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Alla scoperta della Camargue: tra cavalli bianchi e cittadine dal passato glorioso
Pubblicato il 18/11/2019

Da non perdereFrancia

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Se non siete mai stati in Camargue, nel sud della Francia, è arrivato il momento di partire e dedicare qualche giorno a questa regione unica.

La Camargue è una regione compresa tra i due delta del Rodano ( il Grand Rhone e il Petit Rhone ) e il Mar Mediterraneo.
E'una zona del sud della Francia che fa parte della Provenza e si situa nel dipartimento delle Bocche del Rodano; le città principano sono Arles, Aigues-Mortes e Saintes-Maries-de-la-Mer.
Ma la Camargue è soprattutto natura.
Chiunque la inserisca come meta del proprio itinerario di viaggio è di solito spinto dal desiderio di poter visitare una parte d'Europa incontaminata, sulla quale le mani dell'uomo hanno potuto intervenire poco.

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©Felix Brnnimann/123RF

Sebbene oggi la Camargue sia nota per le foto dei cavalli bianchi che galoppano liberi nelle lande brulle o per gli scorci dei canneti nel chiarore mattutino, entrambe le immagini simboli di un luogo integro e non violato dalla mano dell'uomo, è bene sapere che in realtà in quest'area di spontaneo e naturale, originariamente, c'era ben poco.
Ciò che vediamo oggi, infatti, è il risultato di anni di tentativi di addomesticazione di una zona naturalisticamente avversa all'uomo, attraverso l'opera di bonifiche, costruzioni di argini e saline e la creazione di aree specifiche per la coltivazione del riso.

Arles

Il primo centro abitato della Camargue è Arles, una cittadina dal passato denso che conserva ancora oggi, a cielo aperto, tracce di un periodo storico, quello dell'antica Roma, che la vide fiorire e diventare un vero centro urbano.
Le testimonianze del passaggio romano sono principalmente quattro, prima fra tutte l'anfiteatro circolare Les Arenes, che ai più ricorda il Colosseo o l'Arena di Verona, dove un tempo si tenevano combattimenti tra gladiatori, schiavi e criminali, e fiere di ogni tipo (giraffe persino).

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©bloodua/123RF

La struttura dell'anfiteatro, che iniziò a essere costruito intorno all'80 d.C., durante le invasioni arabe dell'Alto medioevo subì delle modifiche e venne ampliata per aggiungervi quattro torri difensive.
Arrivati ai primi dell'ottocento il monumento era caduto in disuso e ospitava numerose abitazioni e due chiese che vennero prontamente demolite quando, intorno al 1820, l'anfiteatro romano tornò alla sua funzione originaria.
Grazie alle sue dimensioni, Les Arenes è considerato uno dei più imponenti anfiteatri romani ancora esistenti e fa parte dei monumenti inseriti nella lista dei patrimoni mondiali dell'umanità.
Oggi il sito accoglie spettacoli e concerti ma anche i courses camarguaises, corride che non prevedono l'uccisione del toro che, alla fine della corsa, torna a casa sano e salvo.

Il Teatro antico, risalente alla fine del I secolo d.C. e fatto erigere sotto Augusto, fa parte anch'esso dei monumenti inseriti nella lista dei patrimoni mondiali dell'umanità.
A lungo fu saccheggiato per ricavarne materiale da costruzione, abitudine che ne ha intaccato l'architettura originale: della struttura che poteva ospitare 10.000 spettatori restano pochi gradini della cavea del teatro, l'orchestra, il proscenio e due colonne della scena, con un frammento della trabeazione.
Restituito alla sua funzione di luogo culturale, oggi il Teatro antico ospita la programmazione teatrale e musicale estiva di Arles.

L'Eglise di Saint Trophime venne edificata tra l'XI e il XII secolo e dedicata a San Trofimo, un vescovo di Arles vissuto nel II o III secolo. Lo stile è romanico provenzale, scarno nelle decorazioni, essenziale negli interni; un esempio di chiesa dall'architettura minimale ma non per questo priva di fascino.

L'ultima attrazione, imperdibile, è l'itinerario Van Gogh: qui ad Arles, infatti, visse il celeberrimo pittore olandese tra il 1888 e il 1889 dipingendo più 200 opere.

