Pubblicato il 29/10/2022

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La castagna, regina d'autunno: tre itinerari per gustare alcune delle varietà più pregiate

Protagonista indiscussa della stagione autunnale, la castagna è un prodotto caro a numerosi territori italiani: lungo tutta la penisola, infatti, ci sono aree la cui storia è profondamente legata a questo alimento, sia per tradizioni che per sostentamento economico. Ecco tre itinerari, in tre diverse regioni, in cui è possibile raccogliere e gustare alcune delle varietà più pregiate.

© shutterstock/Dora Zett

Erroneamente considerata un frutto, la castagna è il seme dell'albero che fiorisce in estate e matura i suoi frutti, i ricci, in autunno. Ricca di potassio, fosforo e magnesio è un'ottima fonte di energia, tant'è che per alcune comunità contadine ha costituito una fonte di sostentamento preziosa in periodi di magra e, non a caso, il suo albero è anche detto "del pane". L'Italia presenta una varietà di castagne ampia e ogni territorio vanta, con orgoglio, le peculiarità della propria produzione, la sua storia e le tradizioni culinarie ad essa legate. Ecco tre itinerari, per scoprire sagre, piatti e borghi diventati famosi per la "propria" castagna.

La Castagna della Val Maira, Piemonte

Se siete in provincia di Cuneo, vi trovate nella terra del Marrone, prodotto IGP, protagonista, ogni anno ad ottobre, della "Fiera Nazionale del Marrone", nel centro del capoluogo di provincia. Tanto celebrato per il suo sapore dolce e delicato che per la croccantezza della parte esterna, questo prodotto viene raccolto, tra i 200 e i 1000 metri di altitudine, nei boschi tra la Val Maira e la Val Varaita. Da qui parte un tratto dei Percorsi Occitani, un itinerario escursionistico segnalato, di 100 km, diviso in 13 tappe, che attraversa tutta la Valle, lungo sentieri antichi. Pensato come percorso paesaggistico, ma anche storico ed antropologico, è un viaggio attraverso le comunità montane che lo abitano e l"occasione per visitare piccoli gioielli artistici come il Santuario di San Costanzo al Monte, località di Villar San Costanzo, dove, oltre alle sculture di epoca longobarda e romanica, è possibile rinvenire un ciclo di affreschi risalenti al periodo tra l'XI ed il XII secolo, recentemente scoperti, a seguito degli ultimi lavori di restauro, nel 2019. Nella stessa località, troviamo la Parrocchiale di San Pietro in Vincoli, famosa per la cripta benedettina dell'XI secolo e per gli affreschi quattrocenteschi di Pietro da Saluzzo, e la Riserva Naturale speciale dei Ciciu del Villar, rarità geologica all'interno del paesaggio piemontese, famosa per i suoi "ciciu", formazioni rocciose a forma di fungo.

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La Castagna di Marradi, Toscana

Marradi, in provincia di Firenze, comune di 3000 abitanti nel Mugello, famoso per la sua castagna e per la torta che con questa viene prodotta, é al centro di percorsi molto interessanti. Attraversa questo piccolo centro l'Alta via dei Parchi, un itinerario monumentale che percorre ben otto parchi, di cui due Nazionali, cinque Regionali ed il Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello, e presenta scenari che vanno dai circhi glaciali alle praterie d'alta quota, dalle foreste alle rupi vulcaniche e alle falesie di gesso. Un percorso di una varietà paesaggistica magnifica, che acquista ancor più valore se si pensa che l'Alta via dei Parchi è collegata anche con l'Alta Via dei Monti Liguri a nord-ovest, con la Via Francigena ad ovest e con la Via Romea Peregrinorum dal lato dell'Appennino Romagnolo. L'itinerario è suddiviso in 27 tappe e in alcuni punti è possibile ammirare una delle viste panoramiche più ampie ed interessanti dell'Appennino. In questo periodo, Marradi è raggiungibile anche in treno a vapore grazie alla storica linea Faentina che collega Faenza a Firenze, attraversando l'Appennino Tosco-Romagnolo. Un'immersione nel foliage autunnale toscano, che termina in dolcezza, portando a scoprire i sapori di una delle sagre della castagna più importanti d'Italia, quest'anno alla sua 57esima edizione. 


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La Castagna di Vallerano, Lazio

La zona di produzione della Castagna di Vallerano, prodotto registrato a marchio DOP, è circoscritta al comune omonimo in provincia di Viterbo, a 60 km da Roma, nel Lazio. Questo borgo, di poco più di 2500 abitanti, sovrasta, dalle pendici del Monte Cimino, un territorio dal cuore antico; è qui, che, da sempre, le zone attualmente coltivate a castagno sono destinate a questo scopo e sono preesistenti a qualsiasi altra coltivazione locale. Non a caso, documenti ufficiali riportano che questo prodotto fosse al centro dell'economia valleranese già dal 1500, conservato attraverso la "cura a freddo", un processo svolto in vasche all'interno di grotte tufacee secolari, locali molto diffusi nel paese e che testimoniano, ancora oggi, il forte legame tra la coltivazione della castagna ed il territorio. In questi ambienti, è oggi possibile mangiare durante la "Festa della Castagna", arrivata alla sua 19esima edizione.


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