• Connettiti
La Giostra del Saracino: il torneo guerresco cantato da Dante
Pubblicato il 24/08/2019 Modificato il 26/08/2019

CulturaItalia

Twitter Facebook 2 condivisioni

Antica tradizione cavalleresca, oggi la Giostra del Saracino è una festa popolana che coinvolge l'intera città di Arezzo mantenendo viva una consuetudine secolare. Nella cornice caratteristica di Piazza Grande si svolge una gara emozionante, in grado di tenere tutti col fiato sospeso...

<strong></strong>
© Paolo Siccardi/WALKABOUT-ph

Il primo settembre alle sette del mattino verrà sparato un colpo di mortaio per annunciare l'inizio della manifestazione. È un suono che trasporta la Toscana in un passato antico "Corridor vidi per la terra vostra, o Aretini, e vidi gir gualdane, fedir torneamenti e correr giostra" scriveva un certo Dante Alighieri in una brillante terzina fornendoci così la prima testimonianza scritta della Giostra del Saracino.
Proprio una delle opere fondanti della letteratura italiana, la Divina Commedia, rende conto dell'importanza di questra tradizione cavalleresca oggi trasformatasi in una delle maggiori rievocazioni storiche nazionali.

Siamo nel XXII Canto dell'Inferno, nel descrivere l'inganno compiuto dai barattieri Dante si serve di termini guerreschi e fa rivivere il torneo duecentesco che si disputava ogni anno nella cittadina di Arezzo. La Toscana, del resto, è una delle location per eccellenza dell'Inferno dantesco, dove non è raro incontrare gli aretini dell'epoca mescolati con i diavoli di Malebolge.

<strong></strong>
© Paolo Siccardi/WALKABOUT-ph

Ma la Giostra del Saracino continua a vivere e ad eternarsi anche al di fuori del mondo ultraterreno creato da Dante: è una tradizione che si svolge dal 1200, interrotta o sospesa di tanto in tanto a causa di guerre e rivoluzioni.
Dopo una lunga sospensione nel corso del '700 venne ripristinata ufficialmente nel 1931 in forma di rievocazione storica ambientata nel XIV secolo e da quel momento - arrestata soltanto dagli avvenimenti della Seconda guerra mondiale - la Giostra si disputa ogni anno, nella duplice edizione di giugno e settembre.
Come da tradizione l'evento ha luogo nella splendida cornice di Piazza Grande tra i colori vivaci delle bandiere e gli squilli di tromba.

<strong></strong>
© Paolo Siccardi/WALKABOUT-ph

All'improvviso le vie della città si affollano di figuranti in costumi medievali e le strade rimbombano dello scalpiccio dei cavalli; Arezzo ritorna al suo passato cavalleresco. Tra la lettura ufficiale del bando e la bollatura dei destrieri la giornata prosegue, ma il momento più atteso deve ancora arrivare. Si diffonde un clima di attesa febbrile che - a giudizio di molti - è parte stessa del fascino della manifestazione. Perché la Giostra del Saracino appare ogni anno sempre nuova: tra cene propiziatorie, prove di destrezza e riti scaramantici si fa a gara nell'indovinare il futuro vincitore; eppure fino all'ultimo tiro di lancia non è detta l'ultima parola.

La gara della Giostra

La sera che precede la competizione è uno dei momenti topici per la città. Le strade vengono occupate da lunghissime tavolate in grado di ospitare più di mille commensali.
Si attende con trepidazione il giorno dopo, la resa dei conti, quando verrà decretato quale dei quattro quartieri sarà il vincitore: Porta Crucifera o Porta del Foro? Sant'Andrea o Santo Spirito?
Dopo un anno di preparativi inevitabile che l'attesa sia avvertita dai cittadini con ogni fibra del corpo. Solo in questi termini è possibile esprimere la forte suggestione che la Giostra del Saracino imprime nei cuori e nelle menti di chi la vive.

