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Anche le Marche hanno il loro suggestivo canyon: la Gola del Furlo
Pubblicato il 02/06/2019

AmbienteItalia

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Sapevate che nella Marche, in provincia di Pesaro-Urbino, la natura e la storia hanno dato vita ad un luogo mozzafiato che ricorda l'Arizona? Si tratta della Gola del Furlo, un canyon suggestivo caratterizzato da flora e fauna peculiari.

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© lauradibiase/123RF

Quando si parla di canyon, una profonda incisione valliva situata tra due versanti più o meno rocciosi e ripidi, si pensa immediatamente all'Arizona e suoi sugestivi scenari. Ma non occorre recarsi così lontano per ammirare questo gioiello naturale: i canyons sono più vicini a noi di quanto non immaginiamo. Volete una dimostrazione?

In Italia ce ne sono diversi e, sebbene siano forse poco conosciuti, regalano emozioni forti a tutti coloro che decidono di visitarli. Nella lunga lista di fratture rocciose situate nella nostra penisola emerge un luogo nel quale storia e natura si mescolano e regalano un paesaggio mozzafiato: stiamo parlando della Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo, un'area definita tale nel febbraio 2001 in seguito alla decisione del Ministero dell'Ambiente.

Situato a 20 minuti di macchina dalla bellissima e rinascimentale Urbino e raggiungibile tramite la nota Via Flaminia, il meraviglioso canyon si cela in un tratto della terra marchigiana che fiancheggia il fiume Candigliano, un corso d'acqua che solca non solo le Marche ma anche l'Umbria. La Gola del Furlo è un luogo in cui domina incontaminata la natura con la sua forza, un solco stretto tra due pareti scoscese e alte centinaia di metri-il Monte Pietralata e il Monte Paganuccio-e l'incessante flusso dell'acqua.

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La bellezza naturale intorno al Candigliano

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Non è casuale, infatti, il nome che è stato attribuito all'incantevole luogo: Furlo deriva dal latino "forulum", ovverosia "piccolo foro". Un dettaglio etimologico che rivela quanto la Gola nata dall'erosione del Candigliano conservi un passato antico e non trascurabile. Non pochi secoli fa, ad essere stato colpito dal fascino di questo luogo fu anche l'imperatore Vespasiano il quale, tra il 76 e il 77 d.C., vi fece scavare una galleria per facilitare il passaggio: l'apertura è tutt'ora percorribile. A darne testimonianza sono due iscrizioni, una incisa sopra l'ingresso orientale della galleria, e l'altra collocata da Aurelio Munaziano nel 246 d.C. sull'entrata occidentale.

Nonostante il canyon fosse originariamente molto profondo, la sua altezza è diminuita quando nel 1922-con la costruzione di una diga per alimentare una centrale idroelettrica,-il fiume fu trasformato in lago.

Alla suggestione regalata dal fascino del luogo si aggiunge la ricchezza naturale che questa terra regala: esemplari di flora e fauna del tutto peculiari e unici. Una specie faunistica che particolarmente apprezza la Gola è l'Aquila reale, un uccello affascinante e regale che da secoli ormai sceglie di nidificare sul Monte Paganuccio, divenendo simbolo dell'intera Riserva.

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Amazing view from the top of the Furlo dam on the River Candigliano ?? #goladelfurlo #candigliano #discovermarche #onthetop #dam #viewpoint #energyfromnature #autumncolors #aringatrip????

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Qualora decideste di fare un'escursione tra le alte pareti del canyon, sappiate che la Riserva organizza costantemente gite, passeggiate ed eventi. Il modo migliore per assaporare il profondo solco con la sua ricchezza è, infatti, passeggiare e lasciare che gli occhi si riempiano di tanta bellezza.

Insomma, un luogo degno di essere visitato e salvaguardato non solo per la sua suggestiva bellezza, ma anche e soprattutto per la sua importanza geologica, floristica, faunistica, geomorfologica e storica.