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Le colline del prosecco divengono Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco
Pubblicato il 10/07/2019 11 condivisioni

SocietàItalia

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Lo scorso 7 luglio l'Italia ha brindato in onore del suo più pregiato prosecco proveniente dalle colline di Conegliano e Valdobbiadene: queste ultime sono state inserite nella lista dei siti italiani Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco ad sotto il volere del World Heritage Commettee. Una nominata che - arrivata dopo la bocciatura dello scorso anno - ha suscitato scalpore e gioia: un'occasione per tutelare e valorizzare un patrimonio culturale e enogastronomico inestimabile.

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© Jeanette Teare/123RF

Pochi giorni fa, lo scorso 7 luglio 2019, il numero dei siti italiani iscritti nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco è cresciuto. Ad essere state aggiunte alle meraviglie già presenti nel lungo elenco sono le celebri e incantevoli Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Una delle tante eccellenze enogastronomiche e territoriali italiane che si è aggiudicata un merito di fama mondiale, un riconoscimento che è tanto orgoglio quanto incentivo locale alla tutela dell'ecosistema: le colline del prosecco trevigiano ricoprono dunque il 55esimo posto nella lista dei siti italiani Patrimoni Mondiali del'Umanità.

A sancire il merito a Baku - in Azerbaijan- è stato il World Heritage Commettee formato da ventuno stati incaricati di valutare e giudicare le candidature. Una vittoria al sapore i bollicine che ha inebriato di gioia cittadini locali e istituzioni. Un merito che punta a salvaguardare non solo la bellezza territoriale, ma anche e soprattutto il lavoro compiuto da piccoli produttori locali che da secoli dedicano il loro tempo alla produzione di una delle eccellezze italiane. Un amore per la terra e per le proprie origini che ribadisce l'indissolubile legame tra uomo e campagna.

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Le colline di Conegliano Valdobbiadene, paesaggio del Prosecco Superiore, sono ora Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Abbiamo riassunto in un breve video le caratteristiche di valore universale che ci hanno portato a questo riconoscimento internazionale, un volo tra pendenze vertiginose e paesaggi ricamati di viti e boschi. Da oggi, patrimonio di tutti. #ConeglianoValdobbiadene #UNESCO

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Un territorio verdeggiante e affascinante

Situate in Veneto - in provincia di Treviso - le due zone collinari appartengono agli omonimi comuni di Conegliano e Valdobbiadene. Due cittadine collocate in un posizione privilegiata e affascinante, ai piedi delle Prealpi Trevigiane e non lontane da Venezia. A vederle da lontano, queste due località sembrano essere un inno alla natura e alla viticultura. Verdeggianti e rigogliose, le Colline di Conegliano e Valdobbiadene sono infatti un luogo ricco di cultura, storia, natura ed enograstronomia. Non è un caso, dunque, che queste due aree siano state nominate un Patrimonio Mondiale.

È qui che prende vita l'inebriante prosecco, una specialità resa possibile grazie alla particolare conformazione territoriale e alla Glera - il vitigno originale denominato poi prosecco. Quello di Conegliano Valdobbiadene è un prosecco di denominazione storica, un prodotto di eccellente qualità che nel tempo ha assunto il marchio DOCG. Su queste colline, in collaborazione tra le due realtà urbane, si produce il Cartizze, Prosecco Superiore Conegliano - Valdobbiadene DOCG. Valdobbiadene rientra, infatti, nel prestigioso circuito delle Città del vino e si trova proprio sulla via della Strada del Prosecco.

Un vino definito come fruttato e floreale che è prodotto nei quindici comuni situati sulle colline tra Conegliano e Valdobbiadene. La zona di produzione si estende per circa 18.000 ettari e la vite è coltivata sui versanti meridionali delle colline in aree che si aggirano tra i 50 e i 500 metri di altitudine. Conegliano è invece una cittadina seconda nel Veneto solo a Treviso e ospita la Scuola Enologica nata nel 1876, all'interno della quale sono presenti l'Istituto Professionale per l'Agricoltura, l'Istituto Tecnico Agrario e il Centro regionale per la Viticoltura. Due realtà che vivono del maggiore prodotto regalato dalla terra e dalla paziente lavorazione dell'uomo, ovverosia il vino.

