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Stranger Things: il Festival Vegetariano di Phuket
Pubblicato il 17/11/2017

CulturaThailandia

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Il Festival vegetariano di Phuket è conosciuto per i suoi rituali particolarmente crudi e difficili da comprendere per noi occidentali. Andiamo a scoprire in cosa consiste il festival e il significato dei riti che vengono celebrati.

Il Festival vegetariano è una celebrazione taoista

Il Festival vegetariano è una celebrazione taoista
© phanuwatnandee/123RF

Phuket si trova in Thailandia ed è un'isola nota anche come "Perla delle Andamane". Nel tempo si è adeguata allo stile di vita occidentale ed è molto amata dai turisti. Il suo Festival vegetariano è un'occasione per vedere un ritorno alla filosofia orientale e alla spiritualità taoista.
Tra settembre e ottobre, in corrispondenza del nono mese lunare secondo il calendario cinese, si tiene una celebrazione di durata variabile, di minimo tre giorni, massimo dieci. È un periodo di purificazione dello spirito e del corpo, in cui ci si astiene dal vizio. Il punto di partenza è attenersi a una dieta vegetariana o vegana, non mangiare alcun tipo di carne, né uccidere animali durante quei giorni. L'igiene è un obbligo, sia in senso letterale che spirituale: quindi sono banditi anche i cattivi comportamenti. Nel tempo si sono aggiunti anche il divieto al sesso e alle bevande alcoliche.
Il giorno prima dell'inizio del festival viene innalzata un'asta in ogni tempio cinese per invitare i nove Dei del Taoismo a scendere e partecipare ai festeggiamenti. A mezzanotte vengo appese delle lanterne all'asta, per invitare in particolare gli dei Yok Ong Hong Tae e Kiew Ong Tai Tae.

Le processioni fanno parte del cerimoniale

Le processioni fanno parte del cerimoniale
© surasaki/123RF

Durante tutto il periodo di festeggiamenti si vedranno processioni e cerimonie. La cerimonia più importante è quel del canto Maa, che donerà agli eletti dei poteri soprannaturali, che consentiranno loro di infliggersi autoflagellazioni e torture per dirottare il male dagli altri verso se stessi e garantire fortuna a tutta la comunità (non troppo lontano dal concetto ebraico e cristiano di capro espiatorio non trovate?). Altre cerimonie infatti riguardano proprio questo aspetto, come la pirobazia (camminare sui carboni ardenti), la balneazione nell'olio bollente e l'arrampicata sulla scala con le lame.
Il rito più famoso è quello della flagellazione, in cui i giovani eletti si incamminano per la processione in uno stato di trance accompagnato da cantilene, trafitti nelle guancie e in altre parti del corpo dagli oggetti più disparati. Sembra che i posseduti non sentano alcun dolore e che in seguito non mostrino segni dei danni subiti.
Ci sono poi i tamburi e i fuochi d'artificio; si crede che il rumore allontani gli spiriti maligni, perciò più il boato è forte meglio è.

Da dove nasce la tradizione?

Da dove nasce la tradizione?
© surasaki/123RF

Secondo la leggenda, una compagnia di teatranti cinesi itineranti, che nel 1825 era a Kathu, contrasse una malattia. Si pensò che la causa fosse dovuta al fatto che non avevano onorato nel modo corretto i nove dei del Taoismo. Così per onorare le divinità Kiew Ong Tai e Yok Ong Sone iniziarono una dieta vegetariana. Nel giro di una settimana l'epidemia finì e gli abitanti locali, impressionati da ciò, istituirono una cerimonia annuale che, a imitazione di questi cinesi, ponesse l'obbligo di mangiare solo verdure.
Infine, ci sono alcune regole che, condivisibili o meno, anche i turisti dovrebbero rispettare:
1. L'igiene e la pulizia del proprio corpo
2. Usare posate e utensili da cucina puliti e da non condividere con chi non partecipa al festival
3. Vestirsi di bianco
4. Astenersi dal mangiare qualunque tipo di carne
5. Astenersi dal sesso
6. Astenersi dalle bevande alcoliche
7. Non dovrebbero partecipare le donne incinte, le donne con il ciclo e le persone in lutto.

Gli eletti si trafiggono per espiare le colpe della comunità

Gli eletti si trafiggono per espiare le colpe della comunità
© pintogame/123RF