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Aspettando San Martino, una festa cristiana di tradizione pagana
Pubblicato il 08/11/2017

CulturaItalia

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"La nebbia a gl'irti colli piovigginando sale e sotto il maestrale, urla e biancheggia il mar...". L'ora della recita annuale è quasi arrivata. Alcuni borghi si preparano per la festa del vino, altre città si preparano a mangiare oca e castagne... altre semplicemente ricorderanno il giovane soldato che taglió un pezzo di mantello per donarlo ad un pellegrino infreddolito. Ma perchè?

Vetrata raffigurante il celebre gesto del Santo

Vetrata raffigurante il celebre gesto del Santo
jorisvo/123RF

Si avvicina l'11 Novembre, e in tutta Italia c'è qualche proverbio pronto ad essere rispolverato per l'occasione. Ma voi che lo festeggiate, magari partecipando a qualche bella iniziativa vinicola e gastronomica, sapete chi era e perchè si festeggia San Martino ?

La vita di San Martino di Tours

Prima di diventare santo, era un soldato ; il suo destino era stato segnato dalla nascita, quando suo padre lo chiamò Martino in onore del dio della guerra Marte. Fu avviato alla carriera militare, durante la quale si verificò uno degli episodi più noti della vita del Santo raffigurato in moltissimi dipinti e sculture.
"Una notte d'inverno, mentre era di ronda, incontrò un povero viandante che soffriva il freddo, e non avendo denaro da dargli, tagliò a metà il proprio mantello affinché il mendicante avesse qualcosa con cui coprirsi. Perciò San Martino, oltre a essere il protettore dei militari, lo è anche dei pellegrini."
Dopo vent'anni da soldato, Martino decise di congedarsi per diventare monaco ; intraprese un lungo viaggio, predicando il cristianesimo e convertendo i pagani finché un giorno si fermò in Francia, nei pressi di Poitiers, dove fondò un monastero. La sua popolarità crebbe di giorno in giorno e per volontà popolare e Martino venne ordinato vescovo di Tours, dove venne sepolto l'11 Novembre del 397.

Quello che non tutti sanno

Quello che non tutti sanno
© rawpixel/123RF

C'è sempre qualcosa che sfugge di queste feste. Alcuni studiosi ritengono che San Martino divenne ancora più popolare per la collocazione della sua festa nel calendario che coincideva con la fine delle celebrazioni del Capodanno dei Celti , il Samhain, che cadevano proprio nei primi dieci giorni di novembre.

La festa pagana era ancora viva nell'VIII secolo e siccome Martino fu fin dal primo medioevo il santo più popolare d'Occidente, la Chiesa pensò bene di cristianizzare i festeggiamenti celtici trasferendo molte delle sue usanze nella festività del celebre vescovo di Tours.
Quindi, cosi come i Celti festeggiavano il Samhain banchettando, il giorno di San Martino veniva trascorso mangiando e bevendo . Tuttora la figura del Santo è sinonimo di abbondanza: Ce sta lu sante Martino, dicono ad esempio in Abruzzo quando in una casa non mancano le provviste.
Ma non finisce qui.

Il giorno di San Martino era anche tempo di baldoria, favorita dal vino "vecchio" che proprio in questi giorni occorre finire per pulire le botti e lasciarle pronte per la nuova annata: in Romagna affermano infatti che "Par Sa' Marten u s'imbariega grend e znèn", cioè "per San Martino s'ubriaca il grande e il piccino". Oppure : "Per San Martino si spilla il botticino"; e ancora, "Per San Martino cadon le foglie e si spilla il vino". Ma in questi giorni scorre a fiumi anche il vino novello: non dimentichiamo il celebre "Per San Martino ogni mosto diventa vino".

Oltre al vino, si banchetta con l'Oca

Oltre al vino, si banchetta con l'Oca
© serg_v/123RF

Ogni regione italiana ha la propria usanza per San Martino ; quella veneta mi ha particolarmente colpito, perchè oltre al vino novello e le castegne, il piatto forte di questa giornata è l'Oca, in quanto porterebbe fortuna a sentire il proverbio "Chi no magna l'oca a San Martin nol fa el beco de un quatrin!".

Tutto è sempre legato ad un episodio in particolare che riguarderebbe la vita del santo :
"Nell'anno 371 San Martino venne eletto per acclamazione vescovo di Tours in Francia, lui però si nascose in campagna perché preferiva continuare a vivere come semplice monaco. Le strida di un storno di oche rivelò agli inseguitori il nascondiglio del santo, che dovette accettare e diventare il grande vescovo che è stato."
Ed ecco che torniamo a parlare del Samhain, in quanto dietro la popolare usanza gastronomica si celano vestigia di antiche credenze religiose che deriverebbero dalla festa celtica: l'oca di san Martino sarebbe dunque una discendente di quelle oche sacre ai Celti, simboli del Messaggero divino, che accompagnavano le anime dei defunti nell'aldilà.

A proposito : dire ad una donna che è un'oca è in realtà un complimento, infatti l'animale simboleggiava la Grande Madre dell'universo e dei viventi. Un'eco di questa credenza è rimasta in un gioco di origine celtica, il popolarissimo "Gioco dell'Oca", che ha al suo centro, come meta finale, proprio quest'animale.

E ora sveliamo cosa c'entrano le famose "corna"

Non potevo davvero esimermi dal dirvelo, perchè dalle mie parti San Martino non è solo una bella bevuta e una bella mangiata, ma è anche la Festa dei Cornuti, spieghiamolo:
Una volta per la festa di San Martino si svolgeva la fiera più importante di animali con le corna, mucche, buoi, tori, capre, montoni. Perciò la fantasia popolare ha assurdamente promosso San Martino a ironico patrono dei mariti traditi con il simbolo delle corna degli aimali che, quegli stessi mariti, portavano in fiera.
A Nepi, nella provincia di Viterbo, ma anche a Ruviano (Caserta), in Abruzzo e in altri luoghi ancora, l'11 novembre sfilano per le vie del paese, in una carnevalesca processione profana, molti giovani portando come trofeo delle corna di cervo che si passano l'un l'altro in un rito volto a scongiurarle: durante la caccia rituale il marito "colpevole?" veniva identificato con il cervo dalle grandi corna, preda per eccellenza dei cacciatori.

E da qui la canzone :" E io rinasceró cervo a primavera..."
No, scherzavo. Buon San Martino a tutti !