La storia di un successo secolare

La storia di un successo secolare
© Alessandro Guerriero/123RF

La viticultura è un'arte diffusa nel Conegliano Valdobbiadene sin dai tempi antichi come mostra una stele sulla quale sono incise le parole di un centurione romano. Un percorso che testimonia il ruolo centrale e determinante che il vino ricopre nella quotidianità, nell'economia e nella cultura degli abitanti della zona. Nel corso dei secoli l'attività viticola si è stabilizzata divenendo sempre più importante, tanto da permettere l'apertura della Scuola enologica di conegliano nel 1876 e della Stazione Sperimentale di Viticoltura e Enologia di Conegliano.

Negli anni Sessanta viene inaugurata la prima Mostra dello spumante a Valdobbiadene e dopo tre anni - nel 1963 - prende forma la Strada del Prosecco, la prima in Italia. Negli anni successivi, oltre al riconoscimento del prosecco di Conegliano Valdobbiadene come prodotto a Denominazione di Origini Controllata, arrivano anche la targa di 44esima DOCG d'Italia e la fondazione nel 2003 del Primo Distretto Spumantistico d'Italia, in relazione al quale nel 2004 prende vita anche il Centro Studi di Distretto.

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???? #osteriaallaterrazza #calicidibolle #stradadelprosecco

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Una vittoria dibattuta

Sebbene l'inserimento delle colline di Voldobbiadene e Conegliano tra i siti Unesco sia un riconoscimento degno di nota, alle sue spalle si cela una storia di contraddizioni e disaccordi. Una decisione infatti attesa da molti e scongiurata da altri che affonda le radici nel 2010, anno di candidatura delle celebri colline. Nel tempo, infatti, la proposta ha visto la bocciatura di associazioni ambientaliste tra cui Wwf, Legambiente, Marcia Stop Pesticici che hanno fatto emergere il problema della viticultura intensiva e dell'uso dei pesticidi, dimostrando non poca preoccupazione. Alla monocultura e alla relativa scomparsa di siepi e alberi si aggiungono infatti fitofarmaci e erbici.

La battaglia contro le sostanze chimiche tossiche utilizzate nel terreni collinari non è infatti recente. In seguito alla bocciatura dello scorso anno, del 2018, Coldiretti aveva definito ingiusta la decisione di scartare le colline del prosecco - "un territorio dallo straordinario valore storico, culturale e paesaggistico in grado di esprimere una produzione che ha saputo conquistare apprezzamenti su scala mondiale".

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STOP ALL'USO DI GLIFOSATE NELLE COLLINE DEL CONEGLIANO VALDOBBIADENE DOCG È in vigore dal 1 gennaio il divieto assoluto all'uso di erbicidi contenenti glifosate e altre molecole chimiche che non siano di origine naturale o biologica nei Comuni che compongono la Denominazione, una decisione dei 15 Sindaci che qualifica il territorio in termini di sostenibilità, legittimando a pieno la candidatura dell'area a sito tutelato dall'Unesco. Salute e economia, tutela dell'ambiente e sviluppo non vanno messi in contrapposizione ma devono essere le due facce della stessa crescita sostenibile del territorio. Questo è uno dei numerosi fatti concreti che testimoniano il nostro amore per la terra. Ulteriori approfondimenti disponibili nel Conegliano Valdobbiadene Dossier, scaricabile dal nostro sito e al link: bit.ly/coneglianovaldobbiadene_dossier #ConeglianoValdobbiadene

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I vini italiani tra eventi attuali e riconoscimenti

La rivincita delle colline del prosecco non è l'unico riconoscimento Unesco ottenuto da una zona vinicola italiana: nel 2014, infatti, ad essere entrati nella lista italiana Unesco come Patrimonio Mondiale dell'Umanità furono i paesaggi di Langhe-Roero e Monferrato.

Quest'anno a celebrare invece i cosiddetti vini rosa italiani sono una serie di serate dedicate a I migliori 100 vini rosa d'Italia, un volume edito da Slow Food Editore e curato da Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni. A tal proposito gli autori scrivono: "stagionali, sottovalutati, dimenticati, relegati a categoria a parte, spesso denigrati. Questo è quanto accade in Italia ai vini rosa. [...]Con questo volume vogliamo raccontare quanto siano affascinanti, perché c'è un gran bisogno a nostro avviso di far crescere il settore e di posizionarlo allo stesso livello di quello dei maggiori produttori al mondo". Per questo il 12 luglio si è dato il via a serate itineranti a tema durante le quali i partecipanti avranno l'onore di assaggiare sei etichette recensite nel volume.