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L'incubo degli animali: il selfie turistico
Pubblicato il 16/10/2017

AmbienteBrasile

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Viviamo in una società specchio, in cui la foto non serve solo a ricordare e catturare momenti, ma serve soprattutto a riflettere il proprio io in un determinato contesto. Che sia sbagliato o no, è questo quello che facciamo ogni giorno, senza renderci conto che affermando noi stessi, distruggiamo quello che ci circonda. Ed ecco che oggi, la corsa al like su Instagram e altri social, è arrivata a minacciare le specie animali: lo dice l'ONG World Animal Protection.

Il like sopra ogni cosa

Il like sopra ogni cosa
© visionsi/123RF

Una bella foto senza dubbio. Capace di strappare un sorriso, una faccia sbalordita e ovviamente un like.
Immaginate di guardare questa foto, sapendo quello che accade dietro le quinte.

I numeri delle Agenzie del selfie

Questa pratica è molto attiva in Amazzonia; a Manaus, in Brasile, sono 18 le agenzie turistiche menzionate nel rapporto della ONG che offrono la possibilità di "toccare gli animali e fare foto con loro" nel 94% delle escursioni proposte. Il metodo scoperto per la cattura dei poveri animali è spesso lo stoccaggio in casse e frigoriferi rotti.
Nonostante alcune di queste specie siano anche minacciate dall'estinzione e protette dalla legge, i governi locali non sembrano fare nulla per impedire questo scempio. La ONG ha chiesto anche ad Instagram di prendere delle misure per evitare la diffusione di queste immagini, e sembra che il social sia intenzionato a collaborare.

Il selfie non è per tutti

Il selfie non è per tutti
© Hungary 2310 Szigetszentmiklos Mikszath K. utca 11/1

L'ironia di questa moda è che il turista che fotografa se stesso vicino ad un animale, è in genere una persona amante degli animali.

Un selfie con un bradipo nella Foresta Amazzonica e il gioco è fatto: like a più non posso. Più l'animale è esotico, più la foto ha del potenziale sui social.
L'Asia è stata numerose volte criticata per la politica delle foto: tigri, scimmie ed elefanti sotto l'effetto di sostanze stupefacenti per permettere ai turisti incoscienti di farsi fotografare con il sorriso stampato sulla faccia, mentre l'animale tramortito perdeva nel frattempo la sua libertà.
Questa volta tocca all'America del Sud: l'Organizzazione World Animal Protection, lancia l'allarme su questa tendenza sempre più radicata fra i turisti: farsi fotografare ( o facendolo da soli) con degli animali selvaggi. C'è stato un aumento del 292% del numero di selfie con animali pubblicati su Instagram negli ultimi tre anni e , questi numeri, oggi minacciano alcune specie della foresta amazzonica.

Turisti davvero inconsapevoli? Eppure se ne parla

Turisti davvero inconsapevoli? Eppure se ne parla
© viewapart/123RF

Secondo l'ONG, gli animali sono catturati spesso illegalmente e maltrattati dagli operatori turistici che vogliono seguire la tendenza del momento. Vengono attirati dal cibo, spesso con un'alimentazione diversa per scatenare la loro curiosità ma che a lungo andare, puó rivelarsi letale per il loro organismo. Steve Mclvor, il direttore dell'associazione ha affermato "Un unico selfie puó significare una vita intera di miseria per un animale selvaggio".

Selfie tiger #selfietiger #chiangmai

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Più dl 40% delle foto prese sotto inchiesta, mostrano comportamenti inappropriati nei confronti degli animali. Secondo l'Organizzazione, la gente ovviamente ignora quello che succede prima dello scatto di un selfie: " Al riparo dagli sguardi, questi animali sono malmenati e sottomessi, separati dalle madri e mantenuti in cattività, per poi sfoggiarli (drogati) ai turisti". Durante la loro inchiesta, i militanti ecologisti hanno constatato che, i bradipi ad esempio, non resistono più di sei mesi in cattività, gli uccelli riportano ferite e le anaconde risultano disidratate. "Molto spesso, la crudeltà riservata agli animali è nascosta ai turisti".