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Western Motel: un'esperienza immersiva nei quadri di Edward Hopper
Pubblicato il 22/08/2019

CulturaStati Uniti

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Trascorrere una notte al museo sta diventando una moda sempre più popolare in tutto il mondo, ma nulla supera l'iniziativa del Virginia Museum of Fine Arts, che dal 27 ottobre permetterà ai propri visitatori di alloggiare all'interno di un quadro...

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Oliver Denker/123RF

Cosa si prova ad entrare in un dipinto?
Il Virginia Museum of Fine Arts di Richmond ospiterà una ricostruzione in 3D del quadro Western Motel (1957) di Edward Hopper, uno dei pittori più noti del XX secolo, e ai visitatori sarà pemesso alloggiare per una notte all'interno della stanza, ovviamente dietro il pagamento di una cifra aggiuntiva non indifferente.
L'installazione prenderà vita a partire dal 27 ottobre in occasione della mostra "Edward Hopper and the American Hotel", in cui saranno esposti 60 dipinti, oltre a una selezione di acquarelli, bozzetti, cartoline scritte dal pittore o dalla moglie Josephine nel corso dei loro viaggi tra Stati Uniti e Messico.

Si tratta di un'esposizione temporanea, aperta al pubblico fino al 23 febbraio 2020, che tra le varie innovazioni offre anche diverse modalità di fruizione decisamente "immersive": dalla possibilità di trascorrere una notte al museo, ad una visita comprensiva di cena all'Amuse - il raffinato ristorante del VMFA - fino al tour guidato della mostra in compagnia di acclamati esperti d'arte.
Il tutto si aggira attorno a un prezzo di 150 o addirittura 500 dollari (per il pacchetto completo).

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?? On this day in 1882, one of my favorite painters, Edward Hopper, was born. Hopper himself said that Nighthawks was inspired by ?a restaurant on New York's Greenwich Avenue where two streets meet,? but the image?with its carefully constructed composition and lack of narrative?has a timeless, universal quality that transcends its particular locale. ???? (link In a bio) ?? @artinstitutechi Collection Nighthawks by Edward Hopper 1942 a detail #edwardhopper #hopper #nighthawks

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Il curatore della mostra Leo G. Mazow afferma che l'obiettivo dell'esposizione è dare risalto all'idea del viaggio americano: negli Stati Uniti la parola hotel si riferisce a un luogo e ad una funzione sociale, qualcosa che esiste al di fuori della vita quotidiana, una realtà transitoria e carica di aspettative.
Questi spazi sono stati uno stimolo vitale per la creatività di Hopper, lui stesso vi ha vissuto a lungo e li ha ritratti in molti suoi dipinti che spesso mostrano donne sole e malinconiche in una stanza d'albergo dove la luce filtra radente gettando ombre sul pavimento.
Le stanze degli hotel ritornano in modo quasi ossessivo tra le opere del pittore americano, ogni volta con al centro soggetti diversi, pervasi tuttavia dallo stesso sentimento di solitudine e smarrimento. L'installazione tridimensionale del VMFA prende spunto da "Western Motel" uno dei quadri più celebri, dopo il capolavoro Nighthawks.

Western Motel

L'hanno definito l'artista della solitudine e dell'alienazione, ma prima di tutto Edward Hopper è stato il pittore della luce: "Il mio scopo è stato semplicemente dipingere la luce del sole sulla parete di una casa," era solito dire.
Eppure ritraendo il movimento obliquo di una scia luminosa è riuscito a raccontarci molto di più: i suoi quadri appaiono sempre in bilico tra due realtà, una interiore e una esteriore. Anche fissando Western Motel si avverte la stessa sensazione, c'è una donna che fissa direttamente l'osservatore come se fosse in posa per una fotografia, è sicura di sé, ben vestita, il suo sguardo sembra forare la superficie della tela.
Alle sue spalle si intravede, attraverso le finestre, il tipico paesaggio del West americano. Hopper dipinse questo quadro nel 1957 durante un soggiorno presso l'Huntington Hartford Foundation, in California.

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Hotel by a Railroad #painting

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La scena ritratta è ordinata e, sotto certi aspetti, impersonale: le pareti tinte di un verde scialbo, una poltrona rossa, un tavolo, una valigia. Eppure sembra dirci molto di più: tutto sta nello sguardo della donna nel quale sembra trapelare una forte interiorità. Siamo spinti a chiederci: cosa sta facendo? Dove è diretta?
Tutti i quadri di Hopper implicano questa rinnovata apertura di possibilità.
Trascorrere una notte nel Virginia Museum of Fine Arts, tra le pareti di Western Motel, dovrebbe darci la sensazione di essere protagonisti indiscussi della nostra vita, come gli attori di un film o di una pièce teatrale: la trama dipende soltanto da noi.

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Calling all Edward Hopper fans and that includes me. As part of the Virginia Museum of Fine Arts forthcoming exhibition 'Edward Hopper and the American Hotel' the museum will recreate Western Motel in 3D allowing visitors to walk into the scene or even spend a night as guest. @vmfamuseum #vmfa #edwardhopper #westernmotel #artexperience #artexhibition

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Oltre a mettere in luce ogni dettaglio di "Western Motel", la mostra "Edward Hopper and the American Hotel" esporrà "House at Dusk" (1935) il primo dipinto di Hopper, l'opera "Hotel Lobby" (1943) e 35 dipinti di artisti americani come John Singer Sargent, Edward Ruscha e Cindy Sherman.

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Hotel Window #painting

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Nell'ultima sezione dell'esposizione saranno invece esibiti gli scritti personali di Edward Hopper, incluse delle pagine del diario della moglie Josephine, detta "Jo", anche lei artista, che molte volte posò come modella per i dipinti del marito. Alcuni frammenti ci rivelano l'indole più segreta del pittore, che era una persona estremamente riservata, solitaria, taciturna.
"A volte parlare con Eddie è come lanciare un sasso contro un muro, con la differenza che non fa rumore cadendo a terra", scrive ironica Josephine in un passo del suo diario. Una testimonianza preziosa, che ci permette di scoprire il volto dell'uomo dietro la maschera del genio.
È curioso scoprire anche il rapporto intessuto da Hopper con il museo di Richmond: nel 1938 l'artista fu presidente della giuria della prima mostra biennale del VMFA. E vi tornò ancora nel 1953. Dopo tanti anni è infine il Virginia Museum of Fine Arts a rendergli omaggio creando l'innovativo "Hopper Hotel Experience".