Pubblicato il 24/05/2018

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5 Borghi della provincia di Imperia

Quante volte avete sentito nominare la parola " Borgo " negli utimi anni ? Dopo una rapida occhiata sul vocabolario, apprendiamo che la parola in questione ha due significati :"Centro abitato di media grandezza e importanza" e "Estensione della città fuori delle antiche mura". Ma noi sappiamo bene, che l'importanza dei borghi al giorno d'oggi  non si limita alla sua accezione ; la realtà è che dal punto di vista del turista che ama scoprire e riscoprire la ruralità, le piccole realtà sono diventate quasi più importanti (in ambito turistico) delle grandi città.

Iniziamo questo viaggio alla scoperta dei Borghi nascosti della Liguria; partiamo dalla provincia d'Imperia, situata nella Riviera di Ponente, che comprende gli abitati di Porto Maurizio e Oneglia, storicamente e geograficamente distinti, accorpati poi nel 1923. Non parleremo delle città d'arte più famose della provincia, ovvero Sanremo e Ventimiglia, ma andremo a scovare quelle piccole realtà rurali meno conosciute che regalano visioni incantevoli e raccontano storie millenarie.

Il borgo medievale di Apricale

Situato nell'entroterra di Bordighera, Apricale (dichiarato uno dei borghi più belli d'Italia), dista 13 km dalla costa della Riviera di Ponente. Nel paese si conserva la struttura urbanistica e l'atmosfera tipica medievale ; sul colle sono ubicati il Castello, la chiesa parrocchiale e le case disposte a gironi concentrici, e due quartieri che dalla piazza centrale si riversano rispettivamente all'abrìgu e all'ubàgu, cioè a sud e a nord. Carugi, stretti vicoli che cingono l'altura e si frammentano su più livelli, collegati da ripidissime scalinate e passaggi coperti, formano le strade mai mutate da circa un millennio, dove le alte case di pietra sono spesso unite fra loro da archi. Tipicità gastronomiche? Ovviamente l'olio extra vergine di oliva proveniente da coltivazione taggiasca, varietà quasi esclusiva della provincia di Imperia. - ©freeartist/123RF

Airole, il borgo degli Aironi

Si trova nella bassa Val Roia, ovvero nell'entroterra della provincia di Imperia, a 10 km dalla costa. L'origine del nome "Airole" va ricercato principalmente in tre storie di indubbia provenienza: una parla della sua posizione "arieggiata", la seconda dalla presenza, nel primo Medioevo, di numerosi Aironi che vivevano lungo le sponde del fiume Roya, la terza storia, più interessante dal punto di vista folkloristico, ha come protagonista uno stregone di nome "Airone".
La piazza principale è il luogo dove si svolgono le tradizioni religiose e non del Paese, dalla Via Crucis, alla Festa della Madonna e alla rievocazione degli antichi mestieri come la distillazione della lavanda. Ad Airole la tradizione della lavorazione della lavanda rivive il primo sabato dopo Ferragosto, nella piazza principale del Paese, dove, dal processo di distillazione, si ottengono un olio essenziale pregiatissimo e una parte acquosa profumatissima :l'idrolato. - ©freeartist/123RF

Cervo, il paese delle scalinate e delle 100 vedove

Anche Cervo, ubicato nel tratto finale del torrente omonimo, lungo la valle Steria, è stato recensito come uno dei comuni più belli d'Italia. I carruggi di Cervo sono spesso collegati da scalinate piuttosto ripide che, con pochi gradini, colmano dislivelli di parecchi metri. La scalinata più famosa è la "scalinà de rumpi cù", che nasce dalla famosa caduta la quale determinó la "rottura del fondoschiena" di un gruppo di "forestieri" recatosi a Cervo per corteggiare le ragazze del paese. Molto conosciuta è la "pesca del Corallo", praticata, da aprile a ottobre, con barche chiamate coralline. La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista è stata costruita in parte grazie al corallo devoluto. Purtroppo, Cervo ha l'appellativo di "Paese delle 100 vedove", per l'incidente avvenuto nelle Bocche di Bonifacio in cui fu coinvolta un'intera formazione di coralline dove tutti i marinai persero la vita. - ©Fabio Lamanna/123RF

Dolceacqua, con il Ponte di Monet

Dolceacqua è divisa in Terra, la parte più antica che ha per protagonista il Castello dei Doria, e Borgo, la parte più moderna. Questo bellissimo borgo è conosciuto per l'abolizione dello "Jus Primae Noctis" e per essere stato il soggetto di alcuni dipinti del pittore francese Claude Monet, che all'inizio del 1884 durante la visita della Riviera di Ponente, arrivó a Dolceacqua e ne trasse ispirazione. Particolarmente suggestivi sono il Castello, le cui origini risalgono al 1177, e il Ponte Romanico di pietra, costruito nel XV secolo per collegare le due parti di Dolceacqua con un arco di 33 metri. Una delle eccellenze del borgo è il vino Rossese di Dolceacqua, ottenuto da un vitigno unico e prodotto in numero limitato; la prima D.O.C. in Liguria. - ©germanopoli/123RF

Pigna, un borgo perfettamente conservato

Situato nella parte montana dell'alta Val Nervia, Pigna è incorniciato da fitti uliveti, castagni e da estesi boschi di conifere. Le tradizioni contadine sono conservate attraverso la permanenza della Commedia dialettale, unica nel suo genere. Il patrimonio artistico di Pigna è sicuramente uno dei più ricchi e meglio conservati della val Nervia; tutto il borgo medievale è un monumento storico. L'abitato conserva la struttura dell'antico fortilizio con le strade che si succedono in gironi semicircolari, comunicanti per mezzo di ripidi vicoli. La Cola, (ossia il punto più alto del paese) si è trasformata col tempo in una piazza (prima vi era un castello) e sui portoni delle case è possibile notare le testimonianze del passato come inscrizioni e disegni incisi nella pietra. - ©Christa Eder/123RF

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