Pubblicato il 21/11/2019

#Ambiente #Cambogia

Una nuova vita attende gli elefanti schiavi di Angkor Wat

Sono finalmente tornati liberi gli elefanti di Angkor Wat. Dopo anni di trattamenti crudeli tornano in quella che sin dal principio della loro esistenza sarebbe dovuta essere "casa".

Da qualche anno il tema dei diritti degli animali si è imposto al pubblico superando quel pregiudizio che considerava l'argomento d'interesse dei soli attivisti o degli studiosi di etica.
I media hanno sicuramente aiutato nell'impresa mostrando, anche alle persone ideologicamente più distanti, video che documentano le condizioni in cui vivono alcune specie animali negli allevamenti intensivi o foto di esemplari scuoiati per la vanità dei portatori di pellicce o degli indossatori di calzature o borse in pelle.
Ciò che un tempo era celato, che al massimo potevamo immaginare edulcorandone le parti più cruente, è oggi stato rivelato attraverso immagini che colpiscono più dei racconti.

©JUAN FRANCISCO MORENO GMEZ/123RF

Sebbene infatti la sensibilità di ognuno di noi si declini diversamente, la vista dello sguardo terrorizzato di una mucca che sta per essere macellata tocca, anche se in modo estemporaneo, anche chi dichiara di star assistendo a un processo "naturale" ricondotto allo stereotipo dell'uomo "cacciatore".
Con il tempo gli animali sono indubbiamente diventati oggetto di dibattiti ed esseri viventi ai quali, per un motivo o per l'altro, ci interessiamo.
Queste crescenti attenzioni nei confronti degli animali, dei trattamenti che subiscono in un circo, in un allevamento o in uno zoo talvolta sfociano in piccole ma significative battaglie per un miglioramento della vita dell'animale e per un riconoscimento di diritti che crediamo essere negati.

Uno degli scontri più recenti ha riguardato l'abolizione dei tour con gli elefanti nella sito archeologico di Angkor Wat, in Cambogia.
Dopo la morte nel 2016 di Sambo, una femmina di 40-45 anni deceduta per un arresto cardiaco causato da un'eccessiva stanchezza dovuta al trasporto indefesso di gruppi di persone sotto i quaranta gradi del sole cambogiano, il portavoce dell'autorità di Apsara ha affermato che "l'uso degli elefanti per affari non è più appropriato" e dall'inizio del 2020 non li si vedranno più circolare nella zona per scopi turistici.
Oggi quegli stessi elefanti sono stati trasferiti in una foresta lontana dai templi in modo che possano seguire un percorso di riavvicinamento a quello che sarebbe dovuto essere, sin dal principio, il loro habitat naturale e dove ci si augura che possano rimanere per il resto dei loro giorni.

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Prima del decesso di Sambo, Peta Asia aveva denunciato la situazione drammatica nella quale sono costretti a vivere gli animali nel sud est asiatico ( Thailandia, Cambogia, Vietnam e Laos): schiavi sottoposti a maltrammenti di ogni genere.
Gli elefanti vengono prelevati dai locali ancora piccolissimi dopo averne ucciso la madre e da allora patiscono trattamenti disumani per essere piegati all'addomesticamento: immobilizzati, picchiati e ricoperti di chiodi per giorni, feriti e traumatizzati, pungolati con uncini che provocano ferite mai curate che si infettano, privati di acqua e cibo per lavorare fino allo sfinimento.