Pubblicato il 23/02/2020

#Ambiente #Regno Unito

Gennaio 2020: il più caldo degli ultimi quattro anni

Negli ultimi anni la situazione climatica è stata catastrofica. Nonostante i milioni di alberi piantati e le azioni di alcune aziende sembra che nulla sia cambiando, anzi. Il gennaio 2020, per esempio, è stato il più caldo registrato dal 2016.

Ecco, purtroppo, un'ennesima notizia che che non piacerà agli ambientalisti: come annunciato dal programma europeo Copernicus (Global Monitoring for Environment and Security) il 4 febbraio, il gennaio del 2020 è stato il più caldo dal 2016.
Oltre all'annuncio, di per sé drammatico, a intristire ancora di più è l'immobile consapevolezza presente in ognuno di noi di non potersi attendere buone nuove dopo un 2019 funestato da tragedie ambientali. Siamo qui, infatti, a parlare ancora una volta della pessima condizione in cui versa il nostro Pianeta.
"Gli ultimi dati mostrano che il 2020 continua a far registrare temperature da record. La temperatura media globale per il luglio 2019 è stata lievemente più alta di quella del luglio 2016", quanto rilevato dal C3 (Copernicus Climate Change Service).

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© Mykola Mazuryk/123RF

Secondo un comunicato stampa diffuso da Copernicus, il mese scorso la temperatura media globale è stata di 0,03°C più calda rispetto al gennaio 2016, il più caldo mai registrato. Non paghi ci siamo ritrovati ad essere causa , più o meno attiva, di un altro terribile record che ha investito il primo mese dell'anno che è stato anche 0,77°C più caldo rispetto alla media del gennaio nella fascia di riferimento 1981-2010.
Nella parte nord orientale dell'Europa, in Scandinavia e in particolare in alcune zone della Russia, il differenziale ha superato addirittura i 6°C.

Copernicus ha poi ricordato che i cinque anni più caldi mai registrati sono proprio gli ultimi cinque appena trascorsi.
Il mercurio è aumentato arrivando a toccare tra 1,1 e 1,2°C al di sopra della temperatura dell'era pre-industriale: "sono segnali innegabilmente preoccupanti", ha dichiarato Jean-Noël Thépaut, direttore del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Raggio (ECMWF), da cui Copernicus dipende.

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