Pubblicato il 20/06/2019

#Cultura #Regno Unito

Glastonbury Festival, la magia della musica europea dagli anni '70 ad oggi

In una zona affascinante e leggendaria dell'Inghilterra meridionale, precisamente nella conte di Somerset -terra selvaggia di miti e leggende secolari - si celebra uno dei più famosi e storici festival al mondo: il Glastonbury Festival, l'evento che racconta la storia musica europa dagli anni '70 ad oggi!

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Prendete la misticità di una distesa verdeggiante inglese abitata da miti e leggende, plasmata dai racconti nati intorno alla sua abbazia e al monte Tor e mescolatela con il meglio della storia musicale dagli anni '70 ad oggi suonata davanti a più di 100.000 persone accomunate da libertà, colori e condivisione: benvenuti a Glastonbury, un luogo in cui storia e misticità hanno dato vita ad uno dei Festival più importanti al mondo! Si racconta che qui a Glastonbury, piccola cittadina inglese del Somerset, Giuseppe di Arimatea abbia portato nel 37 a. C. il sacro Graal. Ma la storia più recente e certamente meno oscura ha reso famosi i dintorni di questo paese anche per l'omonimo Festival che ormai conta ogni anno almeno 135.000 spettatori riuniti a Pilton, nella mitologica Valle di Avalon alla fine di giugno. Quest'anno il Glastonbury 2019 si terrà dal 26 al 30 giugno e i biglietti messi in vendita in autunno sono terminati nel giro di una mezz'ora: un record che ha già reso speciale l'imminente edizione, confermando l'importanza di queste giornate all'insegna di musica e arti performative.

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Ma per poter capire la meraviglia e l'unicità del Glastonbury Festival of Contemporary performing arts è indispensabile fare un passo indietro nel tempo e scoprirne le radici. Bisogna tornare agli albori degli anni Settanta, precisamente al settembre 1970, quando - il giorno dopo la morte di Jimi Hendrix - nelle vallate del Somersat improvvisamente risuonó il Pilton Pop, Blues & Folk Festival. Ad idearlo fu Micheal Eavis, il quale stabilì come quota di ingresso una sterlina e decise di donare gratuitamente a tutti i partecipanti il latte di un'azienda agricola locale. Ad inaugurare il festival furono innumerevoli artisti tra cui gli Stackridge e i T.Rex.

Furono presenti 1.500 persone, amanti del rock e dell'atmosfera hippie che diedero inizio ad un evento musicale di importanza mondiale. L'anno seguente il festival si ampliò a tal punto da attirare l'attenzione nazionale, svolgendosi a giugno in occasione del soltizio d'estate e cambiando nome in Glastonbury Fayre. Sebbene fosse gratuito, ad esibirsi furono artisti noti a livello mondiale come i Traffic, David Bowie e Fairport Convention: un evento di immensa portata e di inestimabile valore che fu gestito da Andrew Kerr e Arabella Churchill. Fu in questa occasione che si inaugurò il famoso e ormai simbolico Pyramid Stage, l'iconico palcoscenico a forma di piramide ideato da Bill Harkin. Un'edizione, quella del 1972, immortalata dalla macchina da presa di Nicolas Roeg e David Puttnam e divulgata successivamente in pellicola.

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#regram @emily_eavis

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A partire dagli anni Ottanta l'evento divenne annuale e si creò un'intera area dedicata ai bambini: nacque così la fondazione benefica Children's World e innumerevoli furono le donazioni fatte con il ricavato negli anni successivi a Oxfam, Greenpeace e a WaterAid. Associazioni che non mancano ancora oggi di partecipare al festival donando aiuti e volontari. Nel frattempo la manifestazione continuò a crescere e a dismisura, rendendo impossibile l'utilizzo della originaria Worthy Farm: con l'acquisto della Cockmill Farm il festival raggiunse i suoi primi 4km quadrati.

Gli anni Novanta furono altrettanto brillanti, vivaci e soprattutto ricchi novità. In questo periodo il Glastonbury passò dai 100 mila spettatori ai 250 mila, attirando l'attenzione dei media nazionali e internazionali. Non a caso, infatti, nel 1994 il festival fu per la prima volta trasmesso in televisione su Channel 4 e nel 1997 divennero sponsor ufficiali del festival anche la BBC e il The Guardian. In linea con i nuovi interessi musicali del pubblico, una nuova tenda con un nuovo palco furono interamente dedicati alla musica dance: qui si esibirono negli anni gli Orbital, i Massive Attack, Carl Cox e molti altri. L'inaugurazione di nuovi palchi e l'ampliamento dell'area proseguirono anche negli anni Duemila, quando fu dato l'avvio al Glade Stage e al Left Field.

In circa 30 anni la Valle di Avalon è divenuta simbolo europeo di musica, arte, libertà e condivisione. Una zona incantevole che negli anni ha ospitato la maestria e l'irriverenza di musicisti dal calibro dei New Order, dei The Smiths, di Joan Baez, dei The Cure, dei Pogues, di Bob Dylan, dei Blur. Più recentemente ad aver dominato e illuminato gli ormai simbolici palchi sono stati i Coldplay, Manu Chao, i The National, i Radiohead, i Foo Fighters, i Toots and the Maytals, i Muse e moltissimi altri. Un ospite d'eccezione e atteso da tempo varcò le soglie del Glastonbury nel 2015: si tratta del Dalai Lama, il capo spirituale tibetano che in un emozionante discorso davanti alla folla ha ribadito quanto il Glasto sia "per le persone, non dei governi e dei politici, ed è così che dovrebbe essere".

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Un luogo in cui la musica europea si è evoluta insieme con la folla, con le persone. D'altronde raccontare il Glastonbury significa ripercorrore la storia del festival più antico d'Europa che fa tutt'ora della musica rock e elettronica la sua musa. Tra le tende, gli stand, le esposizioni, le performance, ancora oggi il Glasto mantiene la sua unica, peculiare spontaneità e onestà artistica. Le note e i colori pervadono la vallata regalando la percezione di un mondo parallelo, pacifico e sereno.

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"Good vibes" - per dirla in parole anglosassoni - che sembrano anticipare anche l'imminente edizione 2019. Tra pochi giorni la verdeggiante vallata sarà calpestata da una folla felice, gioiosa e danzante sotto le note di artisti di fama internazionale quali Ms. Lauryn Hill, i The Killers, Liam Gallagher, i The Cure, Miley Cyrus, i Tame Impala, i The Lumineers, i The Wombats, i The Chemical Brothers e moltissimi altri. Ad accompagnare performance ed eventi in un'ottica ecosostenibile sarà come di consueto Greenpeace, quest'anno in collaborazione con l'artista di Nottingham Wolfgang Buttress per dare vita ad un'esperienza scultorea multisensoriale e immersiva chiamata BEAM.

Non ci resta che augurarvi questa esperienza magica e unica, magari il prossimo anno. Ricordate però di mettere la sveglia in autunno per prenotare i biglietti non appena sarranno disponibili: potrebbero finire in meno di un'ora!

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This year's resale of cancelled/returned tickets will take place on Thur 16th April (coach + ticket) and Sun 19th April (standard tickets). Full info at www.glastonburyfestivals.co.uk

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