia decisamente a lieto fine che speriamo possa riportare quanto prima Rapa Nui all'antico splendore.

Un patrimonio archeologico di inestimabile valore

© Alberto Loyo/123RF

L'isola di Pasqua è l'isola abitata più remota del pianeta, a 3.700 chilometri dalla costa del Cile continentale. Questa è inscritta all'interno del Parco Nazionale di Rapa Nui, che oltre alla natura di questo angolo di paradiso ha il dovere di tutelarne l'incredibile patrimonio archeologico, costituito da circa 900 statue e oltre 300 piattaforme cerimoniale, e migliaia di strutture dedicate alla vita quotidiana. Pezzo forte le statue dei moai, di altezza varia dai due ai venti metri, scolpiti per lo più nel tufo vulcanico con semplici picconi denominati toki, realizzati in basalto duro. Grazie alla scoperta delle cave, tra tutte quella di Rano Raraku, dove sono stati trovate moai in fase di realizzazione, sappiamo le tecniche di scultura e come questi venivano messi in piedi, facendoli scivolare giù per dei pendii dove prima erano state scavate delle buche. Ahu Tongariki è il sito archeologico dedicato ai moai più vasto, con ben 15 statue presenti.

Di grande interesse archeologico anche le grotte dipinte con esempi di arte rupestre, e i resti delle abitazioni, che per quanto non spettacolari quanto le statue dei moai, hanno un alto valore storico nella ricostruzione della vita autentica sull'Isola di Pasqua.

Rapa Nui è un luogo spettacolare che merita di essere protetto, ma anche visitato e apprezzato. Perché non fare un check dei voli e valutare un salto in questo paradiso?