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Ghiacciaio sul Monte Bianco rischia di crollare
Pubblicato il 19/10/2019

AmbienteItalia

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Un radar sorveglia 24 ore su 24 l'area interessata dal possibile crollo. L'allerta potrebbe allungarsi fino al termine di ottobre, periodo più freddo in cui il ghiacciaio tenderebbe a stabilizzarsi.

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© Christa Eder/123RF

La montagna è l'elemento più esposto alle modificazioni dovute ai cambiamenti climatici. In Valle d'Aosta, una porzione del ghiacciaio di Planpincieu, sulle Grandes Jorasses, rischia il crollo. Sotto monitoraggio anche il ghiacciaio Whymper che mostra lo stesso pericolo di cedimento.
Nessun rischio per gli abitanti, tutelati con la chiusura della strada statale alla base del promontorio e di alcune baite vicine al ghiacciaio.

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ORDINANZA DI DIVIETO DI ACCESSO e di TRANSITO al sentiero che conduce al Rifugio Boccalatte Piolti alle Grandes Jorasses e all'area sottostante il seracco Whymper delle Grandes Jorasses. Alla luce della costante attività di controllo e rilievo effettuata in questa zona dalla Struttura regionale ?Assetto idrogeologico dei bacini montani? attraverso i nostri tecnici di Fondazione Montagna sicura (attività che si svolge da oltre 15 anni), è stato rilevato un aumento della velocità di spostamento del seracco - analogo all'accellerazione avvenuta nel 2014 - che fa presumere la possibilità di un crollo. L'ordinanza del Comune di Courmayeur si rende perciò necessaria poiché questi rilievi hanno evidenziato un aumento del rischio relativo al possibile crollo di una porzione di seracco proveniente dal ghiacciaio delle Grandes Jorasses (stimato in massimo 175.000 m3) in Val Ferret. Ad ogni modo, non è previsto in questo scenario il coinvolgimento del fondovalle e, quindi, tale azione rappresenta una misura di sicurezza che coinvolge la parte alpina del territorio della Val Ferret. #fondazionemontagnasicura #monitoraggio #monitoraggioghiacciai #seraccowhymper #sicurezzainmontagna #ordinanza

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Ci troviamo sulla Val di Ferret, poco distanti da Courmayeur. La Fondazione Montagna sicura e la Regione Valle D'Aosta hanno diffuso l'allerta dopo aver notato un aumento della velocità di spostamento di una porzione della massa glaciale. Quello che in gergo è chiamato "serracco" è - in questo caso - una porzione di ghiaccio di 250 metri cubi che potrebbe precipitare sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco.
"La notizia che un ghiacciaio (...) rischia di collassare è un allarme che non può lasciarci indifferenti. Deve scuoterci tutti e mobilitarci", queste le parole pronunciate dal premier Giuseppe Conte all'assemblea generale delle Nazioni Unite.

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Bollettino Planpincieux n. 6 del 05/10/2019. A causa della scarsa visibilità, non è stato possibile elaborare i dati dal sistema fotografico. I dati riportati di seguito, pertanto, si riferiscono al sistema radar e NON al sistema fotografico, com'era invece avvenuto all'interno delle precedenti note esplicative. Dati monitoraggio radar: nelle ultime 24 ore il movimento del settore B, da 250.000 m3 stimati, registra una leggera diminuzione in termini di velocità, che dai precedenti 55 cm al giorno passa a 50 cm al giorno. Il settore C risulta costante in termini di velocità rispetto ai dati registrati nelle passate giornate. I dati osservati nel settore A, quello più attivo, risulta costante in termini di velocità rispetto ai dati registrati nelle passate giornate. Relativamente ai crolli delle ultime 24 ore, si registrano piccoli crolli di entità trascurabile #bollettino #planpincieux #ghiacciaio #courmayeurmontblanc #monitoraggio #sicurezza

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Nel settore A - zona intressata dal collasso - i dati raccolti dagli esperti rivelano, per il momento, una situazione stabile. La velocità di movimento verso il basso della massa risulterebbe costante e controllato.
Rimangono i timori per quello che il futuro potrà riservare all'ambiente. La Valle D'Aosta, si legge su Open, ha registrato picchi di temperatura eccezionali, uniti a dei piccoli distacchi dei ghiacciai alpini. Secondo il glaciologo del Cnr Renato Colucci - si apprende dallo stesso sito -, negli ultimi 30 anni i tre quarti dei ghiacciai delle Alpi sono definitivamente scomparsi.