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Overtourism: 9 città afflitte dalla loro bellezza e dal loro fascino
Pubblicato il 14/09/2020

SocietàItalia

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Tra le nuove parole e i recenti sintagmi che stanno spopolando nel linguaggio comune vi è un'espressione che disegna sinteticamente la recente natura del turismo: si tratta di overtourism, ovverosia "sovraffollamento turistico". Un fenomeno che riguarda sempre più mete ambite su scala mondiale, rendendo insostenibile il peso dei turisti soprattutto in nove grandi e affascinanti centri urbani: Roma, Amsterdam, Barcellona, Parigi, Praga, Stoccolma, San Francisco, Toronto e Vancouver.

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  • Roma, Italia
    Roma, Italia
  • Amsterdam, Olanda
    Amsterdam, Olanda
  • Barcellona, Spagna
    Barcellona, Spagna
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    Parigi, Francia
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Sempre più spesso parlando di turismo e di mete ambite, conosciute e desiderate a livello mondiale la parola chiave - talvolta rivestita di negativo - sembra ormai essere overtourism. Traducibile nella nostra lingua come "sovraffollamento turistico", l'overtourism è il fenomeno causato dalla bellezza e dal fascino stesso di luoghi talmente tanto ambiti e amati da non poter reggere qualitativamente il peso dei turisti. Una questione legata alla massificazione del settore turistico e alla repentina accelerazione dei flussi turistici globali.

Il termine è stato coniato dal CEO e fondatore della società di analisi del settore viaggi Skift, Rafat Ali, ed è stato spiegato da Greg Dickinson su Telegraph come "il fenomeno secondo cui una destinazione popolare o un particolare scorcio vengono invasi dai turisti in modo insostenibile". Insomma, una forma di turismo fragile che secondo l'agenzia di riferimento Onu - Organizzazione mondiale del turismo o UNWTO - è destinata a crescere: si stima che nel 2030 a varcare le frontiere nazionali saranno più di 2 miliardi di turisti.

Lo studio Destination 2030 del Wttc, il Word Travel and Tourism Council, rivela che le nove città a rischio eleveto di overtourism sono Roma, Amsterdam, Barcellona, Parigi, Praga, Stoccolma, San Francisco, Toronto e Vancouver. Grandi e note città che iniziano a non fare più fronte in modo sostenibile ai flussi turistici, nonostante questi ultimi si mobilitino solo in particolari periodi dell'anno. A tal proposito, lo studio in collaborazione con JLL rivela che più del 45% dei 1,4 turisti mondiale ha scelto lo scorso anno come meta almeno una delle nove metropoli. Meno rischiosa, ma pur sempre preoccupante, è la situazione di Londra, Madrid, Dublino, Siviglia, Berlino, New York, Miami, Las Vegas e Sydney. In risposta ai preoccupanti dati, Gloria Guevara - CEO e presidente di Wttc- spiega che "per tutte queste città occorre un radicale cambio di passo per prepararsi alle sfide future dell'inbound. Le autorità cittadine devono lavorare fianco a fianco con gli investitori e i legislatori per verificare il grado di preparazione della città a una futura crescita e intervenire im modo coordinato sulle criticità".

Agire preventivamente è, d'altronde, l'unico modo per evitare disastri ambientali, sociali ed economici simili a quelli che hanno colpito la paradisiaca Isola di Boracy nelle Filippine e la famosa Maya Bay, resa off limits per quattro mesi. Regina indiscussa del sovraffollamento turistico è anche la romantica Venezia, caratterizzata da un rapporto di 73,8 turisti per singolo abitante e ultimamente nel vortice delle polemiche per la nuova app passepartout turistica "My Pass Venezia". Quello dell'overtourism è un fenomeno certamente contemporaneo, incrementato dall'aumento dell'offerta di piattaforme low cost, di case vacanza, b&b, da compagnie aeree sempre più competitive e low budget e da nuove app turistiche. Ad essere cresciuta è infatti una classe media mondiale che investe ogni anno in viaggi e nuove avventure. Insomma, dei veri e propri fenomeni di migrazione globale che non solo incidono economicamente e socialmente sulle singole località, ma rischiano di alimentare l'effetto serra. A renderlo noto è uno studio pubblicato su Nature Climate change da ricercatori dell'Università di Sidney e del Queensland. Per affrontare il fenomeno sono già state messe in campo strategie di emergenza e prevenzione come il numero chiuso, l'ingresso a pagamento, o - in casi estremi - la chiusura prolungata del sito per permettere all'ecosistema di riprendere un corretto funzionanmento.

Sebbene siano innumerevoli i rischi causati dall'overtourism, occorre anche pensare questi flussi come andamenti positivi per le economie turistiche locali. Per questo, per la sua natura contraddittoria e dicotomica,il fenomeno tutto contemporaneo dell'overtourism richiede una grande consapevolezza e una impeccabile lucidità di analisi.