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Certo, oggi Arles non possiede più un solo quadro del genio fiammingo, le cui opere invece sono sparse nei musei di tutto il mondo.
In compenso, però, la galleria d'arte dedicata a Van Gogh è un gioiello del design contemporaneo e, pur non ospitando una collezione permanente, durante l'anno accoglie un paio di mostre di altissimo livello, sempre legate alla figura del tormentato artista e comprensive di almeno una delle sue opere.

Aigues-Mortes

Aigues-Mortes è un villaggio gioiello completamente circondato da mura.
Venne fondata a metà del XIII secolo per volere di Luigi IX affinché la corona francese avesse un porto sul Mediterraneo sui cui poter esercitare un controllo diretto.
Per arrivare ad Aigues-Mortes si percorre una strada che difficilmente scorderete: il paesaggio tipico della Camargue, paludoso e desolato, è a pochi passi e in lontananza si intravedono i tipici cavalli dal manto bianco.
Il silenzio è forse il suono che più vi rimarrà impresso: è il silenzio della natura che torna ad essere padrona del territorio, è la resa dell'uomo, dei suoi ritmi frenetici, del suo vociare e dei suoi costanti tentativi di assoggettamento di chiunque e qualunque cosa lo circondi.

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©Ermess/123RF

Si giunge ad Aigues-Mortes rigenerati, ritemprati e la cittadina non delude le aspettative: ad Aigues-Mortes ci si perde facilmente tra le vie strette dalla pavimentazione acciottolata, dove piccole boutique e ristorantini si susseguono l'uno dopo l'altro, mai in maniera caotica, sempre con dolcezza.
La Tour de Constance merita sicuramente una visita, anche solo per la sua storia: fatta costruire nel 1242 da Luigi IX per proteggere la città da agguati esterni e completata nel 1254, dopo l'editto di Nantes del 1685 iniziò ad essere utilizzata come prigione per gli ugonotti, protestanti francesi di confessione calvinista.

Dal porto di Aigues-Mortes Luigi IX salpò due volte per partecipare alla settima crociata, nel 1248, e all' ottava crociata nel 1270 su flotte interamente armate dai genovesi. Da questi fatti deriva la credenza popolare che in epoca medievale Aigues-Mortes fosse direttamente sul mare.
Da vedere assolutamente anche la chiesa di Notre Dame de Sablons, l'edificio più antico della città del quale non si conosce la data precisa di costruzione. Si desume, esaminando lo stile gotico dell'architettura, che si possa far risalire la costruzione della chiesa alla metà del XIII secolo, sempre sotto il regno di Luigi IX.

Les Saintes Maries de la Mer

Rimanendo in Camargue, dopo Arles e la pittoresca Aigues-Mortes c'è la cittadina sul mare di Les Saintes Maries de la Mer.
Meta di pellegrinaggi da parte dei gitani rom di tutto il mondo che il 24 e 25 maggio vengono a rendere onore alla patrona Sara, mai fatta santa dalla chiesa cattolica ma riconosciuta da loro come tale, questo borgo affacciato sul mediterraneo ha una splendida chiesa medievale del IX secolo, Notre dame de la Mer, di stile romanico con un'unica navata e cinque campate.

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© tanita/123RF

La campagna della Camargue

A soli 10 chilometri dal principale centro cittadino, Arles, ecco la Camargue da cartolina dai paesaggi mozzafiato, dove la natura è indisciplinata e inospitale. C'è l'Etange de Vaccares, uno stagno salato che si estende per 65 chilometri, un punto naturalistico di luoghi selvaggi e flora e fauna autoctone.
C'è il Domaine de la Palissade, un'area protetta dove è possibile osservare i celebri fenicotteri rosa farsi il bagno negli acquitrini fangosi della riserva e fare trekking a cavallo lungo la foce del grande Rodano.
Ci sono la spiaggia di Piémanson e il Parc Ornithologique du Pont de Grau, sulla strada tra Arles e Les Saintes Maries de la Mer, dove vivono svariate specie di uccelli tra aironi, cicogne, alzavole, svassi e i famosi fenicotteri rosa.

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©Ondrej Prosicky/123RF

Come raggiungere la Camargue

La Camargue è facilmente raggiungere dall'Italia via aereo: sono tantissimi ormai i voli che collegano molte città del bel paese a Marsiglia, dove è consigliabile atterrare, per poi dirigersi in macchina o in treno verso questa magnifica regione francese.
Per qualunque informazione ulteriore è possibile consigliare il sito.