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Svelato (forse) il mistero della costruzione della piramide di Cheope
Pubblicato il 21/11/2018 3 condivisioni

CulturaEgitto

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La scoperta casuale di un'équipe di archeologi franco-inglese potrebbe essere la chiave per comprendere come fu possibile costruire una delle sette meraviglie del mondo antico

Costruire una piramide non è certo un'impresa semplice

Costruire una piramide non è certo un'impresa semplice
© Gianluca D'Alessandria/123RF

E' il simbolo dell'Egitto, il luogo forse più iconico del paese, quello più fotograto e immediatamente riconoscibile: si tratta delle Piramidi di Giza, e in particolare della Piramide di Cheope, la più grande e la più importante delle tre. Fatta costruire intorno al 2560 a.C dall'architetto reale Hemiunu come tomba del faraone Cheope, essa è l'unica delle sette meraviglie del mondo antico a essere ancora in piedi. La sua grandiosità ha sempre suscitato la più grande ammirazione, ma anche numerosi interrogativi circa le modalità della costruzione, considerato il fatto che le tecnologie all'epoca non erano esattamente evolute. Come fecero gli egiziani, senza né gru né camion di sorta, a mettere insieme più di due milioni di blocchi di calcare a formare una piramide alta in origine 146 metri (ora sono 139 a causa dell'erosione degli agenti atmosferici), larga 230 e con un peso totale di 7 milioni di tonnellate? Gli interrogativi sono rimasti senza risposta. Ma, forse, la scoperta di un gruppo di egittologi francesi e inglesi potrà finalmente fornirne una.

La piramide di Cheope

La piramide di Cheope
© Giustino Valbusa/123RF

Nel sito archeologico di Hetnub, a sud-est di Amarna e a 330 km a sud del Cairo, sono state rinvenute per caso, in un'antica cava, mentre gli archeologi erano intenti nella ricerca di alcune iscrizioni rupestri, le tracce di una rampa a scorrimento della larghezza di 3 metri e con una leggera pendenza (20 gradi), incastonata in una scalinata ai cui bordi sono presenti grossi fori di circa 70-80cm.

Secondo i ricercatori, la scoperta è una parte di un sistema di trasporto con cui è probabile che fossero trasportati oggetti anche molto pesanti come i blocchi di calcare. Come ha commentato il coordinatore delle ricerche, l'egittologo Yannis Gourdon, "Siamo in presenza di un sistema di trasporto elaborato". In particolare, la presenza di grossi fori ha fatto pensare alla possibilità di inserirvi dei pali, a cui magari legare delle funi: "Permettevano senza dubbio di istallarvi dei pali" ha continuato Gourdon "e fino a un metro di profondità, il che lascia pensare che si trattasse di issare blocchi molto ma molto pesanti".

Secondo la ricostruzione data dai ricercatori, infatti, potrebbe essere questo il meccanismo che avrebbe permesso di trasportare blocchi così pesanti sempre più in alto: una rampa a spirale intorno alla piramide che saliva dalla base fino a alla sommità, lungo la quale venivano fatti scorrere i blocchi calcarei; i fori ai lati della rampa sarebbero serviti per inserire i pali ai quali legare un sistema di funi e carrucole con cui poter issare senza troppo sforzo i blocchi ed evitare che scivolassero all'indietro.

A collegare questo ritrovamento alla piramide di Cheope, due iscrizioni rupestri che testimoniano l'antichità della rampa, risalente almeno al periodo del regno di Cheope. La rampa è stata portata alla luce solo per una trentina di metri e ne restano ancora circa 70 da scoprire. Nulla è ancora certo , se non che il sito di Hetnub è stato messo sotto alta sorveglianza dalle autorità egiziane. Il tempo e lo studio di questa nuova scoperta ci diranno di più.