Pubblicato il 28/08/2017

#Cultura #Italia

Civita di Bagnoregio, per vederla bisogna pagare

Tutto quel che è rimasto - un ciuffo di case e di mura in rovina, nere sul tufo, erette come sul vuoto - respira ormai l'atmosfera della fine". È cosi' che lo scrittore e letterato Bonaventura Tecchi descrive ,nelle sue Lettere sparse, il paese di Civita di Bagnoregio, conosciuta come "la città che muore".

Questo paesino che conta sole 7 anime se ne sta appollaiato in cima a un colle franoso e collegato al resto del mondo da un'unica strada/ponte che dona all'insieme un aspetto ancora più particolare.
La denominazione di "Città che Muore" deriva dalla progressiva erosione della collina argillosa e tufacea su cui è situata Civita di Bagnoregio, che ha modellato secondo una forma peculiare la valle circostante. Questo fenomeno dà origine a periodici cedimenti del terreno che rischiano di far scomparire questo antico borgo.
Dall'analisi degli antichi Archivi sono stati ricostruiti i diversi momenti storici in cui si sono verificati eventi di crollo assai distruttivi, che hanno determinato la progressiva riduzione dell'altura su cui sorge il paese , fino ad arrivare al distruttivo terremoto del 1738. Da quel momento in poi il centro abitato é andato man mano spopolandosi, fino ad arrivare alla condizione attuale, dove sono solo 7 le persone che vi risiedono tutto l'anno, contro i circa 300 stagionali.

Civita di Bagnoregio appollaiata sul suo colle franoso

© lianem/123RF

Civita é molto conosciuta dal punto di vista turistico: la sua fragilità, unita al fatto che il borgo é rimasto pressoché immutato dall'epoca medioevale, ha contribuito a renderlo una meta ambita per i turisti di tutte le nazionalità che si trovano a passare nelle vicinanze.
Questa sua fama di "paese in via d'estinzione" ha fatto si che, negli ultimi anni, (almeno durante il periodo estivo e le festività natalizie) il turismo non mancasse mai, fino ad arrivare al punto di esser eccessivo: il paese, oltre ad essere molto fragile, é anche molto piccolo, e il rischio di sovraffollamento é dietro l'angolo.
Ecco perché il sindaco, proprio prima dell'inizio dell'altima stagione estiva ha deciso di inserire una sorta di pedaggio per tutti coloro che vogliono attraversare il ponte e visitare Civita; e non c'é scampo!
All'ingresso dell'unica strada d'accesso al paese c'é il "posto di blocco" con tanto di buttafuori e infopoint dove pagare: 5 euro la domenica e 3 i giorni feriali, per distribuire meglio l'afflusso dei visitatori. (maggiori info e gratuità: http://www.promotuscia.it/visitare-civita-di-bagnoregio-biglietto/ )

Un angolo di Cuvita dove tutto é rimasto fermo al Medioevo

© jakobradlgruber/123RF

Comprendere il perché di questa scelta, che non é stata condivisa da tutti, é molto semplice: il sovraffollamento dell'antico borgo, oltre che a rendere poco piacevole la visita agli stessi turisti, compromette la sicurezza stessa delle persone, oltre che provocare un danno materiale al paese.
E in effetti i risultati si vedono: turisti più rispettosi, nessun rifiuto per terra e un introito sicuro da reinvestire nella valorizzazione e conservazione del borgo stesso.
Bigiotti, sindaco di Civita, ha ricevuto solidarietà e apprezzamento per il coraggio della sua scelta da diversi personaggi di spicco del mondo culturale e politico, primo tra tutti Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, che da anni si batte affinché anche l'anche l'accesso in laguna venga regolamentato con un ticket, in modo da controllare l'invasione di turisti low cost.
Perché una delle radici del problema é propio questa: i turisti che affollano i nostri borghi e le nostre città sono quasi sempre dei viaggiatori low cost: cioé arrivano, visitano, sporcano e se ne vanno senza portare degli introiti reali alle località che attraversano.
"Se si paga per entrare si ha anche più rispetto di quello che si vede", ha affermato il sindaco di Civita, sottolineando come tutti i soldi incassati in questo modo serviranno a mantenere la cittadina in ordine e contribuiranno alle opere di consolidamento della stessa.
Gli operatori turistici locali, dopo un primo momento di incertezza davanti alla scelta del Comune, si dicono ora soddisfatti di quanto fatto dall'amministrazione, riscontrando un netto miglioramento nello svolgimento delle proprie attività lavorative, naturalmente tutte di tipo turistico.
Che sia questa la chiave per risollevare l'Italia dalla crisi economica? Quello che è certo è che forse, grazie a questo gesto coraggioso, in molti prenderanno coscienza del potenziale economico legato al turismo e all'ambiente; perché, anche se qualcuno non ci crede, con la cultura si mangia!

Civita dispersa in un un mare di nebbia

© liseykina/123RF