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A Parigi sulle tracce di Hemingway
Pubblicato il 05/09/2019

CulturaFrancia

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Nel romanzo pubblicato postumo, Festa mobile, lo scrittore americano ricorda il fulgore dei suoi anni parigini. Oggi, vagando per le strade della capitale francese, potreste imbattervi in targhe commemorative dedicate all'autore Premio Nobel, scoprendo così di ripercorrere casualmente gli stessi passi di Ernest Hemingway...

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© zefart/123RF

Nel dicembre del 1921 un giovane Ernest Hemingway si trasferì a Parigi con la moglie Hadley per lavorare come corrispondente estero del Toronto Star. In realtà il suo intento era fin dal principio ben diverso: ciò che quel coriaceo ragazzotto americano - già temprato dal fuoco della prima guerra mondiale - ricercava per le strade di Parigi era una non meglio identificata "vocazione letteraria".
Le memorie di quegli anni furono raccolte da Hemingway, e infine pubblicate nel libro postumo Festa mobile (1964), che dopo gli attentati del 2015 ha venduto milioni di copie, diventando un vero e proprio inno alla gloria di Parigi, il ritratto intramontabile del fulgore di un'epoca.

Festa mobile pullula di incontri straordinari nella Parigi degli Anni '20, ci fornisce il ritratto indimenticabile di un periodo caratterizzato da un intenso fervore creativo, che purtroppo non tornerà mai più.
Parigi era una vecchissima città e noi eravamo giovani e là nulla era semplice, nemmeno la miseria, né il denaro insperato, né la luna, né la ragione e il torto né il respiro di chi ti giaceva accanto sotto la luna.

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Lei dovrebbe leggere solo cose veramente belle o francamente brutte. Ho letto libri veramente belli per tutto l'inverno e tutto l'inverno scorso e ne leggerò l'inverno prossimo, e non mi piacciono i libri francamente brutti. Dialogo tra #Stein ed #Hemingway raccontato da Mister Papa in un #libro #veramentebello che si intitola #Festamobile #buonnatale amici e #buoneletture #ernesthemingway #lostgeneration #edithstein

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Oggi vagando per le strade della capitale francese non avremo più occasione di chiacchierare di letteratura con Gertrude Stein, bere un bicchiere in compagnia dello sconsolato Fitzgerald, oppure farci consigliare un libro direttamente da Sylvia Beach - la proprietaria della celebre Shakespeare&Co - tuttavia potremo ancora stupirci nello scoprire i luoghi dove Hemingway aveva vissuto, svoltando l'angolo di una via.
Il consiglio è di dimenticare l'itinerario proposto dalla guida turistica e partire alla volta della Ville Lumière con una copia di Festa mobile in tasca.
Lasciatevi guidare dagli occhi di Hemingway: quante volte vi capiterà di vedere Parigi attraverso lo sguardo di uno scrittore?

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© Rostislav Glinsky/123RF

Sulle tracce di Hemingway

Il viaggio inizia da Rue du Cardinal Lemoine, a pochi metri da Place de La Contrescarpe, dove si trova la prima casa parigina di Hemingway. Qui una targa commemorativa in marmo rende omaggio allo scrittore, che abitò dal 1922 al 1923 al terzo piano del palazzo, citando una frase tratta da Festa mobile: "Così era la Parigi della nostra giovinezza, al tempo in cui eravamo giovani e felici".
Dopo esserci immersi nella giusta atmosfera, possiamo continuare il nostro itinerario seguendo una giornata tipo di Ernest Hemingway: dopo una breve sosta nel suo studio di scrittura in Rue Descartes - lo stesso dove 25 anni prima morì il poeta Paul Verlaine - non potremo quindi fare a meno di entrare negli svariati caffé, che furono teatro delle sue crisi creative. Su tutti il celebre Closerie des Lilas, a Montparnasse, che ospita ancora al suo interno il tavolo preferito dello scrittore accompagnato da una targa di riconoscimento.
Sembra che proprio in questo locale Hemingway terminò la prima stesura de "Il sole sorge ancora."

Un altro posto frequentato abitualmente dallo scrittore era l'Harry's Bar, sulla Rive Droite, considerato l'epicentro della cosiddetta Generazione Perduta, dove erano soliti ritrovarsi gli artisti dell'epoca.
Si racconta che proprio in questo locale il cocktail Bloody Mary fu inventato appositamente per Hemingway, che ubriaco fradicio chiese al barista: "Qualcosa che non mi faccia puzzare l'alito di alcool."
Se la formula abbia effettivamente avuto effetto non è dato di sapere: probabilmente no, considerando che Hemingway era solito iniziare a bere già di prima mattina.

