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Normandia: la vera Balbec di Marcel Proust
Pubblicato il 10/08/2020

CulturaFrancia

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L'immaginaria cittadina balneare di Balbec, che fa da sfondo al secondo libro della Recherche All'ombra delle fanciulle in fiore, trova il proprio modello ispiratore nella località normanna di Cabourg. In questo tratto costiero si erge tuttora il Grand Hotel di cui Marcel Proust fu ospite fedele tra il 1907 e il 1914...

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© Olena Kachmar/123RF

La costa normanna a fine Ottocento era la meta di villeggiatura privilegiata della Parigi benestante che, grazie alle nuovissime linee ferroviarie, poteva recarsi sulla riva dell'oceano per trovare refrigerio nelle calde giornate estive.
Nel secondo volume di "À la Recherche du temps perdu" persino il narratore evade dalla soffocante prigione parigina per trovare ristoro nelle località balneari della Normandia.
Si aprono così le pagine forse più luminose dell'intera opera proustiana: la cittadina immaginaria di Balbec avvolge il lettore con l'aria salmastra e i cieli tersi delle giornate d'agosto, la luce si fa iridescente e i paesaggi sembrano fuoriuscire da un quadro impressionista con tutte le variazioni cromatiche dell'azzurro e del bianco.

Proust descrive Balbec in modo molto particolare, la ritrae pennellata dopo pennellata, come nella serie La plage de Trouville di Claude Monet, creando uno sfondo talmente suggestivo da apparire frutto dell'immaginazione più sfrenata: il grigiore parigino viene sostituito da un'improvvisa ondata di sole; la vita marina si trasfonde in un quadro, le parole si tramutano in colori.
Eppure Balbec è una cittadina realmente esistente sulle coste della Normandia: il suo vero nome è Cabourg, è situata sull'estuario del fiume Dives; in essa rivive tuttora il fascino dell'atmosfera Belle-Époque.

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© ANTONIVANOV/123RF

Il giovane Marcel Proust trascorse molte delle sue estati in questa cittadina balneare normanna della "côte fleurie".
La seconda sezione di "All'ombra delle fanciulle in fiore" - libro vincitore del Premio Goncourt nel 1919 - si apre proprio sulle scenario paradisiaco di Balbec, dove il narratore affetto da una salute cagionevole si reca per ristabilirsi, in compagnia dell'amata nonna e della governante Françoise. È senza dubbio il libro più avvincente della Recherche, una narrazione corale e brulicante di personaggi.
Proprio a Balbec il protagonista incontrerà Albertine, la Prigioniera, il grande amore-ossessione che ritornerà come un tema costante per tutto il corso dell'opera.

La cittadina di Cabourg

Cabourg, con i suoi oltre quattro chilometri di spiaggia di sabbia finissima, conserva ancora l'aristocratica eleganza delle località di villeggiatura di inizio Novecento. La cittadina intera ruota attorno al Casinò - con le sue coinvolgenti serate musicali - e al magnifico Grand Hotel .
Ancora oggi è possibile osservare gli interni sontuosi dell'hotel attraverso le ampie vetrate, sbirciando nel grande salone del ristorante che affaccia sul Canale della Manica. Il Grand Hôtel è una delle principali attrazioni turistiche della cittadina, rinomato per le sue spaziose camere vista mare, la cucina creativa e sfiziosa del ristorante gourmet, i giardini fioriti: è la meta ideale per un weekend romantico o un soggiorno in qualsiasi stagione dell'anno.

Cabourg con il suo stile meravigliosamente retrò, le antiche ville risalenti all'epoca di Napoleone III, non ha perso la sua aura aristocratica: i villeggianti si dividono tra le spiagge mondane e i pomeriggi all'Ippodromo - una struttura ultra moderna dal fascino antico -, mentre la notte è dedicata ai divertimenti nello storico Casinò ormai trasformato in una music hall.
Fascino, charme, mondanità caratterizzano l'atmosfera vacanziera di Cabourg che per i lettori sarà sempre l'immortale Balbec di Marcel Proust.

La Promenade Marcel Proust

Proust ha trasformato Balbec in un luogo mitico, regalando un tratto del lungomare della costa normanna a milioni di lettori. Il paesaggio letterario ha assunto le sembianze di un paesaggio prediletto e si è così trasfigurato. La cittadina di Cabourg conserva ancora il ricordo delle estati di Proust, ha persino reso omaggio all'autore con una "promenade panoramica" a lui dedicata. Ora i lettori di tutto il mondo possono recarsi a Cabourg e passeggiare lungo l'incantevole "Promenade Marcel Proust" sul lungomare, lasciandosi trascinare lontano dal ricordo delle parole lette in un altro tempo, in un altro luogo, che tuttavia ritornano alla memoria con lo stesso effetto malinconico del morso dato a una madeleine.

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© Olena Kachmar/123RF

La camera 414

Il narratore della Recherche risiedeva al Grand Hôtel nella camera 414, ed amava osservare il movimento delle maree dalla finestra della stanza.
Proust avrebbe descritto il Grand Hotel come un grande acquario dove divengono più evidenti i contrasti sociali e i lussi sfrenati della grande borghesia.
All'interno dell'albergo oggi tutto rievoca il grande autore: dal grande busto in bronzo eretto in suo onore, ai dipinti raffiguranti scene della Recherche.
La stanza di Marcel Proust, al quarto piano, è stata ricostruita con l'arredo dei mobili d'epoca. "La camera 414 viene affittata allo stesso prezzo delle altre, ma è sempre prenotata con largo anticipo", racconta il direttore dell'hotel, Michel Benet.

Proprio accanto alla famosa stanza 414 si possono trovare le camere che avevano ospitato un tempo la nonna di Proust e le governanti Françoise e - più tardi - Celeste.
L'autore era solito tornare a Cabourg in estate; alloggiava sempre nella stanza 414 che grazie alla sua peculiare posizione gli garantiva la calma necessaria per scrivere: "Nessuna camera mi ha mai dato tante sensazioni di atmosfera pulita, naturale, genuina, dove i muri contengono il passato".
E qui Marcel stava rinchiuso per ore, soprattutto negli ultimi anni quando - sempre più debilitato dalla malattia - disdegnava persino le passeggiate sulla spiaggia.

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©FreeProd/123rf

Una terra di confine

Sulla bianca spiaggia di Cabourg si ha la sensazione di trovarsi in un luogo allo stesso tempo reale e immaginario, in una terra di confine: mentre i villeggianti passeggiano, si bagnano nelle acque marine oppure ridono di gusto, si viene trasportati indietro nella rappresentazione letteraria del tempo perduto.
Proust creò la sua Balbec ricordando le estati trascorse a Cabourg, ma in particolar modo ne fece l'epicentro delle proprie memorie felici: così nella mitica Balbec convergono immancabilmente anche altre località della costa normanna, come la cittadina di Trouville. Balbec è un luogo e un non luogo; è tempo fossilizzato, il ricordo dell'unica interminabile estate della giovinezza.