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L'arte dei Musei Interiori: un nuovo modo di osservare
Pubblicato il 16/05/2019

CulturaCroazia

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Nella settimana dedicata alla Giornata Internazionale dei Musei, non possiamo trascurare una nuova tendenza artistica che si sta diffondendo in tutto il mondo: l'arte dei musei interiori. Si tratta di musei consacrati al culto dell'individuo e non a quello della storia: al loro interno vengono esposti oggetti che documentano l'esistenza delle singole persone, autentici reperti di vita. Il più celebre è il Museo delle Relazioni Interrotte a Zagabria, in Croazia...

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© kantver/ 123RF

«Il futuro del museo è dentro le nostre case» ha affermato con una straordinaria chiaroveggenza lo scrittore turco Orhan Pamuk. Con la creazione del suo Museo dell'Innocenza l'autore aveva inaugurato un nuovo modo di concepire l'arte: come la custodia di tutto ciò che è umano, la consacrazione dell'effimero all'immortalità.
Non solo il Louvre o l'Ermitage, dunque, negli ultimi anni si sta sviluppando una certa tendenza ad aprire al pubblico delle esposizioni private che però assurgono a un significato universale. Così è stato per il Museo dell'Innocenza, aperto a Instabul in ossequio al romanzo, che documentava e classificava gli oggetti legati a un amore perduto.

Il luogo del ricordo

Biglietti d'ingresso al cinema, ritratti abbozzati, polaroid e vecchi pupazzi vengono esposti in teche e ammirati dai visitatori con la stessa attenzione che si dedicherebbe a delle opere d'arte. Quello che la gente da sempre cerca vagando instancabile per le sale di un museo in fondo è l'espressione di un sentimento. E questi nuovi musei contemporanei - che in apparenza sembrano esporre il contenuto di una soffitta - mirano proprio a coinvolgere l'empatia dello spettatore, a commuoverlo, puntando dritto al cuore.
Perché un museo interiore alla fine non è altro che un templio dei ricordi, un luogo dove la memoria, inalterata, continua a vivere.

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Il Museo delle Relazioni Interrotte

Il più celebre museo degli oggetti del ricordo nacque dall'idea di due ex fidanzati che si trovarono ad affrontare il terribile vuoto scaturito dalla loro separazione.
Olinka Vistica e Drazen Grubisi decisero così di dar vita a una mostra itinerante in cui fossero conservati gli oggetti da loro accumulati nel corso della relazione. Bigliettini, regali, peluche che all'improvviso provocavano alla ex coppia dolore e un senso di straniamento, divennero un monumento agli amori finiti, in grado di confortare altre persone trovatesi nella stessa situazione. Nel 2007 ebbe inizio l'itinerario del Museo delle Relazioni Interrotte, che oggi vede a Zagabria, in Croazia, la propria sede originaria. « Attraverso questi oggetti la gente trova conforto e capisce di non essere sola nella sofferenza» questa la motivazione che ha spinto i due fidanzati a creare il Museo.
Il progetto ha immediatamente riscosso un successo mondiale e si è ampliato grazie al contributo dei donatori, molto spesso anonimi, che hanno voluto lasciare una traccia della propria storia d'amore perduta. Il museo ha assunto la funzione di una terapia psicanalitica: le persone si sentivano meglio all'idea di potere esternare la propria sofferenza, di potersi liberare del dolore con un rituale capace di sancire una sorta di riconoscimento alla relazione finita.

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© Abdullah Usame Deniz/ 123RF

Le stanze del Museo

La struttura del museo di Zagabria si è ben presto trovata a dover accogliere cimeli provenienti da tutto il mondo. Da qui è nata l'esigenza di una suddivisione tematica, all'interno l'esposizione è stata suddivisa in diverse sale a tema: erotismo, dolore, shock, tenerezza. Ogni oggetto è accompagnato da un'etichetta descrittiva; ma per la maggior parte di questi ricordi non servono ulteriori spiegazioni. Ci sono album di matrimonio, chiavi, cocci rotti. Il ritratto di tutto ciò che è stato un attimo prima di spezzarsi irreparabilmente.
Il Museo delle Relazioni Interrotte è l'immagine di tutto quanto non si può più ricomporre, un omaggio quasi sacro alle storie finite che tuttavia conservano ancora la magia del loro incanto. Tra le teche trasparenti l'unicità di ogni amore è tutelata e resa eterna sottoforma di oggetto.

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In viaggio per il mondo

Il Museo è ben presto diventato anche un'occasione di analisi antropologica: ogni reperto, infatti, è corredato da data e paese di provenienza. Le donazioni negli anni si sono quadruplicate; secondo un sondaggio il museo riceve in media quattro spedizioni a settimana. Gli oggetti possono essere inviati gratuitamente dopo aver compilato un forum online e verranno poi selezionati dai curatori dello spazio espositivo. Annualmente è previsto un tour del Museo delle Relazioni Interrotte in giro per il mondo : è stato in Canada, in Svizzera, a Tokyo, a Sidney, in Messico esibendo una mostra di oltre 1500 cimeli.
Nel 2016, visto il clamoroso successo di pubblico, è stata aperta una riproduzione del museo a Los Angeles, che imita l'identica struttura dell'originale, ma è dotata di una parte interattiva, detta «confessionale» in cui i visitatori posso sentirsi liberi di depositare la propria storia.

Ormai diventato un'icona, il museo si è guadagnato la denominazione di «esposizione sociologica». Si sono persino sollevate polemiche che ne contestavano il valore artistico, paragonandolo a un fenomeno da baraccone; ma nonostante le critiche il museo prosegue il suo viaggio, portando conforto ai cuori affranti di tutto il mondo.
Al di là di qualsiasi tentativo di spiegazione psicologica, forse si tratta semplicemente di un luogo del cuore e dello spirito, che la gente visita spinta dalla motivazione primaria che porta ciascuno di noi a trascorrere ore e ore tra le sale ammuffite dei musei: la consapevolezza nostalgica che dietro a ogni oggetto c'è un ricordo.