Il Bar Hemingway

Infine, se le finanze ve lo consentono, potrete dirigervi al Bar Hemingway del Ritz, al numero 15 di Place de la Vendôme. Lo scrittore fu uno dei più assidui frequentatori di questo bar, a pochi passi dal Louvre, e una leggenda narra che Hemingway capitanò la liberazione del bar dell'Hotel Ritz alla fine della Seconda guerra mondiale, per poi offrire un drink a tutti i partecipanti.

Passeggiate letterarie al Luxemburg

Ma la Parigi di Hemingway non è fatta solo di bevute nei bistrot e risse da bar, ha anche un lato più affascinante e romantico, come le lunghe camminate pensose lungo i viali del Jardin du Luxemburg.
In autunno con l'atmosfera malinconica della caduta delle foglie, oppure in primavera alla scoperta dei primi boccioli in fiore, i giardini più famosi della capitale francese vi regaleranno uno spettacolo unico. Quest'oasi parigina era molto amata dallo stesso Hemingway che era solito camminare a lungo per i sentieri del parco perso nelle sue riflessioni, spesso nel tentativo di smorzare i morsi della fame in un'epoca in cui il cibo a tavola era scarso e la sua mancanza si compensava con l'alcool.
Qui avvenivano anche gli incontri e gli scambi di opinione con l'eclettica Gertrude Stein che, abitando poco distante, spesso si trovava a passeggiare lungo i viali del Luxemburg in compagnia del suo cagnolino.

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© Stephane Debove/123RF

Rue de Fléurus

Il punto di ritrovo culturale per gli intellettuali del tempo era proprio il salotto letterario di casa Stein, a Rue de Fléurus dove una vulcanica Getrude, in compagnia della sua "cara amica" Alice Toklas, era sempre disposta ad accogliere artisti alle prime armi, come testimonia il terzo capitolo di Festa mobile dal titolo "Miss Stein in cattedra".

Shakespeare and Company

A quei tempi non c'erano soldi per comprare libri. I libri li prendevi in prestito alla biblioteca circolante della Shakespeare and Company, che era la biblioteca e libreria di Sylvia Beach al 12 di Rue de l'Odéon. In una via fredda e spazzata dal vento, era un posto simpatico, caldo e accogliente...
Il viaggio letterario non può che concludersi in una delle librerie più celebri di Parigi: la caratteristica Shakespeare and Company, fondata dall'americana Sylvia Beach nel 1919, con la doppia funzione di negozio e sala lettura.
Un luogo molto amato da Hemingway, che era solito intrattenere lunghe conversazioni con la proprietaria, ammirandone tra l'altro le belle gambe. "Ero molto timido quando sono entrato in libreria" racconta "e non avevo abbastanza soldi per iscrivermi alla biblioteca circolante."

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?Quando arrivava la primavera, fosse anche una falsa primavera, non vi erano problemi eccetto dove andare per sentirsi più felici.? ?? #leprintemps #hemingway #festamobile #unavitaletteraria #citazionedelgiorno #ernesthemingway #bookworms #bookquotes #booklover #leggeresempre #lettrice #livres #lavieparisienne #bookstagram #instabook #printempsaparis #poetrylife

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Di certo Hemingway non avrebbe mai potuto immaginare che la sua raccolta di avventure parigine , un secolo dopo sarebbe stata esposta nella vetrina di quella stessa libreria che l'aveva accolto giovane e squattrinato in una buia sera d'inverno, quando ancora poteva definirsi "scrittore" soltanto per diletto.

Perché Parigi è anche questo: nei suoi angoli nascosti, negli anfratti dei vicoli meno noti, ai tavolini affollati dei bistrot si respira un pulsare creativo e vitale, un'apertura di pensiero, una visione artistica dell'esistenza che non si percepisce in nessun'altra capitale europea.
È l'atmosfera che Hemingway cerca di restiturci attraverso le pagine di Festa mobile mostrando la vitalità di un'intera generazione che, pur devastata dalla brutalità della guerra e provata dalla fame, credeva ancora nel prodigio dell'arte, nella sua capacità miracolosa di reinventare la vita.

Se sei abbastanza fortunato da aver vissuto a Parigi da giovane, allora per il resto della tua vita, ovunque andrai, penserai a Parigi come a una festa mobile.