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La spiaggia di The Beach chiude ai turisti fino al 2021
Pubblicato il 20/05/2019 15 condivisioni

AmbienteThailandia

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La rinomata spiaggia di Maya Bay, in Thailandia, resterà chiusa per i prossimi tre anni. L'ingente afflusso di visitatori - oltre 3000 al giorno- ha causato la morte delle specie di coralli che vivevano nella baia. Dopo varie misure preventive, rivelatesi inutili, per tutelare il paradiso naturale dell'isola, è stata necessaria una soluzione drastica...

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© iakov/123RF

Nel film che ne ha determinato la fortuna rappresentava l'emblema dell'isola deserta, paradiso privato di pochi eletti, patria selvaggia della natura incontaminata; nella realtà era diventata la classica meta di vacanza invasa ogni giorno da migliaia di turisti, più affollata di una metropoli.
Che la situazione fosse critica, si era capito già un anno fa quando l'idilliaca Maya Bay fu chiusa preventivamente ai turisti per 4 mesi al fine di limitare l'inquinamento del territorio. Ciò non è stato sufficiente, tuttavia, a salvare il patrimonio corallino dell'isola, che si è ridotto drasticamente come in seguito ad un'inarrestabile epidemia.
La decisione risolutiva è stata resa pubblica solo pochi giorni fa: le autorità thailandesi, dopo aver valutato lo stato di salute del territorio, hanno stabilito di imporne la chiusura almeno fino al 2021.

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© Dmitri Pichungin/ 123RF

Thon Thamrongnawasawat, biologo marino della Kasetsart Universit, ha così illustrato il motivo della scelta: «La risoluzione del dipartimento dei parchi è di estendere la chiusura di Maya Bay per altri due anni per permettere alla sua ecologia di riprendersi completamente».
L'invasione turistica aveva danneggiato gravemente l'ecosistema dell'isola, uccidendo fino all'80% dei coralli, e trasformando le sue spiagge in una discarica di rifiuti a cielo aperto. La plastica, gli impianti di scarico degli yatch che quotidianamente solcavano la costa, e gli ancoraggi delle imbarcazioni hanno progressivamente devastato la natura lussureggiante della baia.

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© TONO BALAGUER/ 123rf

Il prolungato periodo di chiusura dovrebbe consentire alla barriera corallina di ricrescere e ristabilirsi. Delle misure cautelative sono già state assunte anche in previsione della futura riapertura: l'accesso alla baia di Maya Beach sarà infatti fortemente limitato. Verranno accolti 2400 turisti nell'alta stagione, contro i 17000 che nell'ultimo periodo ne invadevano le coste.
Una delle principali cause dell'epidemia che ha devastato i coralli dell'isola sembra essere dovuta al massiccio uso di creme solari, che si infiltravano poi nell'ambiente con conseguenze tossiche per la flora.

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© donyaedomam/ 123RF

Il paradiso tropicale conserva la sua bellezza bandendo i turisti fastidiosi e prepotenti, che ne hanno alterato la quiete invadendo l selvaggia del territorio.
La fine di Maya Beach sembra degna del retroscena del film The Beach, che nel 2004 l'aveva resa tanto famosa. Nella pellicola con Leonardo Di Caprio, il regista Danny Boyle si premurava di mostrare il cuore di tenebra dell'essere umano, mostrando le passioni più basse e meschine prendere il sopravvento sul paesaggio puro e incontaminato dell'isola. Lo splendore dell'oasi tropicale veniva offuscato da scene di morte e violenza; a dimostrazione che la presenza dell'uomo non può che guastare e arrecare danno, annientando qualsiasi Eden, naturale o divino.

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© Rozmi/123RF

La morale di The Beach sembra quindi riverberarsi perfettamente sullo sfondo della sua location d'elezione.
Ai turisti delusi o addirittura scioccati dalla chiusura della bella spiaggia thailandese si può rispondere con la celebre frase pronunciata da Di Caprio alla fine del film: «Io credo ancora nel Paradiso, ma almeno ora so che non è un posto da cercare fuori: perché non è dove vai, lo trovi dentro, quando senti per un momento nella tua vita di far parte di qualcosa... e se lo trovi, quel momento dura per sempre».