Pubblicato il 01/07/2017

#Ambiente #Norvegia

Norvegia: ritrovata balena morta, ad ucciderla i sacchetti di plastica

Balena trovata morta in Norvegia; l'autopsia svela che a provocare il decesso è stata la plastica.

Altro che cibo spazzatura

Quando in Norvegia è stata ritrovata la carcassa di una balena, laddove i cetacei normalmente non bazzicano, gli scienziati hanno pensato fosse un'occasione per esporre uno scheletro inusuale al museo. L'autopsia rivela però che ad ucciderla è stata la plastica: diversi sono i sacchetti di plastica che la balena ha ingerito, ritrovati all'interno del suo stomaco ancora praticamente intatti; il cetaceo è morto soffocato per colpa dell'inquinamento delle acque, e la storia non è passata inosservata. - © chrisgloster/123RF

Certo, non si tratta del primo caso in cui animali marini vengono ritrovati esanimi e spiaggiati sulle coste europee, vittime di soffocamento o di avvelenamento, ma il ritrovamento ha impressionato gli scienziati a tal punto da decidere di creare, a questo proposito, un video documentario atto a denunciare l'eccessivo inquinamento delle acque di oceani e mari e le tragiche conseguenze che le pratiche umane possono avere sulla natura. Nasce così The Plastic Whale (letteralmente: la balena di plastica), un documentario prodotto da Sky News che mostra fino a dove si spinge la pugnalata inflitta dall'uomo sul nostro pianeta.

I giganti del mare, ma non solo: l'inquinamento dei mari colpisce ogni anno diverse specie animali, dagli squali ai gabbiani, dalle tartarughe alle orche, il più delle volte le immagini trasmesse sono talmente agghiaccianti da farci rabbrividire; ciònonostante, i mari continuano ad essere sempre più inquinati e sempre più specie marine stanno affrontando la conseguenza più estrema dell'inquinamento delle acque: l'estinzione.

Anche Green Peace si è fatta sentire a riguardo, con una manifestazione estremamente emblematica: l'organizzazione ha infatti lasciato galleggiare bottiglie di plastica grandi quanto barche lungo la costa di Camogli, nei pressi di Genova. L'occasione? Il negoziato tra Parlamento, Consiglio e Commissione Europei a Bruxelles in materia di rifiuti; l'intenzione dell'unione è infatti quella di discutere un'eventuale revisione delle direttive comunitarie sul tema. Con il suo gesto fortemente simbolico, Green Peace lancia un appello: la graduale eliminazione della plastica usa e getta, compresi imballaggi. "Riciclare purtroppo non basta: il problema va eliminato alla fonte, intervenendo sulla produzione" afferma Serena Maso, portavoce della campagna mare di Greenpeace Italia.