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Il Cairo torna nel mirino dei terroristi
Pubblicato il 21/05/2019 Modificato il 24/05/2019

SicurezzaEgitto

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La recente esplosione di un ordigno al passaggio di un autobus turistico, la seconda nel giro di pochi mesi, riaccende i riflettori sul rischio terrorismo in Egitto. Di recente l'affascinante terra delle piramidi è tornata ad essere una destinazione molto frequentata dagli italiani, grazie a nuove vantaggiose promozioni offerte da compagnie aeree e tour operator. Ma può davvero definirsi una meta sicura?

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© byheaven/123RF

C'è stato un tempo in cui l'Egitto rappresentava il paradiso esotico delle vacanze: eleganti crociere sul Nilo, avventurose escursioni sulle groppe dei cammelli, la colorata barriera corallina di Marsa Alam, lo spettacolo dirompente delle piramidi, e la sabbia setosa e finissima di Sharm El Sheik. Bastava pronunciare quei nomi arabi per sentire già il richiamo invincibile dell'estate.
C'è stato un tempo in cui Egitto significava sole caldo, acque turchesi e relax; poi, all'improvviso, non più.
La meta di vacanza per eccellenza si è trasformata in un territorio di guerra. Le immagini in televisione mostravano scontri, esplosioni, feriti: le piramidi restavano sullo sfondo. Impossibile associare l'Egitto, terra d'estate, a quegli atti sconvolgenti. È stato sul finire del 2010, con l'inizio delle proteste civili, che la patria dei Faraoni ha iniziato a incutere paura. Nessuno parlava più delle crociere e delle agognate vacanze sul Mar Rosso, improvvisamente scomparse dai dépliant turistici.

L'allerta

Le indicazioni della Farnesina parlavano chiaro: l'Egitto non era più una destinazione sicura. La forte instabilità politica minacciava l'incolumità dei turisti.
Col trascorrere del tempo la situazione sembrava essersi appianata, il 2018 era stato definito «l'anno del rilancio dell'Egitto» dopo le battute d'arresto degli anni precedenti.
Si è ricominciato, con cautela, a parlare di Sharm El Sheik e Marsa Alam. Ma l'allerta terrorismo resta ancora alta. I ripetuti attacchi ad autobus turistici negli ultimi mesi confermano il timore che l'Egitto non sia più una meta sicura.
Pochi giorni fa, l'esplosione di un ordigno al passaggio di un autubus nei pressi dell'Egyptian Museum, ha riacceso i riflettori sulla minaccia terroristica al Cairo. Oltre una dozzina i feriti. Si tratta del secondo attacco accertato nella zona in meno di sei mesi.

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© Ievigenii Fesenko/ 123RF

Le zone pericolose

La principale caratteristica del terrorismo islamico è l'imprevedibilità.
Nessuno può stabilire con certezza dove colpirà e quando: la Farnesina si limita ad evidenziare delle zone rosse, soprattutto nelle grandi città. Il turismo nel Mar Rosso oggi si fa sotto scorta, di certo non più con la spensierata libertà degli anni passati. Ci sono zone accessibili e altre no; luoghi di vacanza confinanti con territori di guerra. La minaccia del terrorismo islamico ha significato un radicale cambio di abitudini per tutti, cittadini e vacanzieri.
Il controllo negli aereporti è altissimo: metal detector in ogni angolo, attenzione scrupolosa ad ogni bagaglio, spesso le valigie vengono completamente svuotate del loro contenuto dagli addetti alla sicurezza pur di scongiurare qualsiasi minaccia. Nei cieli egiziani i caccia militari si affiancano agli aerei turistici, come un'ombra che ricorda lo spettro della guerra. Sono lontani i tempi in cui il turismo impiegava la maggior parte della forza lavoro del Paese, quando tra le piramidi transitavano 14 milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo. Negli ultimi cinque anni gli stranieri in Egitto sono calati a 5 mila, con una drastica riduzione, un autentico crollo rispetto al periodo d'oro.
Oggi il settore turistico in Egitto sembra pronto a rialzare la testa. Nel 2020 verrà inaugurato il Grand Egyptian Museum, il più grande museo egizio al mondo, nella speranza di ridonare alla magica terra dei Faraoni il fascino suggestivo di un tempo, quando l'Egitto parlava di grandezza, maestosità e antichi miti.

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© mohamedifm/123RF

Gli antefatti

L'Egitto divenne un luogo pericoloso agli occhi del mondo nel gennaio del 2011, quando i conflitti civili esplosero nelle cosiddette «giornate della collera» quando oltre 25 mila manifestanti scesero in piazza Tahir al Cairo per chiedere la fine del regime e condizioni di vita migliori. L'Egitto diventò terra di conflitti, guerriglia, scontri urbani e sangue. In seguito, gli attentati ai bus turistici e i frequenti dirottamenti aerei fecero il resto, sancendo definitivamente la fine della terra dei Faraoni quale meta di vacanza.
Nell'ottobre del 2015 un Airbus 321 della compagnia Kogalymavia, decollato da Sharm con a bordo 224 passeggeri precipitò sulla penisola del Sinai. L'attentato fu poi rivendicato dall'Isis. Poco tempo dopo fu il turno di un aereo di EgyptAir diretto a Parigi, precipitato in mare con 66 persone a bordo.
Nel novembre 2018 dei pellegrini cristiani diretti a un monastero a Minya, nel Sud del Cairo, furono uccisi dai terroristi. Soltanto un mese dopo, fu rivendicato un secondo attacco a un autobus turistico nei pressi delle piramidi di Giza, in cui morirono quattro cittadini vietnamiti e la loro guida.
L'esplosione dell'autobus avvenuta nelle ultime ore si inserisce quindi all'interno di una lunga sequenza di atti e rivendicazioni che stanno prendendo sempre più le sembianze di un bollettino di guerra. La paura è tornata al Cairo, dove l'Isis minaccia di boicottare il regime del presidente egiziano.

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© Leonid Andronov/ 123RF

Il turismo in Egitto oggi

Oggi la Farnesina sconsiglia il Cairo come meta turistica, a meno che non si tratti di viaggi strettamente necessari. Sembrano invece in netta ripresa le zone dell'Egitto balneare, qui il tasso dei turisti sembra essere aumentato di oltre il 65% dal 2017. Di certo l'offerta dei pacchetti di viaggio si rivela vantaggiosa in questo senso. L'Egitto è per i turisti italiani una destinazione conveniente e pratica, in grado di abbinare spiagge da sogno, mare dai fondali spettacolari, un clima caldo a un prezzo basso; il tutto a meno di quattro ore di volo.
Le zone di mare, a giudizio dei tour operator, sono sicure. L'Egitto ha intenzione di rialzarsi dalla crisi degli ultimi anni, e non può farlo senza il supporto del turismo internazionale. La tratta per le vacanze in Mar Rosso è aperta e ci sono presupposti solidi perché questa terra torni ad essere la paradisiaca meta esotica di un tempo.
Si è addensata una nube sulla patria dei Faraoni, che ne ha offuscato la bellezza.
Tuttavia occorre tener presente che la minaccia del terrorismo islamico ormai riguarda l'Europa intera, e non può essere iscritta soltanto a una zona specifica; il pericolo degli atti terroristici non deve scoraggiare le partenze.
Non bisogna permettere a una paura astratta di limitare la libertà di viaggiare. Si invita sempre a scegliere con adeguata consapevolezza la propria destinazione, consultando il sito viaggiaresicuri.it.