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Poveglia: l'isola del terrore al largo di Venezia
Pubblicato il 14/09/2019 , Modificato il 18/09/2019

CuriositàItalia

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Sembra un titolo da Piccoli brividi, eppure è tutto vero. Quest'isola al largo della Laguna Veneta è considerata uno dei luoghi più inaccessibili al mondo. Il territorio è abbandonato da anni, ormai versa in uno stato di completo degrado. Certo, nessuno vorrebbe vivere in un posto infestato dai fantasmi...

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© Andrea Izzotti/123RF

L'ultimo misterioso fatto di cronaca risale al luglio 2016, quando un gruppo di turisti americani è stato soccorso al largo dell'isola. I cinque ragazzi, provenienti dal Colorado, gridavano ed erano in evidente stato di shock, scossi da violenti brividi.
Nella confusione continuavano a ripetere ai Vigili del Fuoco di "aver visto i fantasmi".
Il singolare episodio ha destato un discreto clamore, rimbalzando su varie testate stampa, e ha fatto ritornare per breve tempo i riflettori puntati sulla desolata isola di Poveglia, in passato visitata anche da un gruppo di studiosi europei del paranormale.

I cinque ragazzi americani avevano raggiunto la costa a bordo di un taxi-acqueo e deciso di trascorrere l'intera notte sull'isola disabitata, proprio come nella più classica pellicola horror. Salvo poi ripensarci.
Sembra che nel cuore della notte una barca di passaggio abbia avvertito le loro urla terrorizzate e avvertito i soccorsi. Se si sia trattato di realtà o suggestione non è dato sapere, quel che è certo è che i poveretti gridavano davvero a squarciagola e senza dubbio dovevano aver trascorso attimi molto "creepy" - come dicono gli americani.
Poveglia, questo sottile lembo di terra nascosto tra la Serenessima e le lagune del Lido, versa in uno stato di completo abbandono, avvolta in un silenzio irreale continua ad essere l'unica custode dei suoi misteri.

La chiamano l'Isola Maledetta

L'oscura storia di Poveglia ha di certo contribuito ad alimentare la sua fama spettrale. Per secoli il territorio fu utilizzato dalla città di Venezia come Lazzaretto pubblico, a partire dalla prima epidemia di peste nera che si diffuse a metà del 1300. I malati venivano abbandonati a loro stessi sulla costa, dove già imputridivano i cadaveri di coloro che li avevano preceduti. Al centro dell'isola fu poi scavata una fossa comune in cui vennero sepolte più di 160.000 vittime; oggi si calcola che più del 50% del terreno di Poveglia sia occupato da resti umani, che ancora emergono nelle acque lungo la costa.

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Una lapide è stata posta al centro del luogo di sepoltura su cui troneggia a chiare lettere un'iscrizione in latino che invita a "Non scavare": perché lì sono sotterrati corpi contagiati da ogni genere di morbo, meglio - anche per noi vivi - lasciarli riposare in pace. Un avvertimento che suona quasi come una minaccia, lasciando intendere che i corpi sepolti là sotto potrebbero risvegliarsi da un momento all'altro.

Il manicomio

L'idea che l'isola sia abitata da oscure presenze è tuttavia alimentata dai resti inquietanti dell'antico ospedale psichiatrico che fu eretto a Poveglia nel 1922 e chiuso per sempre nel 1946, in seguito a fatti non chiariti.
Gli archivi veneziani non riportano traccia dell'esistenza della clinica, si parla piuttosto di una non meglio identificata "casa di riposo per anziani", ma a giudicare dalle strutture dell'edificio ormai in rovina la realtà era ben diversa.
È ancora leggibile l'inequivocabile scritta "Reparto Psichiatria" all'ingresso, e vagando tra la varie stanze si possono scoprire delle celle minuscole e senza finestre - che di non certo non erano confortevoli camere da letto. L'istituto - ormai inagibile - è periodicamente visitato da turisti temerari amanti del paranormale.
Sembra che dei rilevatori di campi elettromagnetici si siano attivati in vari punti dell'edificio, soprattutto nelle aree adiacenti all'antica torre campanaria dove si narra che il direttore dell'ospedale si sia suicidato perché perseguitato dalle voci dei morti.

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© Elisa Pasqualetto

Per il resto, l'ospedale psichiatrico di Poveglia è un ammasso pericolante, infestato da piante e topi, con scale inagibili e finestre rotte. I radi visitatori lo perlustrano muniti di casco antifortunistico e armati di torce, perché è sempre meglio di non essere troppo sprovveduti, neanche di fronte ai fantasmi.
Si narra che i pazienti del manicomio di Poveglia rivelassero di vedere i fantasmi delle persone morte di peste; ma le loro storie non vennero mai prese in considerazione, trattandosi di individui classificati per l'appunto come "malati di mente".
Erano in ogni caso destinati a seguire lo stesso infausto destino degli appestati, e morire - spesso di fame e di inedia - all'interno dell'isola.

Il destino di Poveglia

Poveglia risulta completamente disabitata da anni.
In seguito alla chiusura del manicomio, avvenuta nel 1946, nessuno ha più voluto mettere piede sull'isola. Sembra che le poche persone che in passato hanno provato ad abitare in quei territori siano poi fuggite, affermando che si respirava una strana atmosfera e che vi accadessero fatti strani. Una bambina, figlia di un proprietario privato del'isola, fu gravemente ferita al volto da un oggetto contundente non meglio identificato.
Dopo il tragico evento i proprietari si ritirarono e Poveglia fu abbandonata per anni nel più completo decadimento. L'isola è tornata agli albori delle cronache grazie ad alcuni sceneggiati americani andati in onda su Fox Channel che la definivano "Il luogo più infestato del mondo."

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Oggi l'Associazione Poveglia per Tutti si batte per il ripristino e la bonifica del territorio dell'isola, sostenendo che gli unici fantasmi che infestano Poveglia siano l'incuria e l'abbandono.