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Alla scoperta della Pasqua cipriota e dei suoi profumi di primavera
Pubblicato il 22/03/2019

CulturaCipro

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Tra le meraviglie storiche, naturalistiche e culturali che l'isola di Cipro regala c'è sicuramente la Pasqua ortodossa, una celebrazione particolarmente sentita e condivisa che merita di essere scoperta...

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© Kirill Makarov/123RF

C'è un'isola nel sud del Mediterraneo che racconta storie di miti, leggende ed eroi. È la terra di Afrodite, dea dell'amore, che la protegge e ne ha cura. È terra isolana che l'UNESCO, in parte, ha dichiarato Patrimonio dell'Umanità. È terra di tradizioni secolari, di una gestronomia che invoglia anche i meno curiosi. Si tratta di Cipro, isola a cavallo tra Occidente ed Oriente, vicina alla penisola anatolica e successiva solo a Sardegna e Sicilia per estensione mediterranea. Una porzione territoriale particolarmente ricca, dotata di una prosperità culturale nata dalle differenze. Statistiche e studi raccontano che Cipro sia infatti abitata per il 78% da greco-ciprioti e per il 18% da turco-ciprioti, due comunità che mantengono identità religiose e culturali ben distinte e che contribuiscono ad alimentare l'immenso patrimonio culturale, paesaggistico, culinario di questa meravigliosa terra.
Un incontro di culture, quello tra la bandiera turca e la Repubblica di Cipro, che non solo segna un confine istituzionale ma soprattutto rende l'isola piena di sfumature interessanti. E Cipro, con il suo passato e il suo presente, si mostra ai viaggiatori in tutto il suo splendore soprattutto quando - con l'arrivo della primavera - la Pasqua ortodossa bussa alle porte e si avvicina in un turbinio di rituali. È questo un momento nel quale l'isola splende più del solito, indossando un fascino mediterraneo e al contempo sacro.

I preparativi: dalla Quaresima alla Settimana Santa

Sebbene sia una festa celebrata esclusivamente dai greco-ciprioti e non dalla popolazione islamica, la Pasqua è certamente una delle tradizioni religiose più sentite e piu partecipate in tutta l'isola - nonché la più importante celebrazione religiosa per la chiesa greco cristiano ortodossa. Non si pensi infatti che le date coincidano con la Pasqua cattolica: quella ortodossa è una festività che segue rigorosamente un calendario giuliano modificato. Capita spesso che, quindi, la Pasqua ortodossa non combaci con quella cattolica: un dettaglio da ricordare qualora ci fossero lettori interessati ed intenzionati a programmare un viaggio per assaporare la Pasqua cipriota!

Solitamente, con il finire delle maschere e dei colori del carnevale, il profumo della Pasqua si insinua nelle città cipriote e si da avvio alla Quaresima. Un digiuno lungo quaranta giorni, un'astensione totale da carne, prodotti lattiero-caseari che è rigidamente seguito soprattutto nei piccoli paesi, in quei luoghi lontani dalla contamporaneità e profondamente immersi in una religiosità quasi ancestrale. Ma anche le più grandi città non deludono: ristoranti, panetterie e bar si attrezzano e propongono menù solidali con i fedeli, dei veri e propri piatti a misura di Quaresima.

Man mano che i giorni passano e la Domenica di Pasqua si avvicina, un sentimento di gioia, di allegria e di subbuglio si espande per le vie dell'isola: aria di festa e di fibrillazione si percepisce soprattutto nelle chiese - dove i preparativi sono accurati e ben ragionati. Ma con l'arrivo della Settimana Santa si preparano anche le cucine, dalle quali evadono odori tipici: dolci da forno e pasticcini inebriano l'aria regalando profumi familiari per i ciprioti e deliziosi per i turisti. Questi ultimi poi, sovente rimangono affascinati da una peculiarità che caratterizza l'isola in questo periodo: inizio della primavera e religiosità si fondono in un partecipato sentimento del nuovo. Per i ciprioti ortodossi la Pasqua segna l'avvento di novità, di freschezza e di rigenerazione: ecco il motivo per il quale i negozi si riempiono di cittadini locali intenti a comprare abiti e oggetti nuovi. Per i fedeli qualcosa di positivo, qualcosa di nuovo sembra essere ormai vicino.

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© Johanna Cuomo/123RF

Quando la festa esplode: i tre giorni Santi

Un giorno speciale è il Venerdì Santo, momento nel quale le giovani donne raccolgono i fiori tipici dell'isola e li donano alle chiese affinché, durante la celebrazione domenicale, la Epitaphios - icona che raffigura Cristo supino dopo la crocifissione - sia decorata e colorata. Di grande fascino sono le celebrazioni che ricorrono il sabato: due servizi nella chiesa si susseguono ad orari distinti e, per richiamare Il Servizio della Resurrezione, le campane delle chiese risuonano festose e vivaci. Al segnale i fedeli abbandonano le case e si recano nelle chieste accompagnati da grandi Lambade, ovverosia candele spente.

Queste ultime saranno accese solo successivamente, durante la cerimonia delle 23:00, per mezzo di una fiamma comune passata di fedele in fedele.
L'attesa e l'emozione culminano nella celebre Holy Light, quello che per gli ortodossi si manifesta come un vero e proprio miracolo presso la Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, Grande Sabato o Sabato Santo, alla vigilia della Pasqua ortodossa. Canti e rituali sacri lasciano poi il posto ai festeggiamenti tra amici e familiari sotto ad una pioggia colorata di fuochi d'artificio. Non solo, ad attendere fedeli e cuoriosi davanti le chiese è anche un pasto tradizionale cipriota, un impasto di zuppa di yogurt e grano - in alternativa - una zuppa cremosa con limone e carne piccante.

Ma i festeggiamenti esplodono la Domenica Santa, quando le tavolate si riempiono di cibi e la condivisione, la convivialità divengono parole d'ordine! Sui braceri pieni di carbone si rosolano i souvla, grandi pezzi di agnello, maiale o pollo, e altre tipiche cibarie colorano l'atmosfera rendendola più gustosa. Le celebrazione e i barbecue continuano fino al Martedì, in una fusione familiare e accogliente di allegria e sacralità: cibo, piazze, giochi e musica tradizionale non sono che il bellissimo sfondo di una celebrazione che coinvolge tutta la popolazione ortodossa.

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© mpalis/123RF

Meraviglie culinarie

Uno dei protagonisti indiscussi della Pasqua ortodossa cipriota è certamente il cibo, delizia per il palato e frutto di tradizioni secolari. La Settimana Santa con i suoi odori agrumati e primaverili rappresenta per le cucine, per i cuochi e per le cuoche, un momento delicato di preparazione e trepidio. Il Giovedi Santo apre ufficialmente le danze e da il via alla preparazione di pietanze tradizionali. Tra i piatti più noti ai quali vi consigliamo di non rinunciare c'è sicuralente il flaounes, un dolce tipico fatto con formaggio, uova e menta. Anche i koulouria, una pietanza speziata cucinato con latte e zucchero, merita tutta la vostra attenzione. Per non parlare poi della pasta di formaggio avvolta nel sesamo: i favolosi tyropittes che riempiono forni e cucine casalinghe. E, in ultimo, le familiari uova dipinte che diventeranno comodi e liberatori giochi da lanciare nella notte tra il Sabato e la Domenica Santa.

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© 2016 Ppalis Michalakis/123RF