Pubblicato il 03/08/2019

#Società #India

L'isola assassina del Golfo del Bengala

Esiste un'isola impenetrabile, appartenente al territorio indiano, che non consente l'accesso ad alcun visitatore. I pochi temerari che hanno provato ad approdare sulle sue sponde sono morti facendo una fine orrenda, tanto che non è neppure stato possibile recuperarne i cadaveri. Nel 2018 l'esistenza dell'isola inespugnabile è assurta agli onori delle cronache in seguito all'omicidio di un giovane missionario americano...

© ostill/123RF

C'è angolo della terra che si è fermato al Paleolitico. Lo scorrere del tempo non ha minimamente intaccato questo luogo incontaminato, questo atollo tropicale così simile a un polmone verde di vegetazione immerso nel mare cristallino. Sarebbe la perfetta destinazione vacanze, amata da migliai di turisti pronti ad invadere le sue spiagge e ad abbronzarsi sulla riva sorseggiando un cocktail al cocco.
Peccato che North Sentinel sia inaccessibile.

© Sergei Uriadnikov/123RF

Raggiungere questa piccola isola situata nell'arcipelago delle Adamane, all'interno del Golfo del Bengala, è proibito dalle autorità governative indiane che ne impediscono l'approdo a tutti i visitatori e, non solo, stabiliscono persino il divieto perentorio ad ogni imbarcazione di circolare a meno di tre miglia dalla costa.

Il rigido regolamento stabilito dal governo indiano nasconde in realtà delle più che valide motivazioni: chiunque abbia provato a varcare il confine dell'isola non ne è tornato vivo. Pescatori, turisti curiosi, ricercatori, missionari sono stati ricacciati sotto raffiche di frecce; i più fortunati sono riusciti a fare dietro-front girando la propria imbarcazione e salvandosi la pelle.

Il clamore mediatico

Il caso che di recente ha suscitato più clamore è stato quello del giovane americano John Chau, che si era recato sull'isola con il fermo proposito di evangelizzare gli indigeni.
Chau, appena ventisettene, era stato avvertito della pericolosità dell'impresa da parte dei pescatori delle località circostanti. Tuttavia, gli stessi locali erano stati facilmente plagiabili e si erano offerti di accompagnarlo alla sua destinazione dietro il pagamento di una lauta somma.
Una volta giunti sul posto, i pescatori hanno abbandonato il povero Chau al proprio destino, affermando di non essere disposti a proseguire oltre. Il giovane missionario, animato da buoni propositi seppur visionari, decise di proseguire da solo a bordo di un kayak. Nulla è riuscito a distoglierlo dal suo intento, neppure la raffica di fendenti che l'ha investito non appena giunto in prossimità della riva.

L'assassinio di John Chau

I pescatori, unici testimoni, non hanno ben chiaro la dinamica dei fatti, sanno solo che all'alba del giorno dopo il cadavere di John Chau, con una corda al collo, veniva trascinato sulla spiaggia dagli indigeni e da allora non è più stato possibile recuperarlo. Nonostante le proteste di numerosi missionari americani, l'assassinio di John Chau è rimasto impunito. Il governo indiano si è rifiutato di avviare una causa, affermando che la vittima era stata avvertita della pericolosità dell'isola. I sentinelesi, questo il nome dei misteriosi abitanti di Nord Sentinel, non potevano quindi essere perseguibili di reato.

© James Wagstaff/123RF

È stato uno shock per il nostro mondo civilizzato scoprire dell'esistenza di una tribù ancora ferma all'Età della Pietra: di uomini totalmente ignari del potere coercitivo-spirituale di leggi e religioni. Tutto ciò che conta per i sentinelesi è proteggere i confini del proprio territorio, ed evitare qualsiasi genere di contaminazione con il mondo esterno.
Chiunque si avvicini a loro o alla costa dell'isola è considerato un nemico. Nel 2004 gli indigeni hanno colpito con lance e frecce persino gli elicotteri che volavano a bassa quota per valutare i danni riportati dallo Tsunami.

