La Rocca di Cashel: tra realtà e leggenda
Pubblicato il 20/09/2020

CulturaIrlanda

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È considerata il monumento archeologico più importante d'Irlanda, questa antica rocca celtica originariamente era la sede della dinastia dei Re Munster. Attorno alla sua figura gravitano numerose leggende, legate al diavolo, ad antichi vescovi traditori e ad un certo San Patrizio, che proprio qui raccolse un fiore di quadrifoglio...

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© Domenico Condello/123RF

Vive in un tempo sospeso tra leggenda e realtà, la Rocca di Cashel, con le mura ricoperte d'edera e muschio, le ampie volte che trasudano un'umidità antica, l'alta torre diroccata che domina sempiterna la vallata circostante.
Sorge a 65 metri d'altezza, su un promontorio roccioso nella contea di Tipperary, ed è tuttora considerata uno dei luoghi più emblematici d'Irlanda.

In questa antica fortezza sono racchiusi simboli di vita eterna, secoli di storie e tradizioni fissate nella pietra nel tentativo di renderle immortali.
È come un gioiello intarsiato,il più prezioso custodito dalla terra irlandese: non tanto per la raffinata arte della sua struttura, che si presenta perlopiù spoglia e priva di orpelli, ma per l'incredibile atmosfera che si respira in questo luogo che sembra esistere al di fuori del tempo. La fortezza si fonde completamente con il paesaggio della pianura di Tipperary, tanto da seguirne gli stessi mutamenti di luce: se prestate attenzione vi renderete conto degli impercettibili cambiamenti nella sua struttura nel corso delle diverse ore del giorno.
Non è mai identica a se stessa la Rocca di Cashel: sembra sorgere con l'alba e addormentarsi con il tramonto, attorno al suo perimetro si snodano sterminati i campi irlandesi tra greggi di pecore e croci celtiche che sembrano narrarci una storia millenaria, antica come la terra di queste vallate.

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© Sharon Husley/123RF

Le leggende

Si racconta che la fortezza sia stata costruita dopo che il diavolo ebbe scagliato una manciata di terra sul suolo dando origine alla collina. Lo spiazzo sottostante la rocca è infatti chiamato "The Devil's Bite", il morso di Satana, in omaggio all'antica credenza.
Questa è solo la prima delle innumerevoli leggende che avvolgono il mistero della Rocca di Cashel. Le sue origini risalgono al IV secolo e divenne in breve tempo uno dei principali centri di potere d'Irlanda. Fu eretta dal clan Eoghanachta, proveniente dal Galles, che in breve tempo si appropriò della regione dando così avvio alla dinastia regale dei Munster: i nuovi signori di quelle terre.

Per oltre quattrocento anni la Rocca di Cashel regnò sovrana, la sua posizione strategica contribuì a renderla il luogo ideale per garantire il controllo dell'intera Contea.
Divenne anche un importante centro di culto religioso grazie all'opera di San Patrizio che, nel V secolo, favorì la cristianizzazione della regione. A lungo la fortezza fu infatti conosciuta con il nome di San Patrick Rock, poi sostituito dal più romantico cashel, di origine gaelica, che di fatto significa "castello-fortezza".

Si narra che proprio in questo luogo San Patrizio colse un fiore di quadrifoglio di cui si servì per spiegare il mistero della Trinità al sovrano della dinastia Munster.
In seguito, durante il battesimo cristiano del Re Aengus, San Patrizio trafisse accidentalmente un piede del sovrano con il suo appuntito pastorale: il racconto prosegue narrando il clamoroso gesto di coraggio del Re che - credendo che la sofferenza facesse parte del rituale - afferrò di persona il mitico bastone provocandosi da sé la ferita.
Sono numerose le leggende che gravitano attorno alla Rocca di Cashel e tutte sembrano narrarci di un mondo celtico ammantato da un'atmosfera misteriosa e solenne.

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© madrugadaverde/123RF

La cattedrale

Nel corso del 1134 all'interno della rocca venne eretta una cappella in stile romanico, consacrata dai monaci benedettini. La Cappella di Cormac conserva tuttora affreschi risalenti a oltre 800 anni fa che ne decorano le arcate: le scene della natività sono ancora visibili, nonostante l'umidità e l'incuria abbiano in parte devastato le mura, potrete ancora intravedere il color porpora delle vesti e le teste dei santi circonfuse da aureole dorate.
Qui è nascosto il sepolcro di Miler Magrath, arcivescovo di Cashel che diede scandalo per aver aderito a due religioni opposte: il cattolicesimo e il protestantesimo. La sua tomba restituisce l'entità dei suoi dubbi religiosi ed è contrassegnata da un'iscrizione simile a una preghiera: "It is the Lord who judges me."

Il cimitero celtico

All'esterno della Rocca di Cashel ci si ritrova immersi in un immenso prato disseminato di croci celtiche che ritraggono l'effige di San Patrizio. Il cimitero celtico è una delle principali attrattive del luogo, si fa complice dell'atmosfera rarefatta che caratterizza queste vallate.
Le croci di pietra spazzate dal vento conservano una specie di simbolismo magico.
Fin dall'antichità gli irlandesi seguivano l'usanza di disseminare tombe nei campi circostanti le chiese, in ordine sparso, e ancora oggi questa tradizione ci restituisce il respiro di leggende senza tempo immerse nel verde profondo d'Irlanda.

Sopra tutto regna un cielo limpido dove le nubi si rincorrono a perdifiato; solo le nuvole sembrano vagare e mutare, inseguendo il futuro, mentre il paesaggio sottostante rimane invariato.
Poiché tra i ruderi gaelici della Rocca di Cashel il tempo sembra essersi fermato a più di mille anni fa.