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Una giornata in onore delle tartarughe tra salvaguardia e consapevolezza
Pubblicato il 23/05/2019 19 condivisioni

AmbienteItalia

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Il 23 maggio 2000 è stata celebrata per la prima volta la Giornata Internazionale delle Tartarughe isituita dall'American Tortoise Rescue. Oggi, proprio come non molti anni fa, il problema della salvaguardia delle tartarughe - soprattutte delle specie marine - sembra mettere a dura prova la longevità di alcune specie tra cui quelle mediterranee. Il nostro mare, infatti, riserva innumerevoli insidie causate dall'antropizzazione.

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© STEFANO MARIGA/123RF

Oggi, come ogni 23 maggio a partire ormai dal 2000, si celebra la Giornata Internazionale delle Tartarughe. La ricorrenza fu istituita dall'organizzazione no-profit American Tortoise Rescue con il desiderio e l'intento di difendere tutte le specie di tartarughe e i loro habitat ormai in pericolo. Occore specificare che le tartarughe, a differenza delle terrestri testuggini, appartengono alle specie acquatiche dei rettili e possono vivere in acque dolci o marine.

Animali docili e affascinanti, le tartarughe sono presenti in moltissime zone del mondo: ne esistono infatti più di 250 specie che vivono nelle più disparate zone del mondo, soprattutto in aree tropicali e subtropicali. In particolare questi rettili acquatici che hanno trasformato nel tempo gli arti in pinne amano i mari temperati, come il nostro Mediterraneo. In questa acque, infatti, nuotano tre delle otto specie marine esistenti: la tartaruga verde tipica del Mediterraneo orientale, la passeggera tartaruga liuto e la nota Caretta Caretta.

Ma la cosa davvero incredibile di queste specie dall'aria saggia e primitiva è la sua capacità di resistere senza grandi mutamenti ai secoli e ai cambiamenti terrestri: basta pensare che le tartarughe erano presenti sulla terra già 250 milioni di anni fa. Per non parlare poi della loro invidiabile e salda longevità: le tartarughe sono i vertebrati che vivono più a lungo di tutti. Solitamente una tartaruga vive tra i 70 e gli 80 anni, se non più di 100 anni come è accaduto a George il solitario - l'ultima tartaruga gigante delle Galapagos morta nel 2012.

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Centro di Primo Soccorso per Tartarughe Marine #isoleegadi Riceve e cura esemplari di tartarughe marine in difficoltà. #Repost @7bialid ??? ?? @amp_isole_egadi #tartalife #egadi #egadiislands #tartaruga #tartarugacarrettacarretta #centroprimosoccorsotartarughemarine #exstabilimentoflorio #naturallove #naturephotography #nature #exploreeverything #tonnaraflorio #respectnature #life #lifelovelaugh #noplastic #recycling #naturalwonderful #wonderful #igersitalia #igerssicilia #igersicilia #instalife #instagood #sicilia #sicily photo ?come vivere senza plastica? @laminifactory

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Sebbene queste informazioni dipingano un animale forte, vigoroso nella sua corazza e giudizioso nel suo sguardo longevo, sono ormai quotidiane le notizie che raccontano di tartarughe sempre più in difficoltà a causa dei cambiamenti climatici e dell'ingente intervento dell'uomo sulla natura. La forza di questo animale lento e al contempo saggio è oggi messa a dura prova. Per questo la Giornata Internazionale delle Tartarughe assume sempre più importanza e valore mondiale: occorre creare maggiore consapevolezza e incoraggiare gli sforzi umani per aiutare le tartarughe a sopravvivere.

