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Iran: un incremento del turismo è possibile?
Pubblicato il 26/11/2013

PoliticaIran

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Risale allo scorso 24 novembre, l'accordo stipulato a Ginevra tra l'Iran, i cinque membri del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e la Germania. A seguito di diversi giorni di negoziati, Teheran si impegna a limitare il suo programma nucleare contro l'alleggerimento delle sanzioni internazionali nei suoi confronti. L'accordo fa eco a precedenti annunci del governo di Hassan Rouhani che sembravano indicare una maggior apertura del paese agli stranieri, suggerendo la carta del turismo.

© ZoonarKonstantin Ka / age fotostock

L'alleggerimento delle sanzioni internazionali in Iran potrebbe giovare allo sviluppo del turismo.

Risale allo scorso 24 novembre, l'accordo stipulato a Ginevra tra l'Iran, i cinque membri del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e la Germania. A seguito di diversi giorni di negoziati, Teheran si impegna a limitare il suo programma nucleare contro l'alleggerimento delle sanzioni internazionali nei suoi confronti. L'accordo fa eco a precedenti annunci del governo di Hassan Rouhani che sembravano indicare una maggior apertura del paese agli stranieri, suggerendo la carta del turismo.

La potenzialità turistica dell'antica Persia, ricca di un patrimonio storico-culturale e di maestosi paesaggi naturali, è stata a lungo limitata dall'embargo occidentale e da severe condizioni di accesso. In ottobre scorso, tuttavia, un articolo del Guardian riportava il progetto di introdurre nuove procedure di visto, tese a semplicare le formalità per i viaggiatori stranieri.

In progetto, tre categorie di visti

I nuovi visti sarebbero rilasciati rispettando una ripartizione in tre categorie, ha precisato al quotidano inglese Mohammad-Ali Najafi, direttore del Cultural Heritage, Tourism and Handicrafts Organization (CHTHO). Un primo gruppo sarebbe formato da turisti in provenienza di paesi ai quali non sarà richiesto nessun visto mentre la seconda categoria includerebbe i visitatori che non necessitano visto a condizione di fare parte di un gruppo inquadrato da un tour operator. Per la terza e ultima categoria, invece, la normale procedura di visto sarà semplificata, permettendo ai viaggiatori di sbrigare le diverse formalità all'arrivo sul posto. "Gli stati occidentali saranno molto probabilmente inseriti nel secondo o terzo gruppo", precisa Najafi.

Secondo il CHTHO, l'Iran avrebbe accolto nel 2012 quattro milioni di turisti, principalmente pellegrini pachistanesi e iracheni diretti versi siti religiosi come la moschea di Imam Reza a Mashhad. Ma con sedici siti ufficialmente iscritti al Patrimonio dell'UNESCO, tra cui l'antica città di Persepolis, la potenzialità turistica dell'Iran rimane de sfruttare. "Non disponiamo di cifre esatte ma abbiamo stimato che l'industria del turismo dell'anno scorso abbia portato 2 miliardi di dollari alle casse dello Stato" - aggiunge Najafi, prima di concludere - "Adesso, lo scopo è di arrivare a 10 miliardi".