Corrente del Golfo in diminuzione: le ripercussioni sul clima
Pubblicato il 18/04/2018

AmbienteMessico

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Gli stravolgimenti climatici sono all'ordine del giorno. Alcuni possono avere gravi conseguenze, come quelle previste da due studi a proposito della corrente del Golfo

Le correnti marine

Le correnti marine
© lesniewski/123RF

Quella del clima è sempre una questione attuale. I cambiamenti climatici e le risposte provenienti sia dai poteri forti che dal basso, sono temi su cui in questi anni non si smette di discutere. Ma la natura fa da sé e non sempre possiamo fare qualcosa.

E' il caso questo dei cambiamenti che sembra subire la corrente del Golfo. Questa è una componente chiave per tutta la circolazione oceanica globale e perderla comporterebbe conseguenze climatiche catastrofiche e non prevedibili, come un aumento delle tempeste atlantiche e degli uragani tropicali fino a degli inverni particolarmente rigidi per l'Europa e non solo.

Due studi pubblicati su Nature, attraverso approcci tra loro diversi, hanno raggiunto il medesimo risultato: il sistema di correnti oceaniche, detto anche Amoc, si sarebbe indebolito fel 15% negli ultimi 1600 anni. Se questo ritmo lo proiettiamo nel futuro, è molto probabile che si verifichi uno stravolgimento climatico.
Durante il percorso l'acqua rilascia calore all'atmosfera. Raffreddandosi progressivamente, aumenta la sua densità e dà origine a un circolo di correnti fredde a sud dell'Islanda. Da quando sono stati installati strumenti per le rilevazioni, nel 2004, gli scienziati sanno che Amoc sta rallentando, ma non avevano idea di tali dimensioni del fenomeno.

Quello che invece differisce tra i due studi sta nelle cause del fenomeno, riguardo a una responsabilità o meno del fattore antropico.

Secondo lo studio di Thornalley l'indebolimento di Amoc ha avuto inizio con la fine della Piccola Era Glaciale attorno al 1850; poi con l'avvento dell'era industriale, il riscaldamento globale indotto dalle attività antropiche ha aggravato la situazione ostacolando il raffreddamento dell'acqua andando verso nord, oltre allo scioglimento dei ghiacci artici con l'immissione di grandi quantità di acqua dolce meno densa, continuando a alimentare il fenomeno.

La conclusione di Caesar, invece, mette l'accento sulle responsabilità della attività umane e l'immissione in atmosfera di enormi quantità di gas serra dovuta all'utilizzo di combustibili fossili. Sarebbe stato il riscaldamento globale di origine antropica a determinare il rallentamento della corrente del Golfo.

Qualunque siano le cause e i fattori scatenanti del fenomeno, il riscaldamento globale sta sciogliendo i ghiacci facendo si che si produca una grandissima quantità di acqua dolce nell'Atlantico, dove la sovrapposizione a quella salata del Golfo del Messico non permette i raggiungimento di alte latitudini.
Un fenomeno sempre più preoccupante che potrebbe portare a eventi meteorologici gravi per tutti noi