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Kochi, città europea d'India
Pubblicato il 15/01/2020

CuriositàIndia

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Cambiare itinerario e visitare un'altra India... partite per Kochi, non vi deluderà.

Sulla punta ovest dell'India, affacciata sulle acque di due mari, quello delle Laccadive e d'Arabia, c'è Kochi, nel Kerala.
Tra le città indiane è forse quella dove la presenza colonizzatrice si è fatta più sentire.
Il suo passato si srotola come una lunghissima pergamena fino al 1500, quando ad attraccare lungo le sue coste furono i portoghesi, primi di una folta schiera di europei alla ricerca di ricchezze in questi luoghi sperduti e dimenticati.

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Arrivarono quindi i portoghesi nel 1503 e Kochi divenne, in poco tempo, la capitale dell'India portoghese.
Venne poi il turno degli olandesi e dell'egemonia di Mysore e dei britannici, fino a quando anche Kochi, come le altre città del Paese, aderì nel 1947 alla Federazione Indiana.
Secoli turbolenti di dominazioni hanno lasciato oggi a Kochi ricordi fisici delle varie città che fu: chiese, piazze, palazzi e sinagoghe, ogni angolo parla una lingua diversa.

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© saiko3p/123RF

La parte di Fort Cochin è la più visitata dai turisti ed è quella in cui è possibile rintracciare con maggiore facilità le tracce residue degli europei: St. Francis Church, per esempio, è la chiesa occidentale più antica di tutta l'India, opera dei frati francescani portoghesi giunti in terra indiana per accompagnare la spedizione esotica di Pedro Alvarez Cabral.
Originariamente in legno, poi ricostruita in pietra, sotto gli inglesi, nel 1795, divenne luogo testimone della fede anglicana.

Per gli appassionati di esplorazioni con il mito di avventurieri del calibro di Vasco da Gama, nella chiesa di san Francesco si trova un memoriale dedicato proprio al navigatore che qui a Kochi morì nel 1524.
Ci sono poi il cimitero olandese, la cattedrale di Santa Cruz e la sinagoga Pardesi con il suo pavimento maiolicato del 1700, sinagoga simbolo di una comunità ebraica forte che preserva la memoria in un paese come l'India dove l'ebraismo è religione di pochi.

A Mattancherry, altra zona nota di Kochi, ha sede il Palazzo Olandese, in realtà costruito dai portoghesi che ne fecero dono al raja Veera Kerala Varma nel 1555, ristrutturato poco più di un secolo dopo dai nuovi arrivati olandesi.
Del Palazzo Mattancherry sono imperdibili i dipinti murali hindu che riproducono dettagliatamente scene tratte dal Ramayana e dalle leggende puraniche.
Spostandosi verso il quartiere più moderno della città, Ernakulam, tra un pullulare di ristorantini e locali dove bere dopo cena c'è il Parishath Thampuram Museum che espone dipinti del 1800, quadri e sculture Moghul.

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©Dmitry Rukhlenko/123RF

Non si può lasciare Kochi senza rivolgere qualche ora al mare che tanto l'ha resa celebre agli europei e che l'ha fatta essere, a lungo, il più importante centro per il commercio delle spezie.
In questo mare che al tramonto riflette il cielo dorato e si dissemina di pagliuzze scintillanti, sono adagiate delle reti da pesca a forma di ragnatele alte più di dieci metri, introdotte nel 1300 dai mercanti mongoli della corte di Kublai Khan.