Ad essere a rischio sono anche e sopratutto le specie che nuotano nei nostri mari, nel Mediterraneo. A renderlo noto è il WWF, organizzazione che da 44 anni si impegna a livello mondiale con attività in difesa delle tartarughe e che negli anni ?80 ha dato vita con il WWF Italia a numerosi progetti di salvaguardia degli tartarughe marine. Come dichiarato sul sito, "grazie alla collaborazione dei pescatori locali, di volontari e delle Forze dell'Ordine, ogni anno centinaia di tartarughe catturate per sbaglio con gli ami e con le reti, o trovate in mare in cattive condizioni di salute, vengono portate nei Centri di Recupero WWF per essere curate". Ma a mettere in pericolo la sopravvivenza di queste specie non solo sono gli ami, le reti, le barche ma anche il cemento e le plastiche. Uno studio eseguito su più di 560 tartarughe Caretta Caretta che nuotano nel Mediterraneo rivela con amara tristezza che nell'80% degli animali sono presenti frammenti di plastiche e microplastiche. Un problema che sta investendo i nostri mari e che puo compromettere anche le nidificazioni sulle spiagge. La presenza di plastica sulle coste, infatti, altera irreparabilmente l'habitat nel quale la mamma tartaruga solitamente depone le uova. D'altronde un report del 2018 targato WWF evidenzia come il Mediterraneo, con la sua natura di mare chiuso, ospita il 7% di tutte le microplastiche del pianeta: una notizia allarmante con la quale convivere e alla quale occorre far fronte con estrema velocità.

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A tal proposito, infatti, l'organizzazione ambientalista dichiara: "le 7 specie di tartaruga marina che abitano i nostri mari e oceani sono fortemente minacciate dall'uomo. La cementificazione, il degrado delle coste e dei litorali prescelti per la nidificazione e soprattutto l'impatto con i sistemi di pesca costituiscono le principali minacce per questa specie, basti pensare alle reti a strascico, agli ami dei palangari e alle reti fisse, dalle quali un gran numero di tartarughe viene catturato accidentalmente, causando la morte di più di 40.000 tartarughe l'anno. Inoltre la presenza di plastica soffoca le tartarughe marine: una tartaruga marina su due nel Mediterraneo ha ingerito plastica, uno studio di 10 anni sulla caretta ha dimostrato che il 35% degli esemplari analizzati hanno inghiottito rifiuti di questo tipo . Alcuni esemplari avevano ingerito fino a 150 frammenti ».

Per far fronte a tali consapevolezze sono stati resi operativi Centri di Recupero WWF a Policoro, Molfetta, Lampedusa e Torre Guaceto: qui vengono salvate ogni anni circa 900 tartarughe ferite e in pericolo di vita.

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Il 90% dei danni provocati dai nostri rifiuti alle specie marine è dovuto alla #plastica. A livello globale, sono circa 700 le specie marine minacciate dalla plastica. Nel Mar Mediterraneo 134 specie sono vittime di ingestione di plastica, tra cui 60 specie di pesci, le 3 specie di tartarughe marine, 9 specie di uccelli marini e 5 specie di mammiferi marini. Tutte le specie di tartarughe marine presenti nel Mediterraneo presentano plastica nello stomaco . Nel mondo 700 specie marine sono minacciate dalla plastica! Io sono nata in #sicilia a #Catania, il #Mediterraneo è il mio mare: ognuno di noi può fare la differenza, vai sulla bio e scopri cosa puoi fare tu. @spampistefania

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In Italia anche Legambiente si impegna ormai da anni nella tutela, nella salvaguardia e nella conservazione delle tartarughe marine attraverso i progetti LIFE, i campi di volontariato per la salvaguardia dei siti di ovodeposizione e la partecipazione al Piano di Azione per la Tutela della Tartaruga Marina. Come evidenziano gli stessi operatori, "una delle attività più rappresentative di questo impegno è l'intenso lavoro svolto quotidianamente dal Centro di Recupero Tartarughe Marine di Manfredonia, aperto nel gennaio 2007, nell'ambito del Progetto TARTANET LIFE, con l'obiettivo di recuperare e curare le tartarughe marine in difficoltà ritrovate in mare o spiaggiate lungo i litorali, andando a costituire un punto di eccellenza all'interno della rete che riunisce altri centri analoghi dislocati su tutto il territorio nazionale".