Erice: tra i miti e il mare di Sicilia
Pubblicato il 18/10/2020

CulturaItalia

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"Sulla vetta più alta in cielo una medievale borgata irta di torri. È il piccolo borgo di Erice, dominato una volta dal più famoso tempio della dea più famosa, Venere". Con queste parole, nel 1952, lo scrittore francese Roger Peyrefitte descriveva la bellezza senza tempo di Erice. Scopriamola insieme!

La Sicilia è un luogo magico. Quanti miti e leggende si nascondono sotto ogni monte che circonda l'Isola Trinakría ? Inquantificabili bellezze che si rivelano appartenere ad un passato lontanissimo, complici culti pagani e fantasia popolare che mirabilmente hanno contribuito all'aura folkloristica che accompagna ogni viaggiatore durante il suo soggiorno. Erice, ad esempio, si rivela una delle più belle scoperte della provincia di Trapani.

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© BRANISLAV.PETKOVIC/123rf

Una storia millenaria

Fondata, secondo Tucidite, dagli esuli troiani (gli antichi Elimi), Erice sorge arroccata a 750 m. di altezza sul monte omonimo che domina la città di Trapani, offrendo un panorama mozzafiato dell'intera costa da Marsala a Capo San Vito, compreso l'arcipelago delle Egadi con le isole di Favignana, Marettimo e Levanzo.

Così come Adrano era la personificazione del monte Etna, Erice è probabilmente la personificazione dell'omonimo monte, oggi noto col nome di S.Giuliano. Il monte, alto 751 m., sovrasta la pianura di Trapani e fu spesso al centro di guerre e avvenimenti che si svolsero nella Sicilia occidentale. Abitata da Fenici, Greci e Romani fu, per questi ultimi, sacro luogo di culto della "Venere Ericina", la prima dea della mitologia romana a somiglianza della greca Afrodite.

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Un territorio antico

Questo territorio, calpestato da Enea e Ulisse, è famoso per la coltivazione della vite: circa 3000 anni di produzione vitivinicola, che oggi, è secondo solamente a Bordeaux. Molte sono le agenzie che organizzano tour enogastronomici, con visita alle cantine più belle della zona dove degustare, oltre che dell'ottimo vino, anche i prodotti tipici del territorio.

Il più antico nucleo abitativo è il Castello di Venere, risalente (nella sua foggia attuale) al periodo normanno (XII sec.), ma il luogo ha storia ben più antica. Qui infatti sorgeva il tempio dedicato a Venere Ericina. In epoca normanna il tempio era ormai diroccato ed al suo posto venne decisa la costruzione di una fortezza, cinta da possenti mura e protetta dalla sua posizione e dalle più avanzate Torri del Balio, un tempo collegate al castello tramite un ponte levatoio. Dal castello, la vista è superlativa.

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© Roberto Nencini/123RF

Cattedrale di Erice (1300)

Una delle particolarità che rende Erice cosi affascinante, è l'aver mantenuto intatto il piccolo centro storico medievale, dove il numero di chiese è davvero impressionante (60). Tra tutte, domina la Chiesa Matrice ( o Duomo dell'Assunta), risalente al 1300, con accanto la Torre campanaria, in origine torre di avvistamento.

Altra perla di questa città millenaria, il Quartiere Spagnolo, fortezza seicentesca che domina la valle circostante, una robusta costruzione incompiuta, iniziata nel secolo XVIII per ospitare una guarnigione di soldati spagnoli ma mai ultimata. Situato su uno sperone roccioso, fuori dalle mura, sull'estremità di ponente di un'ampia piattaforma rocciosa, nei pressi delle chiese di Sant'Orsola e Sant'Antonio, offre uno spettacolo di inusuale bellezza sul territorio e soprattutto sul mare; l'occhio può spaziare dal canale di Sicilia al mar Tirreno cogliendo in tutta la sua bellezza la parte costiera compresa tra monte Cofano e la tonnara di Bonagia.

E ovviamente...

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In questo luogo d'incanto, il visitatore proverà a degustare la cucina locale; le ricette elaborate per secoli nel segreto dei monasteri, i dolci di mandorla e il cous cous, di origine africana, che ricorda i secolari rapporti con l'opposta sponda mediterranea.
Erice vi aspetta, le sue strade acciottolate hanno molte storie da raccontare!