• Connettiti
Da Rocca a Castello: la fortezza di Roccascalegna
Pubblicato il 09/01/2018

CulturaItalia

Twitter Facebook

Alla scoperta dell'ennesima Bandiera Arancione italiana: Roccascalegna, dove si cela la leggenda dello Ius primæ noctis.

Castello di Roccascalegna

Castello di Roccascalegna
© edella/123RF

Amanti dei Castelli con storie leggendarie? Non potete non conoscere la fortezza di Roccascalegna!

Roccascalegna, la cui origine del nome viene fatta risalire alla scala a pioli in legno che dal paese conduceva direttamente alla torre del castello, è un centro montano dell'Appennino Abruzzese.
Questo piccolo centro abruzzese di 1.200 anime è stato, con ogni probabilità, fondato dai Longobardi, che a partire dal 600 d.C., occuparono stabilmente l'attuale Molise e l'Abruzzo meridionale. Qui vi eressero una torre d'avvistamento dove ora si innalza imponente il castello.

Del Castello non v'è traccia nelle fonti fino al 1525; dopo questa data, in alcuni atti notarili, si rileva una descrizione della struttura restaurata della fortezza. Dal 1700 il Castello di Roccascalegna ha conosciuto tre secoli di abbandono, nei quali lo stesso è stato preda delle intemperie e dei saccheggi della popolazione locale, sino alla donazione al Comune di Roccascalegna, avvenuta nel 1985, da parte dell'ultima famiglia feudataria, quella dei Croce Nanni.

La fortezza sulla roccia

La fortezza sulla roccia
© edella/123RF

Dopo l'acquisizione del castello da parte del Comune sono iniziati i lavori di restauro che, nel 1996 hanno riportato il Castello di Roccascalegna al suo antico splendore.

Come ogni castello che si rispetti, anche Roccascalegna ha una sua leggenda.
Il protagonista di questa leggenda è il Barone Corvo de Corvis che, nel 1646, pare abbia reintrodotto l'editto dello "Ius Primae Noctis", secondo il quale il "signore del feudo" in occasione del matrimonio di un proprio servo della gleba, pretendeva di trascorrere la prima notte di nozze con la sposa novella. A qualcuno peró non è andata giù la questione ( un chiaro caso di temperamento abruzzese) e, non si sa bene se fu la sposa novella, o se il marito travestito a sua volta da sposa, ad accoltellare il Barone nel talamo nuziale. L'impronta della mano insanguinata del Barone rimase impressa su di una roccia della torre fino al crollo della stessa nel 1940. Benché si provasse a lavare il sangue dalla roccia, esso continuava a riaffiorare e ci sono tutt'oggi persone anziane che sostengono di aver visto la "mano di sangue" anche dopo il crollo.

Una location magica

Una location magica
© mdlart/123RF

Visitare il Castello di Roccascalegna è una vera scoperta; la rocca in sé costituisce un elemento di inarrivabile preziosità, qui i fusti di ulivo si accompagnano a cespugli di ginepro dai legni asciutti e profumati. Alti dirupi cingono la rocca degradando fino al Rio Secco, un torrente sassoso che determina ad ovest il punto più basso della vallata. Un panorama italiano unico nel suo genere.

Per tutte le informazioni pratiche rimandiamo al sito ufficiale del Castello www.castelloroccascalegna.com