Lo scudo del Buratto

Il giorno della competizione i cavalieri in gara, al termine di una veloce corsa detta "carriera" devono colpire con una lunga lancia il bersaglio situato sullo scudo del Buratto, un fantoccio girevole conosciuto anche come ?il Re delle Indie?. Dopo essere stato colpito, il Buratto si mette in moto girando su se stesso e a sua volta sferra un colpo con il mazzafrusto, un flagello terminante in tre palle di cuoio dal peso di 200 grammi l'una.
Tutta la Giostra del Saracino si svolge quindi in un'epica manciata di secondi: ha lo stesso fascino delle battaglie cavalleresche, degli eventi sportivi al cardiopalma, il cavaliere si lancia verso l'avversario e deve essere abile nel colpirlo evitando di essere a sua volta ferito o peggio, disarcionato, dall'assalto nemico.

<strong></strong>
© Paolo Siccardi/WALKABOUT-ph

La Lancia d'Oro

Ovviamente ogni partecipante riceve un punteggio a seconda dell'andamento del proprio percorso, la sua "carriera". Nel caso in cui la sua lancia si spezzi, a causa della violenza del colpo inferto al Buratto, il punteggio verrà raddoppiato. Il massimo dei punti auspicabile è 14, ma si dà il caso che fino ad oggi il record più alto ottenuto sia stato 10, raggiunto nel 1999 dal cavalier Carlo Farsetti.
Al termine della gara il quartiere che ha ottenuto il punteggio più alto vince la prestigiosa Lancia d'oro, una lancia intarsiata e decorata, che sarà portata in trionfo nel Duomo di Arezzo dal popolo in festa per il Te Deum di ringraziamento.
Nel 2016 è stato istituito il percorso espositivo "I colori della giostra" all'interno del Palazzo Comunale: la mostra custodisce gli abiti storici utilizzati per la rievocazione della Giostra del Saracino.

L'atmosfera di Piazza Grande

Il successo della Giostra del Saracino è dovuto, in parte, anche alla suggestiva cornice che fa da sfondo all'evento: Piazza Grande.
Circondata da antichi palazzi in stile medievale, con uno svariato numero di negozi e ristoranti situati sotto i portici, la piazza centrale di Arezzo è nota in tutto il mondo e conosciuta come "la Piazza inclinata" a causa della sua forma peculiare in pendenza.
In una celebre testimonianza, Camus scrisse che prima di morire avrebbe voluto rivedere la Piazza inclinata di Arezzo. Oltre ai rimandi letterari, la piazza oggi apparirà familiare a molti per essere stata una delle location del film di Roberto Benigni "La vita è bella": ricordate la celebre scena della bicicletta?
Non poteva dunque esistere uno sfondo migliore in cui ambientare la tradizione della Giostra del Saracino, che qui ha l'occasione di rivivere in tutta la sua scenicità.

<strong></strong>
© Paolo Siccardi/WALKABOUT-ph

Biglietti in vendita!

Le vendite dei biglietti apriranno venerdì 23 agosto: i prezzi variano a seconda della sezione scelta, si va da un massimo di 100 euro per la tribuna Lancia d'oro a un minimo di 10 euro per i posti in piedi. I bambini sotto i quattro anni entrano gratis.
Chi sarà il vincitore di quest'anno? L'esito dello scontro tra i cavalieri cristiani e il saraceno infedele si preannuncia come sempre incerto: tra possibili squalifiche, disorcionamenti, raddoppiamenti di punteggio e altre incognite. Il divertimento della Giostra del Saracino è assicurato proprio dalla prolungata suspence che è in grado di suscitare negli spettatori.

Si tratta di un'occasione unica per respirare a pieni polmoni lo spirito della tradizione toscana, che alterna il racconto della storia alle intramontabili credenze della superstizione popolare.
L'edizione notturna di giugno è stata sold-out: si sono calcolati oltre 3841 spettatori per un incasso totale di 117.270 euro.
La Giostra di domenica 1 settembre sarà dedicata a Leonardo Da Vinci, in memoria del 500 centenario dalla morte, e per l'occasione la lancia d'oro verrà realizzata dall'artista di fama internazionale Mimmo Paladino. Ora la città di Arezzo si prepara a replicare, l'ora della sfida si avvicina: la 139 esima edizione della Giostra del Saracino è alle porte.