Cosa succede davvero in Turchia. Per la Farnesina è tranquillo..
Pubblicato il 19/07/2016

SocietàTurchia

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I racconti che ci arrivano da Istanbul parlano di una situazione estremamente pericolosa e sconcertante, eppure sui siti dei ministeri degli esteri Europei si leggono messaggi di tranquillità e normalizzazione. Perché questa sconvolgente irresponsabilità?

Se questa è "normalizzazione"..

Se questa è
© masterlu/123RF

I ministeri degli esteri di tutta Europa stanno diramando sui rispettivi siti web messaggi tranquillizzanti rispetto alla situazione in Turchia. Tutti assicurano che i voli verso gli scali turchi stanno tornando alla normalità e ,per rimanere in sicurezza, ai viaggiatori basterebbe rimanere lontani dagli assembramenti e dalle proteste. Insomma, niente di particolarmente grave.

La situazione in Turchia, invece, è ben diversa. Le testimonianze di cittadini turchi con cui abbiamo preso contatto ci raccontano di un paese in preda al terrore e alla violenza, con arresti e perquisizioni sommarie verso chiunque abbia una parvenza di "modernità", con scene di violenza raccapricciante perpetrata contro i giovani militari, decapitati dalla folla sul ponte del Bosforo sotto gli occhi compiacenti di un governo definito democratico dai politicanti di tutta europa.

"Prima o poi verremo a prendere anche voi..."

I messaggi e le notizie che ci arrivano da Istanbul fanno gelare il sangue.

Si racconta di una Istanbul sconvolta, in cui il vicesindaco è stato assassinato in circostanze sospette e i militari sarebbero entrati in un hotel, mettendolo a soqquadro senza chiarire il motivo. Nelle strade i sostenitori dell Akp, il partito di Erdogan, molestano chiunque sia vestito in modo occidentale e donne velate a bordo di automobili si affiancano ad altre donne dal capo scoperto gridando:"Prima o poi verremo a prendere anche voi, troie!"

Incontrare un poliziotto potrebbe essere anche peggio: la polizia sta fermando persone comuni nelle strade e controlla i messaggi e i social sullo smartphone. Se trovano qualsiasi messaggio di critica al governo scatta l'arresto. E la situazione è anche più pericolosa per chiunque abbia origini curde o armene.

è il loro paese e vogliono liberarsi di noi

Le notizie che arrivano da Istanbul parlano di un popolo, quello dell'akp, che non conosce la tolleranza. Se non sei uno di loro ti vogliono distruggere. L'opinione comune tra chi appartiene alla parte più moderna e occidentale del popolo turco è sempre stata comprensiva nei confronti di un voto retrogrado che, elezione dopo elezione, portava la Turchia indietro di secoli: non è colpa loro, sono solo persone ignoranti provenienti da un ambiente povero e disagiato. Ora non è più così. Ora i poveri e i disagiati vogliono uccidere. È il loro paese e vogliono liberarsi di ogni traccia d'occidente.

I cittadini che hanno risposto alla chiamata del califfo Erdogan e sono scesi nelle strade hanno decapitato i soldati che si sono arresi sul ponte del Bosforo. Parlo di gente normale che ha fatto questo. La cosa peggiore è che i soldati non avevano nemmeno idea che si trattasse di un golpe, erano stati mandati dagli ufficiali ed era stato loro detto che si trattava solo di un pattugliamento straordinario. Erano solo ragazzi che facevano il servizio militare, ragazzi di 18-20 anni, e i sostenitori dell'akp li hanno decapitati. Hanno tagliato le loro teste alle 6 del mattino dopo averli frustati con le loro cinture.

La cosa tragicomica è che se questi ragazzi non avessero indossato una divisa sarebbero stati certamente tra i primi ad attaccarci per le strade, dato che per la maggior parte provengono dallo stesso ambiente ignorante, povero e fondamentalista. Hanno decapitato la loro stessa gente.

Il futuro prossimo, se possibile, sembra dover peggiorare: Praticamente ogni sostenitore di Erdogan è una seria minaccia alla vita degli oppositori, e ora stanno preparando una legge per ridurre il controllo sulle armi da fuoco. Una legge che permetterà ai turchi di portare una pistola esattamente come accade negli Stati Uniti. Così non dovranno stancarsi per frustare i soldati con le loro cinture, gli basterà sparare. Problema risolto.

Senza valori l'Europa muore

Questo è ciò che sta accandendo in Turchia. Questo è ciò che sta accadendo a Istanbul, non nelle province orientali considerate pericolose dalla Farnesina e dagli altri ministeri degli esteri europei. Allora perché, ci chiediamo, i media europei non raccontano l'orrore e il pericolo che qualsiasi occidentale corre per le strade dell'antica Costantinopoli? Perché il silenzio e la rassicurazione a costo di mettere in pericolo le vite dei viaggiatori europei? Forse gli accordi economici, i ricatti in materia di immigrazione, la paura che la Turchia esca dalla Nato per avvicinarsi alla Russia valgono più dei principi di libertà che dovrebbero ispirare questa agonizzante Unione Europea e della sicurezza degli stessi cittadini? La risposta degli stati è per l'ennesima volta un tombale "si".