La tribù dei Sentinelesi

È un fatto antropologico curioso e, sotto certi aspetti, sconcertante l'esistenza di questa popolazione paleolitica, totalmente ignara delle evoluzioni del progresso e della tecnologia. Gli studiosi stimano che i sentinellesi vivano sull'isola da più di 60mila anni praticando esclusivamente attività di pura sussistenza come la caccia e il raccolto, e abitino in capanne comunitarie. Noi occidentali tendiamo a catalogarli come scimmie in uno zoo, convinti della nostra superiorità cognitiva, eppure dal loro punto di vista siamo noi le creature inferiori e pericolose, la vera minaccia da cui fuggire.

© Rafael Ben-Ari/ 123rf

Non vogliono essere vaccinati né cristianizzati: la loro chiusura ermetica, il loro isolamento totale, costituisce il fulcro della loro forza e, allo stesso tempo, della loro debolezza. Queste popolazioni infatti sono dotate di difese immunitarie bassissime, qualsiasi contatto con il mondo esterno rischierebbe di scatenare un'epidemia capace di sterminarle. Eppure sono capaci di sopravvivere ad autentiche catastrofi naturali letali per la maggior parte dell'umanità, come lo Tsunami. Gli antropologi sostengono che sia stati in grado di trovare riparo e mettersi in salvo grazie alle loro conoscenze ancestrali, legate alla terra, che gli hanno permesso di percepire il cambiamento dei flussi marini.

I sentinelesi sono, insomma, la popolazione più pericolosa e aggressiva della terra e, allo stesso tempo, la più innocente. Vivono esclusi da tutto, in un'isola dalla vegetazione lussuriosa e incontaminata, circondati da un mare splendido dotato di un'immensa barriera corallina. La loro casa è come un Eden terrestre preservato dal peccato originale.
Non conoscono ambizione, né egoismo, né ricatto. Nell'esistenza di questi popoli è possibile rintracciare ancora l'immagine più primitiva dell'essere umano.

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You've probably heard by now of the American man who was recently murdered by the natives of the North Sentinel Island. But did you also know that the Sentinel island has some of best surf breaks in the entire region? Looking closely at the Google satellite images, there appears to be at least 10 really good surf spots on the south side of the island, with the best waves being located at the very southern tip inside a reef pass. _ I have always been fascinated by this island, mainly because I will never be able to surf these magnificent waves. And as you all know, we always want things we can't have. And unless I get in the water with a full suit of plate armor and shield for dodging arrows, I will never be able to surf there.

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Per questi motivi l'India ha deciso di proteggerli, varando dei regolamenti che tutelano l'isola come patrimonio culturale nazionale e vietano ogni tentativo di avvicinamento. L'esistenza dei sentinelesi fu scoperta nel 1967 e da allora queste popolazioni sono state fotografate solo da lontano. Qualsiasi tentativo di avvicinarle o rabbonirle è miseramente fallito. Negli anni '70 degli antropologi lasciarono un maiale vivo e alcune bambole sulla spiaggia, tornando tempo dopo ritrovarono il maiale infilzato e sepolto sotto la sabbia e le bambole a loro volta sotterrate e decapitate.

L'isola di North Sentinel è considerata il luogo più inaccessibile della terra, e non a causa della presenza di specie animali velenose o di elementi radioattivi; il vero pericolo è costituito dalla più antica dinamica universale "homo homini lupus" l'uomo per l'uomo è un lupo, l'unico vero acerrimo nemico, lo straniero ineliminabile.
I sentinelesi costituiscono un'insolita attrazione esotica; il punto è che non si tratta di scimmie in gabbia, né tantomeno di insoliti animali impagliati.
Fotografarli, anche solo da lontano, potrebbe esporvi a un serio pericolo di vita.
Come si dice in questi casi "turista avvisato"...

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